• Numero di Telefono: 334.3168257
  • Prenota: leonardo.poggi@pfafineco.it

Category Successione dei Beni

Come risparmiare sulle tasse di successione

Elaborare la perdita di una persona cara è difficile.  E’ una reazione emotiva naturale e ognuno reagisce in maniera differente. Diverso è invece quando si parla di tasse di successione. La parola tassa non piace a prescindere, figuriamoci poi quando si sta affrontando un momento delicato come il decesso di un parente. Nascono sempre molti dubbi, ansie, incertezze.

Chi deve pagare la tassa di successione?

Chi riceve un’eredità deve pagare un’imposta calcolata sulla base di una dichiarazione di successione (documento con cui i successori dichiarano al fisco di succedere nel patrimonio del defunto), che va presentata entro un anno dal decesso all’Agenzia delle Entrate.

I successori che vogliono acquistare la titolarità dei diritti del defunto e i suoi beni immobili (terreni e fabbricati) e mobili (somme di denaro, mobili, oggetti preziosi, quote di società, obbligazioni, ecc.).

Chi NON deve pagare la tassa di successione?

Chi ha successioni di modesto valore.
Per esempio: se il marito viene a mancare ed ha un patrimonio al di sotto dei 100.000€, senza case, negozi, terreni intestati, o non ci sono diritti immobiliari, i parenti in linea diretta (moglie e figli), non devono fare dichiarazione di successione

Quali sono i beni tassati?

I beni di seguito elencati costituiscono l’eredità sulla quale vengono calcolate le tasse una volta avvenuto il decesso:

  • Terreni, sia agricoli che edificabili;
  • Beni immobili (terreni, immobili residenziali, produttivi e commerciali)
  • Barche;
  • Gioielli;
  • Azioni;
  • Fondi fiduciari;
  • Conti correnti bancari o postali;
  • Investimenti;
  • Denaro;
  • Aziende;
  • Quote di partecipazione in società;

Invece, sono esclusi:

  • Titoli di Stato;
  • Titoli di debito pubblico;
  • Le aziende a gestione familiare;
  • Il TFR;
  • I beni sottoposti a vincolo culturale;
  • I veicoli iscritti al P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico)
  • Crediti verso lo Stato, enti pubblici territoriali, INPS, INAIL, ecc.

Come si calcola la tassa di successione?

Per definire l’ammontare della tassa di successione, si fa innanzitutto la differenza tra beni ereditati e debiti del defunto. Attualmente, in Italia la normativa prevede franchigie per i parenti più stretti: 1 milione di euro per erede (figli e coniuge), 100.000 euro per fratelli e sorelle. Tutto questo sulla base imponibile oltre alla quale vengono applicate le aliquote relative alle tasse di successione.

Ecco una schema che riassume le aliquote a seconda di chi sono gli eredi e la franchigia:

Quindi una volta determinata la dimensione del patrimonio complessivo che passa in eredità e individuati gli eredi, si determina  l’importo che ogni soggetto riceverà in successione.

Se l’importo è superiore al milione di euro l’eccedenza viene tassata con le aliquote dello schema riportato qui sopra.

Ti faccio un esempio:
Se si lascia a un figlio un’eredità di 900.000 euro, non saranno previste tasse di successione, mentre se il valore è di 2.000.000 di euro, l’erede pagherà il 4% sulla somma che eccede il primo milione, quindi 40.000 euro. Se invece si vuole lasciare un patrimonio di 200.000 euro a un amico, questo dovrà versare al fisco 16.000 euro.

Oppure se si lasciano 200.000 euro al proprio fratello questi ne pagherà poi 6.000 di tasse (il 6% di quanto eccede i 100.000 euro), se li lascio ad un cugino ne paga 12.000 (il 6% dell’intera cifra).

Voglio anche segnalarti che lo Stato italiano incassa l’8% e lo fa senza offrire nessuna franchigia.

In sintesi : quanto più sarà elevato il valore dell’eredità, al netto dei debiti, tanto più alta sarà l’imposta da pagare, che andrà quindi a ridurre il patrimonio che rimane agli eredi.

