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Category Assicurazioni

Polizze Vita: perchè dovresti utilizzarle

Utilizzare le polizze vita nell’attività di gestione e pianificazione è davvero un modo per acquisire vantaggi (non solo fiscali) per il tuo futuro finanziario, quello della tua famiglia o della tua impresa.

Gli strumenti assicurativi infatti sono efficaci per la protezione e pianificazione  patrimoniale.
La loro flessibilità permette di svolgere differenti funzioni previdenziali e successorie, e al contempo, consente di sfruttare al meglio tutta una serie di vantaggi civilistici e fiscali.

Se però stai cercando uno strumento che ti porti ad un rendimento “mordi e fuggi” oppure hai necessità di avere un salvadanaio da “rompere” in caso di bisogno, è meglio che ti orienti su altro.

Questo perché conoscere le polizze Ramo Vita (o Ramo I, cioè le polizze sulla durata della vita umana) e inserirle in una gestione di portafoglio, implica la necessità di farti riflettere sul tuo domani, su quello dei tuoi figli o sul futuro dell’attività di famiglia, sulla necessità di valorizzare e consolidare il patrimonio che si erediterà o che si è già ereditato.

Case Study

Di recente, un mio cliente, di professione commerciante,  mi ha chiesto in che maniera può tutelare il patrimonio della sua famiglia, composta dalla moglie imprenditrice con la quale ha stabilito la comunione dei beni e da due figli, entrambi studenti universitari.

L’obiettivo della pianificazione è quello di tutelare i beni mobili, immobili e anche i figli.

Oltre alla loro casa di proprietà, il mio cliente possiede una casa al mare e posizioni finanziarie per un controvalore di 200 mila euro.

Quali sono le possibili soluzioni?

Valutando la situazione, ci può essere più di una soluzione:

  • Ho proposto due polizze a vita intera incrociate con  beneficiari i coniugi, in mancanza dei figli.
    Come si può intuire, questa tipologia di polizza ha finalità/scadenza collegata all’evento morte dell’assicurato, inoltre, il capitale assicurato sarà sempre e comunque attribuito ai beneficiari indicati nel contratto. Sono impignorabili e insequestrabili e proprio per questi motivi, il patrimonio finanziario è protetto.
  • Due polizze TCM (temporanea caso morte) incrociate con beneficiari i coniugi.
    E’ una soluzione efficace a livello di ottimizzazione fiscale, sia dal punto di vista assicurativo, finanziario ed anche successorio.
    Utilizzando questa polizza si potranno coprire alcuni debiti nella successione del commerciante e di sua moglie imprenditrice, oltre a mettere a disposizione degli eredi quanto è necessario al pagamento delle imposte di successione. Questa polizza  prevede il pagamento di un premio (a rate annuali, semestrali, mensili o trimestrali), a fronte del quale la Compagnia assicurativa liquida tutto il capitale assicurato a chi viene scelto come beneficiario o beneficiari.
  • Fondo patrimoniale in cui conferire i due immobili, così da proteggere il patrimonio immobiliare
  • Testamento di marito e moglie con vincolo di destinazione della proprietà immobiliare ai due figli.  In questa maniera, si tutelano gli immobili anche in caso di decesso di uno dei due coniugi, il che comporta lo scioglimento del fondo patrimoniale
  • Scioglimento della comunione dei beni a favore della separazione

Quali sono i vantaggi delle polizze vita?

Proteggono il patrimonio

come abbiamo visto dal case study. Imprenditori o liberi professionisti utilizzano questo strumento per tutelare il patrimonio da eventuali aggressioni esterne. Inoltre  la loro caratteristica di impignorabilità e insequestrabilità aiutano ancora di più nella protezione del patrimonio (vedi art.1923 del Codice Civile, sez. III “Dell’Assicurazione sulla Vita” – “Le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare”)

Protezione in caso di morte dell’assicurato

La polizza temporanea caso morte potrà coprire eventuali debiti nella successione del mio cliente commerciante e di sua moglie imprenditrice, oltre a mettere a disposizione degli eredi quanto necessario al pagamento delle imposte di successione. Quindi, gestione attiva del patrimonio finché l’assicurato è in vita e i beneficiari ricevono liquidità in caso di decesso dell’assicurato

