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Category PAC

Un Pac nel 1929 – Come si sarebbe comportato?

Si dice sempre che i Pac, ovvero i Piani di Accumulo, vanno a alleggerire quell’effetto volatilita’ andandoci a guadagnare su di essa. Per questo motivo, si dice che permettono di avere un guadagno anche in differenti fasi dei mercati, comprese le crisi. Ma andiamo a vedere qualche esempio per rendercene veramente conto, utilizzando la piu’ grande crisi conosciuta della storia, quella del 1929.

Ho simulato dei PAC costruiti su un ipotetico prodotto finanziario che avesse quotato quanto lo S&P500 (in realtà a quei tempi l’indice equivalente era costruito su 90 azioni, poi diventate 500 nel 1957).

Ho utilizzato la serie storica mensile disponibile su Yahoo. L’ipotesi è che i PAC seguenti siano iniziati a settembre 1929, con l’acquisto della prima rata esattamente sul peak che ha preceduto il crollo, quindi la peggiore ipotesi possibile. La scala sull’asse Y sulla sinistra rappresenta i dollari versati o il valore del controvalore investito in dollari. Ignorate la scala sulla destra.

Un PAC Cost Averaging (a rate costanti) mensile della durata di 2 anni avrebbe perso circa il 25% (rata ipotizzata: 300 USD). Il grafico è questo:

Un PAC Cost Averaging (a rate costanti) mensile della durata di 5 anni avrebbe perso circa l’11,50% (rata ipotizzata: 300 USD):

Un PAC Cost Averaging (a rate costanti) mensile della durata di 10 anni sarebbe stato intorno allo 0% (rata ipotizzata: 300 USD):

Un PAC Cost Averaging (a rate costanti) mensile della durata di 20 anni avrebbe guadagnato il 29.30% (rata ipotizzata: 300 USD):

Un PAC Cost Averaging (a rate costanti) mensile della durata di 30 anni avrebbe guadagnato il 304.50% (rata ipotizzata: 300 USD):

Piano di accumulo – Più efficace nei momenti di discesa

Quando è efficace un piano di accumulo?

la risposta che verrebbe da dare è la seguente: sempre.

in realtà ci sono due casi di mercato ipotetici nel quale un piano di accumulo non è così conveniente. Un mercato sempre in salita, nel quale sarebbe più conveniente investire tutto e subito, e un mercato sempre in discesa, nel quale sarebbe meglio non investire proprio.

Ma questi due casi ipotetici non sono possibili nel mondo reale, nella finanza di oggi. Oggi abbiamo mercato che fanno sali/scendi giornalmente, in modo più o meno accentuato.

Cosi, su richiesta di Federica, una ragazza che seguo, ho deciso di creare queste semplici spiegazioni sulla mia lavagnetta che utilizzo per le spiegazioni ai miei clienti.

Ovviamente, se doveste avere dubbi non esitate a chiedermi con un commento o via contatti che trovate sul sito.

Come primo caso, mettiamo quello di un mercato piatto.

In questo caso, investire tramite piano di accumulo o tutto in una volta non avrà nessuna differenza, in quando non ci saranno rendimenti. Ma anche qui ci troviamo di fronte a un mercato ipotetico, ben diverso da quella che è la realtà.

Nel mercato reale, avremo una situazione qui sopra illustrata. Dei momenti di rialzo, seguiti da momenti di ribasso, seguiti da momenti di rialzo, e così via. La particolarità del piano di accumulo si accentua allora, sfruttando la volatilità approfittandone dei momenti di ribasso per acquistare più quote, in modo da avere più valore quando il mercato si rialzerà.

Infatti, anche in caso di mercato volatile che torna allo stesso livello iniziale può comportare vantaggi. Come si vede qui sopra, il valore finale sarà sempre lo stesso. Ma con una differenza sostanziale. Avremo più quote rispetto ad un investimento sul mercato piatto.

Per evidenziare questa differenza, vi mostro l’ultima immagine, che a mio parere è la più esplicativa di tutte

Simulatore Piano di Accumulo

Al seguente link vi riporto un utile e semplice Simulatore di funzionamento di un Piano di Accumulo (PAC).


https://www.nef.lu/do.jsp?XDH=1360&XD=1311&LANGUAGE=IT&XDI=2&MAH=a736c121668dddc9066c5ffff34a1cef

 

Il calcolatore per verificare durata del PAC e valore della rata necessari a raggiungere un capitale di valore definito.

Esempio di un PAC al rendimento al 5% per 10 anni di versamenti con versamento mensile di soli 100 euro.

Nel secondo esempio invece, ipotizzeremo lo stesso rendimento, gli stessi versamenti ma con una durata di 35 anni, per evidenziare come il fattore tempo incide in modo notevole in questo strumento di investimento.

Cosa significano questi dati?

In parole povere, il simulatore del Piano di Accumulo da una rappresentazione grafica e numerica di cosa succede investendo una certa quantita’ di denaro in modo costante nei mesi e negli anni.