Italia, paradiso fiscale?

Pensa che rispetto ad altri Paesi europei, la nostra aliquota è la più bassa.
Per esempio, In Germania sono pari al 30% per i discendenti diretti e per il 50% sui discendenti indiretti. In Francia le tasse di successione sono pari al 45% nel caso degli eredi diretti e del 60% nel caso dei discendenti indiretti.
E poi ci sono paesi come Russia o Lussemburgo in cui invece non si pagano tasse di successione a favore dei coniugi e figli.

Ma allora, come risparmiare?

Innanzitutto sarebbe meglio ci si rendesse conto, facendo dei calcoli, di quanto ammonta il patrimonio e quindi anche le rispettive franchigie.

Il mio consiglio è quello di ricorrere a strumenti finanziari che la legge consente di escludere dal conteggio relativo alla ricchezza soggetta alla tassa di successione.

Quindi, con l’utilizzo di questi strumenti, il patrimonio investito non sarà soggetto alla tasse di successione.

PIR (Piani Individuali di Risparmio)

Ho già menzionato per esempio  i titoli quali BTP, i titoli postali, regionali e comunali italiani e oltre a questi, ritengo che un altro valido strumento molto più recente siano l PIR (Piani Individuali di Risparmio).

I PIR  sono stati istituiti dalla legge di bilancio del 2017, e sono una forma di investimento di medio lungo termine fiscalmente agevolata, con cui è possibile investire in strumenti finanziari emessi da società italiane o da aziende dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo con stabile organizzazione in Italia.

I PIR offrono un trattamento fiscale particolarmente interessante, unico nel panorama italiano dei prodotti di investimento. Infatti, questi investimenti entrano nell’asse ereditario senza essere tassati. Un’altra delle caratteristiche è la completa esenzione dall’imposta di successione a carico degli eredi.

In sostanza: le quote di un fondo PIR del de cuius verranno trasferite alla posizione intestata agli eredi secondo le regole usuali. Le quote saranno tassate o meno in base al periodo di vita del PIR in esame, se ha una vita maggiore o minore di 5 anni.

Se vuoi saperne di più, leggi il mio articolo su i PIR

Polizza assicurativa vita intera

Un altro strumento per eliminare la tassa di successione sono le polizza Ramo I e Ramo III (Unit Linked) in quanto garantiscono ai beneficiari l’erogazione di un capitale al verificarsi del decesso dell’assicurato.

Inoltre, come afferma l’Art.12 del Decreto Legislativo n.346 del 31/10/1990 “Non concorrono a formare l’attivo ereditario le indennità spettanti per diritto proprio agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate del defunto”, quindi anche i fondi pensione, i piani individuali previdenziali (PIP) appartengono a questi strumenti finanziari.

Le polizze Ramo 1 investe in gestione separata nei titoli di Stato, e oggi è scarsamente remunerativa.

Le somme dovute dall’Impresa a seguito del decesso dell’assicurato sono soggette all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, nella misura del 26%. Il rendimento complessivo, pari alla differenza tra capitale erogabile e premi versati, è soggetto a tassazione al netto del rendimento proporzionalmente riferibile alla copertura del rischio demografico.

Sono quindi strumenti doppiamente efficaci, perché consentono sia  la gestione attiva del patrimonio stesso fintanto che l’assicurato è in vita e  assicurano anche i beneficiari nel caso venga meno l’assicurato.

Le polizze Unit Linked invece non garantiscono il capitale che si è investito. Sono polizza di natura mista assicurativa e finanziaria, questo perchè Investono in: O.I.C.R quali fondi di investimento o in Società di Investimento a Capitale Variabile (SICAV) e sono quindi contratti correlati ad indici di uno o più mercati borsistici.

Trust

Si può anche ricorrere a strumenti quando si è ancora in vita, perché è sempre meglio pianificare il tutto prima e non creare dissapori o situazioni spiacevoli nell’ambito della propria famiglia.

Un esempio è il Trust.