Efficienza gestionale

Il contraente può gestire e disporre totalmente del patrimonio durante tutta la sua vita. Può modificare i beneficiari, oppure prelevare tutto o solo una parte del proprio patrimonio conferito all’assicurazione. Inoltre può modificare il processo con il quale si decide in che modo distribuire le risorse fra diversi i possibili investimenti (asset allocation) a seconda del variare delle condizioni di mercato e/o al suo profilo di rischio

Ottimizzazione fiscale

Questi strumenti sono esenti dalla tassa sulla successione (art. 12 Decreto Legislativo n° 346/1990), caratteristica utilissima nella gestione del passaggio generazionale. Inoltre, le polizze vita sono anche eccellenti ottimizzatori dal punto di vista della fiscalità sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto di un determinato strumento finanziario (capital gain).
In sostanza, al loro interno i guadagni  e le perdite vengono compensati anche se sono stati utilizzati strumenti finanziari diversi.

Copertura previdenziale

Al momento del pensionamento, le polizze possono garantire un capitale o rendita che potrà poi andarsi ad integrare al patrimonio o alla pensione.

Come dicono gli inglesi “Live now, do now”: non rimandare, pensa alla tua famiglia e alla tutela del tuo patrimonio.

Se però hai ancora dubbi e domande, puoi contare sulla mia consulenza.

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La polizza Key Man: come poter tutelare le figura chiave della tua azienda

Chi è il “Key Man”?

In un’azienda il capitale più importante da chi è rappresentato? Dalle risorse umane.

Alcune di queste, possono essere difficilmente sostituibili in virtù della funzione strategica che svolgono all’interno dell’azienda stessa.

Sto parlando dei “Key Man”, ovvero Amministratori Delegati, commerciali con portafogli importanti, un socio sulle cui idee l’azienda è cresciuta, il gestore d’impresa, il direttore creativo, il responsabile del settore ricerche e direttore di un dipartimento.

In sostanza, figure professionali che, per le proprie competenze e capacità, ricoprono un ruolo di grande rilievo all’interno dell’azienda.
Sono quindi  quelle persone non rapidamente sostituibili, la cui indisponibilità o decesso potrebbero causare danni patrimoniali importanti all’azienda.

La polizza “Key Man” è lo strumento assicurativo che tutela la professionalità garantendo all’azienda le risorse necessarie per superare il momento di difficoltà.

Quindi, al pari di un bene aziendale (immobili, macchinari, ecc), l’uomo chiave viene assicurato per garantire all’azienda la liquidità per superare la crisi

Quindi, ritengo che ogni azienda, consapevole dell’importanza di queste figure professionali di rilievo, dovrebbe salvaguardarsi rispetto al danno economico che potrebbe derivare dalla loro scomparsa o indisponibilità.

E’ necessario quindi tutelarsi con soluzioni assicurative che possano garantire adeguate capitali per superare l’impasse con misure e azioni straordinarie.

Con la polizza KEY MAN si garantisce la liquidazione di un capitale in caso di premorienza dell’Uomo Chiave e offre una soluzione immediata per fronteggiare le criticità sorte in seguito all’evento “morte”, assicurando la continuità dell’attività, ma soprattutto evitando di intaccare le risorse economiche dell’Azienda già abbastanza “scossa” dall’importante perdita.

Perchè un’azienda dovrebbe stipulare un’assicurazione “Key Man”?

Premetto che le imprese interessate all’operazione sono tutte quelle aziende che vogliono proteggersi dall’assenza di una figura fondamentale per la propria attività.

Il contratto non impone alcuna restrizione basata sulla grandezza della società, forma giuridica, tipo di attività praticata, o quantità di affari.

La copertura prevede:

  • morte derivante da qualsiasi causa
  • invalidità permanente derivante da qualsiasi causa (infortunio o malattia)
  • malattie molto gravi

Ma vediamo alcune casistiche in rapporto tra società e polizza Key Man:

SE IL KEY MAN è UN SOCIO DI UNA SOCIETÀ DI PERSONE:

  • Il capitale dovrebbe coincidere verosimilmente con la quota e in questo caso la polizza permetterebbe di liquidare i suoi eredi senza intaccare le risorse dell’Azienda. Infatti l’Art.2284 del Codice Civile prevede che in caso di morte di uno dei soci, i rimanenti devono liquidare agli eredi il valore della quota spettante al socio deceduto.
  • Con la “Key Man”, la società eviterebbe di contrarre debiti o intaccare il patrimonio per liquidare gli eredi, qualora questi non volessero subentrare al socio deceduto.