La barra di colore rosso rappresenta il capitale investito, mentre la barra di colore gialla rappresenta la rivalutazione del capitale investito. Ovvero, i rendimenti ottenuti dagli interessi.

Facile quindi e’ da capire come il fattore tempo gioca un punto fondamentale nel calcolo dell’interesse composto (leggasi anche montante).

Nell’esempio numero 1, a fronte di 12.000 euro versati in 10 anni (100 euro x 12 mesi x 10 anni), si riceveranno 3.499,21 euro di interessi, per un valore complessivo di 15.499,21 euro.

Nell’esempio numero 2, a fronte di 42.000 euro versati in 35 anni (100 euro x 12 mesi x 35 anni), si riceveranno 69.297,90 euro di interessi (PIU’ DEI VERSAMENTI EFFETTUATI), per un valore complessivo di 111.297,90 euro.

I Piani di accumulo (Pac)

I piani di accumulo del capitale, conosciuti anche con l’acronimo PAC, costituiscono un modo intelligente di investire somme di denaro nel tempo.

Hanno per oggetto comunemente fondi comuni di investimento, ma più in generale organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr), in quanto possono riguardare anche Sicav ed Etf.

Concretamente consistono nell’ investimento di cifre costanti, anche modeste (si può partire anche con soli 50 o 100 euro) a scadenze regolari (mensili, bimestrali o trimestrali). La durata (da uno sino a dieci anni) viene stabilita all’atto della stipula del Pac, ma in ogni momento è possibile sospendere i versamenti.

I Pac (Piani di Accumulo) rappresentano senza un dubbio un modo intelligente di accantonamento di capitali nel tempo, anche partendo da importi bassi.

Per questo motivo sono adatti alle esigenze più disparate, sia di piccoli risparmiatori che di grossi investitori.

I piani di accumulo possono investire sia in strumenti azionari che bilanciati, obbligazionari o monetari. I versamenti suddivisi in tante rate permettono soprattutto di limitare i rischi connessi alle oscillazioni dei mercati azionari che presentano una maggiore volatilità, ma nel tempo sono caratterizzati da rendimenti superiori. In sostanza, con rate mensili il sottoscrittore può acquistare quote di fondi in fasi differenti di mercato senza impiegare tutto il capitale in un unico momento. Questo meccanismo consente un duplice frazionamento del rischio: sia da un punto di vista quantitativo, attraverso la diversificazione dell’investimento in un numero di titoli significativo, sia temporale, tramite lo scaglionamento dell’investimento in tempi differenti.

I Vantaggi dei Piani di Accumulo

Il vantaggio principale dei piani di accumulo è quello di mediare i picchi delle oscillazioni borsistiche, e quindi la volatilità dei mercati. Con questo sistema, soprattutto, è anche possibile controllare il fattore emotività. Destinando una cifra fissa con cadenza mensile, infatti, l’investitore non interviene nella scelta del timing. Non solo, i più attenti ed oculati possono decidere di acquistare più quote, facendo ulteriori versamenti, proprio quando il mercato è particolarmente debole. In questo modo anche le situazioni critiche dei mercati possono rappresentare valide opportunità di guadagno.

Come funzionano i PAC?

Normalmente i piani di accumulo avvengono mediante un addebito automatico fatto sul conto corrente. Questo impedisce dimenticanze o valutazioni soggettive legate al fatto che i mercati possano essere più o meno alti.

Come si diceva prima i piani di accumulo possono avere una durata molto diversa. Sono comunque da considerare un investimento nel medio/lungo termine. Il sottoscrittore decide ex ante la durata e l’ammontare complessivo dell’investimento che intende effettuare. In questo modo ha l’opportunità di pianificare nel tempo la diversificazione dei propri risparmi. I Pac sono particolarmente indicati per flussi di reddito periodico. Mentre per patrimoni di una certa entità la via migliore è il versamento in un’unica soluzione (PIC). Questo per evitare di tenere infruttifero il capitale per un lungo periodo.

I piani di accumulo diventano uno strumento strategico per aumentare nel tempo le performance di portafoglio.

Accantonare 100 euro al mese per dieci anni, simulando un rendimento del 10%, porterebbe ad un montante a scadenza di 20.145 euro a fronte di versamenti per 12.000 euro. La stessa cifra mensile investita in un orizzonte temporale di  vent’anni, in costanza di rendimenti, porterebbe ad un montante addirittura di 72.398 euro a fronte di versamenti per 24.000 euro.

Investire gradualmente con metodo, costanza e disciplina permette di ridurre notevolmente i rischi e di ottenere significativi risultati nel tempo.