E’uno strumento giuridico che consente di segregare qualsiasi asset del patrimonio di famiglia: dagli immobili ai fondi comuni di investimento, opere d’arte e gioielli. Inoltre, sempre con il Trust di famiglia, possono essere gestiti con maggiore flessibilità o notevoli risparmi di costi i progetti di divisione di beni nell’ambito familiare, attuando una sorta di testamento in vita del disponente.

Uno dei suoi scopi è anche quello  di mantenere il patrimonio immobiliare della famiglia unito nel tempo.

Se per esempio un padre di famiglia vuole lasciare la  casa al mare ad uno dei suoi figli, può costituire un trust all’interno del quale può inserire l’abitazione. In questo modo, concetra e gestisce in modo ordinato la successione, protegge i beni da futuri potenziali creditori e ottimizza la fiscalità successoria nel pieno rispetto delle leggi in Italia.

Se vuoi saperne di più sul Trust, leggi questo articolo.

Meglio quindi porsi delle domande:

Hai deciso di dividere tutto tra tua moglie, tuo figlio e tuo nipote?
Se hai meno di 2 milioni di euro preoccupati solo dei soldi che vuoi lasciare a tuo nipote.

Se il tuo patrimonio è di 3 milioni, fai bene i tuoi conti e fa sì che tutte le eccedenze della franchigia che lascerai ai tuoi eredi siano investite negli strumenti che ti ho consigliato

Una corretta pianificazione successoria, che utilizzi strumenti adatti al proprio contesto personale, può ridurre il carico fiscale sul patrimonio ereditario (finanziario, immobiliare o aziendale).

Se hai ancora dubbi e domande, puoi contare sulla mia consulenza.

Articolo originale

Firma congiunta o firma disgiunta per il conto cointestato?

Aprire un conto corrente è ormai normale amministrazione, ma nonostante questo permangono diversi interrogativi quando si parla di “firma congiunta” o firma disgiunta”.

All’apertura di un conto corrente bancario o postale cointestato, si deve scegliere se optare per la “firma congiunta” e firma disgiunta” e sarebbe utile essere informati non solo delle ovvie implicazioni ma anche delle conseguenze in caso di decesso di uno dei due cointestatari.

Facciamo chiarezza sui glia spetti di maggiore rilievo.

Firma congiunta: conto congelato in caso di decesso di uno degli intestatari.

Un conto corrente cointestato a firma congiunta comporta il fatto che un intestatario possa compiere le normali operazioni solo previa autorizzazione dell’altro o degli altri intestatari.

Ma cosa succede al conto in caso di decesso?

In caso di decesso di uno dei cointestatari il conto corrente viene bloccato dall’istituto di riferimento (banca o Poste) in attesa di stabilire l’identità degli eredi legittimi, quindi la successione. Pertanto, l’altro o gli altri intestatari rimasti in vita unitamente agli eredi dovranno decidere sulle sorti del conto corrente. Fintanto che tutti gli eredi non si saranno presentati per l’identificazione indispensabile per la successione, il conto rimarrà congelato.

Firma disgiunta: sembra più facile ma non lo è.

Con un conto corrente cointestato a firma disgiunta, ciascuno dei cointestatari può operare liberamente sul conto corrente.

In caso di morte di uno dei cointestatari, il cointestatario rimasto in vita ha la facoltà di operare anche sulla quota del deceduto, salvo il diritto al rimborso delle quote di rispettiva competenza degli eredi (divenuti nuovi cointestatari).

Investimenti e liquidità in eredità: quali sono i costi della successione.

Per quanto riguarda i beni ereditati vanno considerati gli eventuali costi di chiusura del conto corrente e, più in generale le spese di successione cui sono soggetti.

L’imposta di successione si applica sul cosiddetto attivo ereditario (abitazioni, investimenti finanziari eccetto i titoli di Stato, automobili, partecipazioni in società, mobilia, denaro e gioielli) in aliquote distinte che dipendono dal grado di parentela degli eredi e da specifiche soglie. (Hai bisogno di aiuto? Prenota una consulenza)

È importante capire che i tutti i casi gli eredi assumeranno un ruolo determinante. Senza il coinvolgimento, e il relativo consenso, di tutte le parti in causa, i beni del defunto potrebbero rimanere congelati.