SE IL KEY MAN E’ UN SOCIO DI UNA SOCIETà DI CAPITALI, DI PERSONE, OPPURE UNA FIGURA CHE RICOPRE UN RUOLO FONDAMENTALE ALL’INTERNO DELL’AZIENDA:

  • l’Azienda si tutela garantendosi un capitale consistente in caso di premorienza della figura chiave, condizione che provocherebbe un danno economico diretto e immediato.
  • Questo capitale potrà essere per esempio utilizzato per ingaggiare sul mercato un nuovo manager o per pagare delle consulenze utili per il proseguimento dell’attività.
  • La copertura non si configura come benefit per il manager, essendo stipulata dall’Azienda a proprio favore.

La polizza Key assume in genere i tratti tipici di un’Assicurazione sulla Vita Temporanea Caso Morte o di un’Assicurazione a Vita Intera.

La polizza Key Man a vita intera è ovviamente valida per “tutta la vita” a fronte di versamenti di premi che possono essere limitati nel tempo e a vita intera.

Questa soluzione da un lato offre la possibilità di fornire la garanzia per l’intero arco di vita dell’Assicurato e dall’altro ha, dal punto di vista fiscale (che vedremo più avanti), l’ambiguità di indurre a considerare fiscalmente deducibile l’intero premio versato.

Il premio invece è composto da una parte che rappresenta la copertura per la garanzia morte ed una parte destinata al risparmio.

Ti ricordo che solo la parte a copertura della garanzia morte può essere deducibile fiscalmente

La polizza Key Man Temporanea Individuale è una copertura limitata nel tempo che copre esclusivamente il rischio di decesso.

Ci possono essere anche delle coperture complementari da affiancare alla Polizza Key Man, per esempio le coperture che tutelano il rischio di invalidità permanente per qualunque causa (malattia o infortunio), oppure coperture per malattie molto gravi (Dread Disease). Anche in questo caso, il beneficiario deve essere l’azienda.

Aspetti e trattamenti fiscali

Vorrei chiarire alcuni presupposti

Il premio di queste polizze è deducibile dal bilancio, in quanto rappresenta un costo inerente all’attività d’impresa (art. 109, comma 5 – TIUR 917/86) quando:

  • l’Assicurato sia essenziale per l’attività dell’Azienda
  • l’evento assicurato sia limitato alla durata del rapporto
  • l’ammontare del premio non sia antieconomico

Ai fini della deducibilità fiscale, è quindi necessario tenere conto del principio di inerenza (le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito) e del principio di congruità (la deducibilità è subordinata alla loro congruità rispetto ai ricavi o alla natura dei beni acquistati o delle prestazioni ricevute).

L’Azienda paga un premio “inerente” all’attività d’impresa, per un capitale “congruo” rispetto alla rilevanza del denaro.

Questo tipo di polizza quindi mette al sicuro il valore dell’azienda, garantendo la continuità del lavoro per essere sempre presenti e dare sicurezza ai clienti e partner in affari.

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Polizze Dread Disease

Ho già affrontato quello che c’è da sapere sulle polizze Long Term Care che divengono operati a fronte della perdita dell’autosufficienza dell’assicurato.

Esistono anche le coperture Dread Disease, polizze molto intelligenti, ma poco conosciute in Italia, comparse per la prima volta in SudAfrica nel 1983 come soluzione pratica per affrontare i costi di cure adeguate senza dover ricorrere a mutui o prestiti.

E’ una polizza che tutela l’assicurato dai danni economici derivanti dal manifestarsi di una malattia particolarmente grave mettendo a disposizione dello stesso una somma una tantum utile ad affrontare spese o impegni finanziari di rilievo.

Ha due tipi di garanzie:

  • GARANZIA ANTICIPATIVA: un’aliquota prestabilita dalla somma assicurata della garanzia principale viene anticipata al manifestarsi della malattia grave indicata nella polizza.
  • GARANZIA AGGIUNTIVA: l’aliquota viene aggiunta al manifestarsi di una delle malattie indicate dalla polizza.
    Generalmente è offerta in abbinamento alla polizza Temporanea Caso Morte (TCM).

