Prestito tra familiari: come scriverlo, registrarlo e restituirlo senza confonderlo con una donazione
Trasferire denaro a un figlio, a un fratello o al partner è semplice. Dimostrare, anni dopo, che quei soldi andavano restituiti può esserlo molto meno.
Un bonifico non diventa un prestito perché nella causale compare quella parola. Servono un vero obbligo di restituzione, condizioni comprensibili e comportamenti coerenti nel tempo.
1. Prestito e donazione non sono la stessa cosa
Il Codice civile definisce il mutuo come il contratto con cui una parte consegna denaro o altri beni fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità. Nel prestito familiare, quindi, il punto decisivo non è il rapporto di parentela: è l’obbligo effettivo di restituzione.
La donazione, invece, produce un arricchimento gratuito e definitivo. Può avere regole formali, fiscali e successorie molto diverse, soprattutto quando la somma è rilevante oppure serve per acquistare una casa. Per approfondire questa distinzione puoi leggere anche la guida su donazioni di denaro e strumenti finanziari ai figli.
Gli indizi che rendono credibile il prestito
- accordo scritto prima o contestualmente all’erogazione;
- somma, scadenza e piano di rimborso determinati;
- bonifico tracciato e causale collegata all’accordo;
- rate realmente pagate e riconoscibili negli estratti conto;
- eventuali proroghe o sospensioni formalizzate;
- credito indicato correttamente se interviene una successione.
2. Cosa inserire nella scrittura privata
Per molte operazioni familiari non serve un documento interminabile. Serve però un testo che non lasci aperte le domande importanti. Almeno questi elementi dovrebbero essere presenti:
Vanno poi precisati: carattere infruttifero oppure tasso di interesse; possibilità di rimborso anticipato; gestione di ritardi e spese; modalità per modificare il piano; indirizzi per le comunicazioni; regole applicabili in caso di morte di una delle parti. Se ci sono più finanziatori o più debitori, occorre chiarire quote e responsabilità.
Data certa: perché può servire
La data di una semplice scrittura non autenticata può non essere opponibile ai terzi fino a quando non diventa certa secondo le regole dell’articolo 2704 del Codice civile. La registrazione è una delle vie più lineari; esistono anche strumenti digitali idonei, ma vanno scelti correttamente. Una normale email o un file Word modificabile non offrono automaticamente le stesse garanzie di una registrazione o di una valida marca temporale.
3. Registrazione e imposta: cosa cambia nel 2026
Dal 1° gennaio 2026 si applica il nuovo Testo unico dell’imposta di registro, approvato con il decreto legislativo 1° agosto 2025, n. 123. Gli atti indicati nella Parte I della tariffa devono essere registrati in termine fisso; per gli atti formati in Italia il termine ordinario è di 30 giorni.
Una scrittura privata sottoscritta da entrambe le parti che documenta un prestito di denaro rientra normalmente tra gli atti a contenuto patrimoniale non diversamente disciplinati: la tariffa prevede l’aliquota del 3%. La base di calcolo e l’inquadramento concreto devono essere verificati sul testo effettivo dell’accordo, perché struttura, luogo di formazione e modalità di conclusione possono incidere.
Esempio: il costo da non scoprire dopo
Prestito scritto di 30.000 euro. Se si applica il 3% sul capitale, l’imposta di registro è pari a 900 euro, oltre agli eventuali tributi accessori. Il calcolo è: 30.000 × 3% = 900.
Prima di firmare o trasferire il denaro conviene quindi far controllare la forma dell’accordo e il costo fiscale. Non esiste una soluzione valida per ogni famiglia.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio telematico RAP per la registrazione di alcune tipologie di scritture private. Bisogna verificare se il modello e la versione disponibili al momento dell’operazione coprono il caso specifico; in alternativa ci si rivolge all’ufficio o a un professionista.
4. Bonifico: come impostare causale e flussi
Il denaro dovrebbe muoversi dopo la firma e attraverso conti riconducibili alle parti. Una causale utile non racconta tutto il contratto, ma crea un collegamento chiaro con esso.
| Movimento | Causale pratica | Da evitare |
|---|---|---|
| Erogazione | “Erogazione prestito infruttifero da contratto del 08/10/2026” | “Aiuto”, “regalo”, “giroconto” |
| Rata | “Rata 1/60 rimborso prestito del 08/10/2026” | “Restituzione soldi” senza riferimento |
| Saldo anticipato | “Estinzione anticipata prestito del 08/10/2026” | Contanti o bonifici frammentati senza ragione |
Per importi elevati o movimenti insoliti, la banca può chiedere documenti sulla provenienza e sulla finalità nell’ambito degli obblighi antiriciclaggio. Non significa che il prestito sia vietato: significa che conviene avere subito a disposizione contratto, estratti conto, documenti reddituali o patrimoniali del finanziatore e prova dell’utilizzo. La guida sul conto bloccato per controlli antiriciclaggio spiega come organizzare la documentazione.