All’apertura del conto corrente bancario cointestato o alla sottoscrizione di un investimento è opportuno non farsi trovare impreparati e non esitare nel fare domande, così da poter valutare tutte le circostanze possibili e scegliere la soluzione più indicata.

Articolo originale

Strumenti di pianificazione successoria, perchè utilizzarli per tempo

Gli strumenti di pianificazione successoria servono a trasferire il patrimonio secondo i propri desideri, nel modo fiscalmente più efficiente possibile e prevenendo problemi futuri.

In Italia tra le dieci cause più lunghe ci sono le cause successorie. Si pensi che nel nostro Paese mediamente sono necessari sette anni per una sentenza di primo grado. Fratelli cresciuti insieme, di fronte a problemi successori, anche per mere questioni di principio, sono pronti a farsi delle guerre legali. Evidentemente ciò va a scapito del patrimonio ereditato. Si pensi al danno che si può creare quando il bene ereditato sia un’azienda. I contrasti tra eredi possono azzerarne il valore prima che si arrivi ad una sentenza.

E’ quindi di fondamentale importanza cercare di prevenire queste spiacevoli situazioni. La pianificazione successoria e i relativi strumenti rappresentano una possibile soluzione, almeno per “ammorbidire” il problema.

Prima di affrontare questo importante passaggio è fondamentale effettuare un vero e proprio check up patrimoniale.

Con l’aiuto di un professionista esperto, il patrimonialista, occorre analizzare:

  • la propria situazione familiare (la presenza di un coniuge, anche separato, figli di primo o secondo letto, nipoti, ascendenti);
  • la composizione del patrimonio personale e/o familiare che si intende tutelare (immobili, autoveicoli, liquidità, attività finanziarie, dossier titoli, polizze, quote societarie, aziende, macchinari)
  • eventuali cointestazioni con altri soggetti;
  • sono stati posti in essere in passato atti di disposizione patrimoniale a titolo gratuito? (es.donazioni a favore del coniuge o dei discendenti)
  • la presenza di soggetti disabili;
  • criticità che potrebbero incidere sull’operazione (es. esistenza di debiti pendenti con creditori pubblici o privati, cause in corso che potrebbero determinare una responsabilità patrimoniale del cliente)
  • leaspettative ed intenzioni del disponente.

Solo successivamente si decide quale sia la soluzione miglioreOgni situazione deve quindi essere valutata nella sua specificità. Ad esempio un patrimonio costituito principalmente da beni immobili richiede un’attenzione diversa rispetto ad un altro in cui la liquidità costituisce la parte preponderante.

Il testamento costituisce lo strumento più conosciuto per destinare coscienziosamente in vita le nostre volontà.

Le formule utilizzate di testamento sono:

  • olografo;
  • pubblico;
  • segreto;
  • speciale

La divisione testamentaria costituisce solo una possibile soluzione, in quanto ha dei limiti intrinseci. Trasmettere l’intero patrimonio con il testamento vuol dire attenersi alle regole legali relative alla ripartizione delle quote. In pratica ci si sottoporrà alle varie tipologie di imposte (ipocatastali, di registro, di successione o patrimoniale) in vigore al momento della morte. Nel caso di patrimoni di notevoli dimensione le imposte potrebbero essere molto onerose.

Inoltre il testamento può essere impugnato e può scatenare liti tra gli eredi, danneggiando il patrimonio. Per questo motivo, per evitare problemi futuri, è decisamente più consigliabile effettuare una pianificazione utilizzando strumenti che anticipano il trasferimento del patrimonio quando il proprietario è ancora in vita.

I principali strumenti di pianificazione successoria e protezione patrimoniale sono:

  • le donazioni;
  • le polizze vita;
  • il fondo patrimoniale
  • le fiduciarie;
  • i patti di famiglia;
  • le holding;
  • i trust

La donazione è il contratto con il quale un soggetto (detto “donante”) trasferisce un proprio diritto (ad esempio la proprietà di un immobile o di una somma di denaro) ad un altro soggetto (detto “donatario”).