ESONERO DAL PAGAMENTO DEI PREMI:

La garanzia comporta sempre, al verificarsi della malattia, l’esonero dei premi dell’assicurazione in scadenza dopo il sinistro.

CARENZA

L’assicurazione può essere assunta con o senza accertamento sanitario

In entrambi i casi, esiste un periodo di carenza: 6 mesi se viene fatta la visita medica  e 18 mesi senza visita

ESCLUSIONI

Tra le malattie escluse ci sono:

  • se l’assicurato è già malato prima della stipula della polizza
  • abuso e dipendenza da alcool, droghe, psicofarmaci
  • interventi angioplastici
  • qualsiasi forma patologica legata in modo diretto o indiretto al virus HIV

Negli ultimi anni, il mercato assicurativo ha messo a punto nuove formule che mirano a soddisfare esigenze specifiche.

Eccole elencate nello schema:

COSA SIGNIFICA POLIZZA DREAD DESEASE MULTIPAY?

E’ una caratteristica molto importante e non prevista dalle tradizionali condizioni generali dei contratti per polizze malattie, infatti i prodotti Multi Pay prevedono delle reintegrazioni delle coperture sulle malattie gravi, evitando di essere “scoperti” rispetto alle stesse.

Ti spiego meglio: in generale, i contratti tradizionali di dread disease vengono sospesi una volta pagata l’indennità (vedi anche l’esonero dal pagamento dei premi non ancora scaduti), lasciando quindi il titolare della polizza senza una reale copertura nel caso di una seconda e futura malattia. Questo è sicuramente un limite, considerando il miglioramento delle cure mediche degli ultimi anni e, dunque, una maggiore probabilità di sopravvivenza alla malattia.

Altro aspetto importante è il fatto che l’entità del danno che la malattia determina nell’assicurato non ha alcuna influenza, questo perchè la Compagnia,, alla consegna dei risultati degli accertamenti diagnostici che danno una prova della malattia, provvede a chiudere il sinistro mettendo a disposizione le somme spettanti

Aspetto completamente differente rispetto alle tradizionali coperture malattia o invalidità, perché:

  • le coperture malattie forniscono il rimborso delle spese sostenute oppure danno direttamente il corrispondente servizio.
  • le coperture invalidità ricoprono una funzione indennitaria ed erogano le prestazioni soltanto nel caso ci sia una invalidità permanente, in seguito ad una patologia ed in seguito all’accertamento di un grado d’invalidità.

BENEFICI FISCALI

L’articolo 15 comma 1 lettera f) del TIUR 917/86 dispone che i premi versati per la sottoscrizione di una polizza d’assicurazione che preveda la garanzia del rischio morte e d’invalidità permanente per qualunque causa (con franchigia assoluta de 5%) stipulate dal 1 gennaio 2001 diano diritto al contraente di beneficiare di una detrazione del 19% sulla somma spesa di 530€ un conseguente massimo risparmio annuo d’imposta di 100,70 €.

Inoltre:

  • le somme liquidate a seguito di sinistro per invalidità permanente e inabilità temporanea sono esenti da tassazione
  • il capitale caso morte è esente da imposta di successione

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Le Polizze Long Term Care (LTC)

Long Term Care,  spesso snobbate, sono invece strumento di tutela molto importante considerato l’innalzamento della vita media, la percentuale e il numero di non autosufficienti e il  fatto di non poter più contare con certezza, come fatto dalle generazioni passate, sui/sulle figli/e, sulle nuore e sullo Stato.

L’Italia, il Paese più vecchio d’Europa

In Italia, ci troviamo in questa situazione: il progressivo e crescente invecchiamento della popolazione unito al cambiamento della struttura per età (pochi giovani, più anziani) contribuisce ad accrescere lo squilibrio tra una sempre più elevata domanda di assistenza ed un’offerta finanziata tramite risorse pubbliche sempre più scarse.

Quindi, è cresciuto da un lato il numero di persone anziane che vivono sole o per le quali si sono attenuate, per motivi diversi, la possibilità tradizionali di aiuto e sostegno nell’ambito della famiglia, e dall’altro è aumentato il numero di persone esposte al rischio di perdere la proprio autosufficienza.