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PAC per i figli: la migliore scelta per il futuro dei giovani

Perché è importante pensare a un piano di accumulo per i figli

Che tu sia diventato genitore di recente o che i tuoi figli siano già un po’ cresciuti, sicuramente capirai cosa vuol dire essere preoccupati per il loro futuro. I tempi sono cambiati: il welfare pubblico è sotto pressione, il mercato del lavoro diventa sempre più volatile e competitivo. Affrontare con successo le sfide della vita sembra più complesso di come lo era 30 o 40 anni fa.

Uno studio della Fondazione Visentini, in collaborazione con la Luiss, rivela dati preoccupanti: se nel 2004 un ventenne ci metteva in media 20 anni a raggiungere la piena indipendenza economica, nel 2020 il tempo medio per affrancarsi salirà a 18 anni. Il dato è allarmante, su di esso pesa ovviamente l’effetto della crisi (che potrebbe invertirsi), ma esso ci racconta qualcosa della situazione giovanile in Italia. A determinare il peggioramento del quadro è stato l’aumento dei Neet, i tantissimi giovani non occupati né nel lavoro né nella formazione. La loro incidenza sull’economia è aumentata da 23,8 a 34,2 miliardi di Euro.

La gestione finanziaria e il futuro dei giovani

Non bisogna essere dei pessimisti per capire che una buona pianificazione finanziaria sia oggi ineludibile per far fronte alle sfide della vita. Si tratta anche di una questione di equità, perché l’Italia è il Paese in Europa (dopo la Grecia) dove l’ambiente sociale e lavorativo per i giovani è più complesso e dove l’equità tra le generazioni è più bassa. In questo senso le famiglie svolgono ancora quell’azione redistributiva che lo Stato non riesce a mettere in atto.

Un errore piuttosto diffuso è quello di non considerare l’aumento del fabbisogno economico dei propri figli. Durante la fase della crescita si devono affrontare spese ingenti, destinate ad aumentare e a diventare sempre più decisive con il passare degli anni. Si pensi a quanto si deve spendere per l’università o a quanto può fare la differenza un aiuto per l’acquisto della prima casa. Un’attenta pianificazione permette di affrontare queste fasi con più serenità, limitando i sacrifici da fare quando arriva il momento di effettuare la spesa. Per fare questo non basta risparmiare, bisogna investire.

Il secondo errore più commesso dai genitori è di non considerare l’effetto dell’inflazione. In un orizzonte temporale lungo, magari di 20 anni, il prezzo di beni e servizi può aumentare anche di molto e quindi il semplice accantonamento dei risparmi li condanna a perdere valore. Sono inadeguati anche gli strumenti di protezione del capitale, destinati a generare pochissimi rendimenti. Quando si è giovani è molto meglio sfruttare i vantaggi del lungo termine. Data la naturale tendenza dei mercati finanziari a crescere, prima si inizia e più è probabile ottenere buoni rendimenti a rischi contenuti. L’importante è affidarsi a un consulente finanziario, meglio se indipendente, che sappia costruire un portafoglio adeguato.

Bfp, polizza o Pac per i figli?

Se dunque le ragioni per cui può essere vantaggioso investire per un giovane sono evidenti, tutto sta nel selezionare il metodo giusto. In generale ai minori è permesso possedere degli strumenti finanziari o accedere a servizi di gestione del risparmio. Esistono degli strumenti dedicati come i Bfp per i minori oppure le polizze, che possono avere un minore come beneficiario. Nell’attuale contesto economico, però, questi strumenti – oltre a essere poco flessibili e presentare dei vincoli stringenti – difficilmente garantiscono dei rendimenti. Si tratta di strumenti per la protezione del capitale nel breve: come abbiamo detto, l’orizzonte temporale per un giovane o un giovanissimo deve essere quello del lungo termine. Perché scegliere uno strumento non adatto all’orizzonte temporale, sacrificando i rendimenti?

Per questo sempre più genitori stanno optando per un piano di accumulo, ovvero l’investimento attraverso versamenti periodici. Il piano di accumulo non può essere intestato a un minore, ma questo forse non è un aspetto negativo perché garantisce controllo al genitore. Si tratta inoltre di uno strumento flessibile. I versamenti possono essere interrotti in ogni momento e, se si investe in uno strumento che lo consente, il capitale può essere ritirato in ogni evenienza, senza spese aggiuntive.

Tutti i vantaggi per aprire un PAC per i figli

Investire in un piano di accumulo comporta tutta una serie di vantaggi. Eccone alcuni. Ti offre la possibilità di investire regolarmente una parte delle tue entrate, permettendoti così di accumulare un capitale nel tempo anche quando non hai grandi somme da accantonare nell’immediato o le hai destinate ad altri obiettivi di spesa.

È ideale per investitori cauti, che vogliono entrare in confidenza con i mercati in modo graduale e sono alla ricerca di una soluzione che sia il meno volatile possibile e il rischio di mercato.

Rappresenta un vero e proprio salvadanaio per il tuo denaro, che ti aiuta a superare l’ansia derivata dagli investimenti e a sconfiggere la tentazione di vendere tutto precipitosamente nei momenti di mercato negativo.

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