Oppure assume verso quest’ultimo un’obbligazione (ad esempio l’obbligo di corrispondergli una rendita vitalizia) per spirito di liberalitàsenza ricevere una controprestazione. La donazione richiede sempre un atto pubblico sottoscritto davanti ad un notaio, sia per beni mobili che per beni immobili e sempre alla presenza di almeno 2 testimoni. La donazione è molto utile per regolare  anticipatamente  la propria successione pianificando una equa distribuzione dei beni. Inoltre, “donando” un bene ci si alleggerisce del futuro carico fiscale.

Le polizze vita sono uno strumento molto efficace e versatile per gestire una corretta pianificazione.

Consentono di poter designare uno o più beneficiari anche al di fuori dell’asse ereditario (sempre nel rispetto delle quote di legittima). Costituiscono uno strumento di tutela e segregazione patrimoniale ed entro alcuni limiti sono anche  impignorabili e insequestrabili. E’ possibile designare uno o più beneficiari anche al di fuori dell’asse ereditario (sempre nel rispetto delle quote di legittima). Hanno un grande vantaggio fiscale, quello di essere esenti da imposte di successione. Le più utilizzate inerenti quest’ultimo punto sono:

  • le polizze TCM (Temporanea caso Morte);
  • le polizze Unit Linked

Il fondo patrimoniale è un istituto giuridico che consente di destinare un patrimonio (che può essere costituito da denaro, da beni mobili o immobili), al soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

Attraverso questo istituto la proprietà dei beni resta dei coniugi i quali però non potranno disporne per scopi estranei agli interessi della famiglia. I coniugi singolarmente o insieme possono ricorrere al fondo patrimoniale, attraverso un atto notarile, per vincolare così determinati beni ai bisogni della famiglia. Possono far parte del fondo patrimoniale i beni immobili, i beni mobili registrati, le universalità di mobili, i titoli di credito. Il fondo patrimoniale può essere costituito non solo all’atto del matrimonio ma anche successivamente.

l Patto di famiglia consiste nella possibilità per un imprenditore di gestire il passaggio generazionale della propria impresa trasferendo ad uno o più discendenti l’azienda o le quote di partecipazione al capitale della “società di famiglia”, senza che vi possano essere contestazioni in sede di eredità.

E’ stato introdotto nel nostro ordinamento nel 2006. Nel nostro Paese è infatti piuttosto diffusa la presenza di imprese a carattere “familiare”. Pur incidendo notevolmente sulla sostanza della successione testamentaria dell’imprenditore, il patto di famiglia è un contratto tipicamente tra viviche comporta il trasferimento immediato dell’impresa di famiglia, in modo da garantirne la continuità.

Il Trust è un istituto giuridico che consente che i beni di un soggetto, detto disponente, vengano messi in un patrimonio separato (il trust, appunto) sotto il controllo e la gestione di un altro soggetto, il trustee, nell’interesse dei beneficiari.

E’ adatto sia nel caso di pianificazione successoria di patrimoni immobiliari sia nel passaggio generazionale di aziende e offre diversi vantaggi, tra cui la segregazione del patrimonio, che così non può essere aggredito dai creditori. Se l’azienda viene messa in un trust, in caso di morte del disponente è possibile tutelare la società da eredi che possono non essere momentaneamente pronti a gestirla. Il trustee, a determinate condizioni, amministra la società finché gli eredi non sono pronti ad assumerne il controllo.

Con questo articolo ho voluto fornire una breve sintesi degli strumenti di pianificazione successoria. Necessariamente ciò che ho riportato deve approfondito in base ai casi che si presentano di volta in volta. Spesso la soluzione migliore è creare un giusto mix tra i vari strumenti a disposizione. La pianificazione successoria è un momento estremamente importante che richiede tempo, energie e dedizione, e può implicare decisioni sofferte. È un’operazione che chiama fortemente in causa i sentimenti perché ha a che fare con le persone che ti stanno a cuore e con ciò che desideri per il loro futuro.

Il beneficio più grande di una corretta pianificazione successoria consisterà nella pace mentale derivante dalla consapevolezza di avere preso tutte le disposizioni necessarie per tutelare i vostri cari.

Post Originale