Questo insieme di fattori può generare una situazione tale da mettere a rischio il mantenimento di una buona qualità di vita anche nelle fasce con redditi medio alti.

Se poi si pensa alle coperture pubbliche previste dall’Inps per esempio per i liberi professionisti si comprende subito che ci sono dei limiti:

  • nessuna indennità di malattia, salvo convenzioni con casse/enti di categoria
  • requisito contributivo, in alcuni casi più severo
  • pensione di invalidità non operante per alcune categorie (es: farmacisti)
  • cancellazione dagli Albi professionali quale requisito per la pensione di inabilità

Visti gli evidenti limiti per le coperture pubbliche (negli ultimi 5 anni, infatti, c’è stato un calo della spesa sanitaria pubblica in relazione al PIL, che si è assestato al 6,70% nel 2017.), ci possono essere delle integrazioni in termini di copertura delle non autosufficienze e malattie gravi.

LE POLIZZE LONG TERM CARE

La perdita dell’autosufficienza è uno dei tanti costi al quale lo Stato non è in grado di far fronte con le sempre più scarse risorse a disposizione, strutture iper affollate e, a volte, mal gestite.
Ormai è assodato che si sta andando verso un sistema sanitario misto per poter offrire una copertura sanitaria adeguata a tutti i cittadini italiani. Solo nel 2017 gli Italiani hanno sborsato 40 miliardi per la spesa sanitaria privata.

Quindi anche la non autosufficienza diviene un aspetto da affrontare privatamente con l’aiuto di una copertura assicurativa.

Un altro fattore per il quale una copertura assicurativa sarebbe oggi  indispensabile è la forte percentuale di soggetti “single” non sposati o facenti parte di famiglie poco numerose. Chi si prenderà cura di queste persone quando, giunti a una certa età, a causa di un banale infortunio o di una malattia, si troveranno non autosufficienti?

So che può sembrare strano, ma sarebbero queste le domande da porsi anche a 30 anni.

Le polizze di ultima generazione LTC – Long Term Care nascono dall’esigenza di dare una copertura rischi, prima meno percepiti dai Clienti. Possono quindi presentarsi come soluzioni finalizzate esclusivamente a proteggere la perdita di autosufficienza, oppure come strumenti validi ad integrare la copertura di base prevista  dalla polizza a cui viene abbinata.

Queste polizze non coprono solo la non autosufficienza, ma anche la senescenza.

COSA COPRONO

La soglia di autosufficienza è rappresentata dal numero di ADL (Activities of Daily Living, cioè l’insieme delle azioni quotidiane) essenziali per l’autonomia della persona: mangiare, bere, vestirsi/spogliarsi, muoversi, ecc.
Se almeno 3 o 4 di queste attività vengono a  mancare in una persona, la LTC paga l’indennità, oppure anche in caso di malattia invalidante, vedi per esempio l’Alzheimer.

Ma allora, è uguale alla “Pensione di inabilità” dell’Inps?
No, perchè quest’ultima certifica l’impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro, mentre la LTC interviene quando la persona è nell’impossibilità di compiere alcune funzioni fondamentali della vita quotidiana.

COSA NON COPRE

Periodo di carenza

ovvero il lasso di tempo che intercorre tra la data di stipulazione della polizza ed effettiva decorrenza della garanzia. Durante questo periodo, le garanzie non saranno operative, nonostante sia già stato corrisposto il premio di Assicurazione e quindi in pratica il Cliente, in caso di non autosufficienza, non verrà indennizzato.
In generale, non vi è nessun ritardo dell’effetto se la non autosufficienza è causata dall’infortunio.
Di norma, il periodo di carenza dura 1 anno, se la non autosufficienza deriva da malattia, e 3 anni se da malattia mentale.
Nel caso in cui la situazione di non autosufficienza si verificasse in questo periodo, la Compagnia non è tenuta a pagare le prestazioni, ma rimborserà il premio versato.

Condizioni preesistenti

ovvero se la malattia è l’espressione o la conseguenza diretta di situazioni patologiche insorte prima della stipulazione della polizza

Esclusioni specifiche

conseguenze di alcoolismo, abuso di droghe, oppure in casi di cure necessitate da situazioni di guerra o automutilazione

ETA’ MASSIMA DI INGRESSO

L’età massimo di ingresso in copertura può variare a seconda delle polizze.