5. Prestito infruttifero o con interessi: regole e tasse
Se non volete interessi
Indicate espressamente che il mutuo è infruttifero. La gratuità non si presume solo perché le parti sono parenti. Precisate inoltre che non sono dovuti interessi ordinari, ferma restando l’eventuale disciplina del ritardo stabilita con il professionista.
Se prevedete interessi
Il tasso superiore a quello legale deve risultare per iscritto. Dal 1° gennaio 2026 il tasso legale è pari all’1,60% annuo. Se il tasso non è validamente determinato, possono operare le regole legali. In ogni caso non si possono superare le soglie antiusura applicabili nel trimestre e alla categoria di operazione: le soglie vanno controllate nel decreto MEF vigente quando il contratto viene concluso.
Per il finanziatore persona fisica, gli interessi del mutuo sono in linea generale redditi di capitale. Il TUIR contiene anche presunzioni sulla misura e sul momento di percezione quando il contratto non è chiaro. Nei rapporti tra privati non c’è normalmente una banca che calcola e versa automaticamente l’imposta: il finanziatore deve verificare la corretta dichiarazione dei proventi secondo la propria posizione fiscale.
Esempio con interessi semplici
Capitale 50.000 euro, tasso fisso 2% annuo, durata 5 anni, capitale rimborsato alla fine: interesse annuo 1.000 euro e totale nominale 5.000 euro. In un piano a rate con capitale che diminuisce, invece, gli interessi complessivi saranno inferiori e vanno calcolati sul debito residuo.
6. Tre esempi che mostrano dove nascono i problemi
Prestito infruttifero con rate regolari
Un genitore presta 30.000 euro al figlio, da restituire in 60 rate mensili da 500 euro. La scrittura è firmata prima del bonifico, registrata nei termini e ogni rata contiene il riferimento al contratto. Il quadro documentale è coerente: resta necessario rispettare davvero il calendario o formalizzare gli scostamenti.
Bonifico generico e nessun rimborso
Un familiare trasferisce 80.000 euro con causale “aiuto famiglia”. Non esiste un piano e per sei anni nessuno chiede denaro. In una futura lite ereditaria, sostenere che si trattasse di prestito sarà molto più complesso: mancano sia la prova iniziale sia i comportamenti successivi.
Rate sospese per difficoltà
Il debitore perde il lavoro e chiede dodici mesi di sospensione. Le parti firmano un accordo integrativo con nuovo calendario e tracciano poi i pagamenti. È molto più solido che interrompere i versamenti senza spiegazioni. Se invece il creditore rinuncia definitivamente al residuo, la remissione gratuita può avere conseguenze di natura donativa e successoria da valutare.
7. Casi particolari: casa, insolvenza e successione
Denaro destinato alla casa del figlio
Se il denaro serve per un acquisto immobiliare, bisogna coordinare contratto di prestito, bonifici e rogito. Un prestito genera un debito; una donazione diretta o indiretta produce effetti diversi. Informare prima il notaio evita descrizioni incompatibili tra atto e flussi finanziari. Vedi anche la guida sul bonifico per comprare casa al figlio.
Il debitore non paga
Prima si controllano scadenze e clausole. Poi si invia una richiesta formale e documentabile; se necessario, si procede con messa in mora e assistenza legale. In linea generale il diritto di credito si prescrive in dieci anni dal momento in cui può essere fatto valere, ma rate, riconoscimenti del debito, diffide e specifiche circostanze possono cambiare il calcolo. Non aspettare l’ultimo anno.
Muore il finanziatore
Il credito residuo entra normalmente nell’eredità e passa agli eredi, che potranno chiederne il pagamento secondo contratto. Non scompare solo perché creditore e debitore erano parenti. La documentazione consente di ricostruire importo originario, rate pagate e saldo.
Muore il debitore
Il debito può gravare sull’eredità del debitore e sugli eredi che l’accettano, nei limiti e con gli strumenti previsti dalla legge. Chi teme passività sconosciute dovrebbe valutare tempestivamente rinuncia o accettazione con beneficio d’inventario: la guida su accettazione e rinuncia all’eredità offre una panoramica operativa.
8. Documenti da preparare e conservare
- documenti d’identità e codici fiscali delle parti;
- scrittura firmata e relativi allegati;
- prova della registrazione e dei tributi pagati;
- ricevuta del bonifico iniziale ed estratti conto;
- piano di ammortamento o calendario delle scadenze;
- ricevute delle rate e saldo aggiornato;
- accordi di sospensione, proroga o modifica;
- eventuali dichiarazioni fiscali degli interessi;
- comunicazioni formali in caso di ritardo;
- documenti sulla provenienza dei fondi, se richiesti dalla banca.
9. Cosa fare operativamente, passo per passo
Stabilite se il denaro deve davvero tornare indietro. Se la risposta è no, non mascherate una liberalità da prestito.
Il finanziatore non dovrebbe compromettere la propria liquidità; il debitore deve poter rispettare il piano.
Scrivete “infruttifero” oppure tasso, calcolo, scadenze e regime dei ritardi.