Solitamente è prevista un’età massima di 65 anni.

Queste limitazioni si riferiscono solo all’età di ingresso in quanto, una volta entrati in garanzia, la polizza dura tutta la vita.

DURATA DEL PAGAMENTO DELL’INDENNITÀ

Anche se purtroppo il caso di non autosufficienza sia definitivo, potrebbe anche verificarsi che l’assicurato riprenda le proprie capacità (vedi per esempio le conseguenze di un grave incidente stradale).
Normalmente il pagamento dell’indennità viene sospeso alla perdita delle condizioni che lo determinavano.

RINNOVABILITÀ

Tutte le polizze sono automaticamente rinnovabili: la Compagnia ha il diritto di recedere dal contratto, tranne il caso in cui l’assicurato non abbia pagato il premio o abbia riportato dichiarazioni inesatte nel questionario sanitario che permette un’adeguata individuazione del rischio. La sua compilazione deve essere accurata, completa e veritiera. In caso contrario, la Compagnia potrebbe avanzare riserve sul pagamento delle prestazioni.

Nel caso in cui ci sia un aggravamento del rischio dell’assicurato, il premio non può essere aumentato.

BENEFICI FISCALI

Trattandosi comunque di una polizza vita, l’assicurazione Long Term Care prevede, come gli altri prodotti di questo genere, delle detrazioni fiscali sui premi versati. Ciò significa che una parte dei premi versati andrà a decurtare l’importo netto delle tasse da pagare, dopo l’applicazione dell’aliquota di riferimento all’ammontare dei nostri redditi.
Secondo il D.M 22/12/2000 sancisce che sulle polizze LTC stipulate dal 1° gennaio 2001, compete una detrazione nella misura del 19% su un importo massimo di premi di 1.291,14 €.

COME FARE AD AVERE UNA RENDITA VITALIZIA MENSILE A VITA INTERA DI 1.000€ IN CASO DI NON AUTOSUFFICIENZA?

SITUAZIONE: Immaginiamo una donna che al momento della stipula ha 40 anni e che accetta di pagare un premio per tutta la vita.

DURATA: vita intera
Prendendo a riferimento un prodotto LTC alle condizioni medie di mercato, per avere una rendita vitalizia mensile in caso di non autosufficienza di 1.000€ (12.000,00 € annui) il premio anno sarà di circa 482, 80€ (frazionabile anche in rate mensili)

TRATTAMENTO FISCALE: la detraibilità massima è del 19% dei premi versati, su un massimo di 1.291,14€ annui.
In questo caso la detraibilità effettiva sarà di 91,73€

In qualunque momento, dopo la stipula, si dovesse verificare un evento di non autosufficienza, l’onere del pagamento dei premi cessa e scatta la garanzia a vita intera.

POLIZZE LTC “AD ACCUMULAZIONE” E “A RIPARTIZIONE”

Faccio una premessa.
I modelli di polizze LTC proposti dal mercato prevedono:

  • vita intera a premi temporaneiIl premio viene pagato per un certo numero di anni di durata concordata, ma la copertura vale per tutta la vita. Il diritto di rendita si concretizza se l’assicurato perde l’autosufficienza e dura, con il persistere della stessa, fino alla sua morte.
  • a vita intera a premi a vita intera
    Il premio viene pagato per tutta la durata della vita dell’assicurato. Il pagamento viene interrotto al sopraggiungere della non autosufficienza, in cambio di una copertura che duri tutta la vita.

Ci può essere una clausola di riduzione che, se inserita, dà la facoltà al contraente di cessare il pagamento dei premi e di poter riscuotere, in caso di sinistro, una rendita di autosufficienza ridotta.
Per l’attivazione, è previsto un versamento per un periodo minimo di norma in 3 anni.

Esistono di tipi di copertura
“A RIPARTIZIONE” e “AD ACCUMULAZIONE”

La necessità di tutelare la propria salute e quella dei proprio cari è ormai un obbligo e spesso si sottovalutano le reali necessità.

Queste polizze sono spesso snobbate, sono invece uno strumento di tutela molto importante considerato l’innalzamento della vita media, la percentuale e il numero di non autosufficienti e il  fatto di non poter più contare con certezza, come fatto dalle generazioni passate, sui famigliari e sullo Stato.

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