Per somme importanti, casa, più eredi o durate lunghe è prudente coinvolgere commercialista, notaio o avvocato prima della firma.
Nel 2026 il termine ordinario per gli atti formati in Italia soggetti a registrazione è 30 giorni.
Riportate data del contratto e natura dell’erogazione nella causale.
Evitate restituzioni in contanti e aggiornate il saldo residuo.
Una difficoltà può essere gestita; ignorarla indebolisce il contratto e i rapporti familiari.
10. Gli errori più comuni
11. Tabella riepilogativa
| Tema | Regola pratica | Rischio se ignorata |
|---|---|---|
| Natura dell’operazione | Prestito solo se esiste obbligo reale di restituzione | Contestazione come donazione o liberalità |
| Forma | Scrittura chiara, firmata prima del bonifico | Difficoltà probatoria |
| Registrazione 2026 | Verificare termine di 30 giorni e aliquota normalmente 3% | Imposta, sanzioni e data incerta |
| Prestito gratuito | Scrivere espressamente “infruttifero” | Presunzioni e dispute sugli interessi |
| Prestito oneroso | Tasso scritto, sotto soglia antiusura, interessi dichiarati | Nullità di clausole, imposte e sanzioni |
| Pagamenti | Bonifici con riferimento a contratto e rata | Flussi non ricostruibili |
| Modifiche | Accordo integrativo scritto | Incoerenza tra contratto e realtà |
| Successione | Ricostruire credito/debito residuo | Conflitti tra eredi |
12. Domande frequenti
Un prestito tra genitore e figlio deve essere scritto?
La forma scritta è fortemente consigliata e diventa decisiva per tasso, prova, registrazione e rapporti con terzi. Per somme rilevanti non affidarti a un accordo verbale.
Il prestito infruttifero è tassato come reddito?
Se non produce interessi, il finanziatore non ha quel reddito di capitale. Restano però gli eventuali obblighi e costi di registrazione dell’atto.
Basta la causale “prestito infruttifero”?
No. È un indizio utile, ma non sostituisce un accordo con importo, scadenze e obbligo di restituzione.
Quanto costa registrare un prestito nel 2026?
Una scrittura privata patrimoniale ricade normalmente nell’aliquota del 3%, oltre a eventuali tributi accessori. La base e l’inquadramento vanno verificati sul contratto concreto.
Qual è il termine per la registrazione?
Per gli atti formati in Italia soggetti a registrazione in termine fisso, il nuovo Testo unico indica in via ordinaria 30 giorni.
Posso restituire le rate in contanti?
È sconsigliabile: anche quando l’importo non supera i limiti applicabili, il contante rende più difficile provare data e causale. Il bonifico crea una traccia ordinata.
Posso modificare il piano?
Sì, se entrambe le parti sono d’accordo. Formalizzate però la modifica, valutando anche gli effetti fiscali e di registrazione dell’accordo integrativo.
Se non indico il tasso, il prestito è automaticamente gratuito?
No. Il Codice civile presume gli interessi salvo diversa volontà; inoltre il TUIR contiene presunzioni fiscali. Per la gratuità va scritto “infruttifero”.
Il tasso legale 2026 è sempre il tasso da usare?
No. È un riferimento legale, fissato all’1,60% dal 1° gennaio 2026. Le parti possono concordare diversamente per iscritto, rispettando le soglie antiusura.
Gli interessi ricevuti vanno dichiarati?
In linea generale sì: sono redditi di capitale. La modalità concreta dipende dal soggetto e dalla dichiarazione, quindi va verificata con il commercialista.
Il prestito si estingue con la morte del genitore?
No. Se il genitore era creditore, il credito residuo entra normalmente nell’eredità e può essere riscosso dagli eredi.
Posso trasformare dopo il prestito in un regalo?
La rinuncia al credito è possibile, ma se gratuita può assumere rilievo donativo e successorio. Va progettata e documentata, non realizzata semplicemente smettendo di chiedere le rate.
La banca può bloccare il bonifico?
Può sospendere o approfondire un’operazione insolita per adempiere ai controlli antiriciclaggio. Contratto, provenienza dei fondi e finalità aiutano a rispondere rapidamente.
Dopo quanto tempo il credito si prescrive?
La regola generale è dieci anni da quando il diritto può essere fatto valere, ma scadenze, rate, riconoscimenti e atti interruttivi possono cambiare il calcolo.
Norme e riferimenti verificati l’8 ottobre 2026. Fonti principali: Codice civile (artt. 1284, 1813, 1815, 2704 e 2946); D.Lgs. 123/2025 – Testo unico dell’imposta di registro e relativa tariffa, efficaci dal 1° gennaio 2026; decreto MEF sul tasso legale 2026; D.P.R. 917/1986 – TUIR, artt. 44 e 45; Agenzia delle Entrate – registrazione atti privati RAP; Banca d’Italia – adeguata verifica della clientela.
Questa guida è informativa e non sostituisce l’analisi di contratto, situazione familiare, residenza fiscale e provenienza dei fondi da parte di professionisti abilitati.
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