Luglio 6, 2026

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Casa, bonifici familiari e donazioni indirette

Il trucco del bonifico per comprare casa al figlio: come aiutare senza creare problemi fiscali, notarili e successori

Aiutare un figlio a comprare casa è una delle operazioni familiari più comuni. Ma il modo in cui vengono trasferiti i soldi cambia tutto: può essere una donazione diretta, una donazione indiretta, un prestito familiare, un anticipo ereditario o un semplice contributo alle spese. Se sbagli causale, documenti o atto notarile, il problema può emergere anni dopo.

Bonifico La causale aiuta, ma da sola non basta a qualificare l’operazione.
Notaio Per l’acquisto casa va coinvolto prima del trasferimento del denaro.
Donazione indiretta Può essere collegata all’acquisto dell’immobile e gestita nell’atto.
Successione Un aiuto dato oggi può contare domani nei rapporti tra fratelli.

Molti genitori vogliono aiutare i figli a comprare casa. È normale, comprensibile e spesso anche molto utile.

Il problema nasce quando si fa tutto in modo troppo semplice: “Ti faccio un bonifico e poi ci pensi tu”. Per importi piccoli può non succedere nulla. Per importi importanti, invece, quel bonifico può diventare una bomba fiscale e successoria.

Perché? Perché il Fisco, il notaio, la banca e gli altri eredi potrebbero chiedersi: quei soldi erano un regalo, un prestito, un anticipo sull’eredità, una donazione indiretta collegata al rogito o un pagamento fatto per conto del figlio?

Il punto chiave: prima devi decidere la natura dell’aiuto. Poi scegli il modo corretto per trasferire i soldi. Fare prima il bonifico e poi chiedersi come giustificarlo è l’errore più comune.

1. Le 4 situazioni più frequenti

Quando un genitore aiuta un figlio a comprare casa, di solito siamo davanti a una di queste quattro situazioni.

SituazioneCosa significaEsempioDocumento utile
Donazione diretta di denaroIl genitore regala soldi al figlioBonifico di 80.000 € al figlio prima del rogitoAtto notarile se importo non modico
Donazione indirettaIl genitore finanzia l’acquisto della casa intestata al figlioPagamento al venditore o bonifico collegato al rogitoIndicazione nell’atto di compravendita
Prestito familiareIl figlio deve restituire i soldi50.000 € da restituire in 5 anniScrittura privata, piano di rimborso, bonifici tracciati
Garanzia sul mutuoIl genitore non dà soldi subito, ma garantisce la bancaFideiussione o garanzia personaleContratto bancario e valutazione rischio
Errore da evitare: chiamare tutto “prestito” solo per comodità. Se non è prevista una restituzione reale, probabilmente non è un prestito.

2. Donazione diretta: quando il genitore regala i soldi

La donazione diretta di denaro avviene quando il genitore trasferisce una somma al figlio con l’intenzione di arricchirlo, senza chiedere restituzione.

Se la somma non è di modico valore, la donazione richiede l’atto pubblico notarile con la presenza di due testimoni. Non basta il bonifico con causale “regalo”.

Esempio da gestire con attenzione

Un padre bonifica al figlio 120.000 € per aiutarlo a comprare casa.

Causale: “regalo per acquisto casa”.

Non c’è atto notarile, non c’è indicazione nel rogito, non c’è accordo con gli altri figli.

L’operazione può sembrare semplice oggi, ma diventare contestabile domani.

Regola pratica: se il genitore vuole regalare denaro importante al figlio, il notaio va coinvolto prima del bonifico, non dopo.

3. Donazione indiretta: il caso più comune nell’acquisto casa

La donazione indiretta si verifica quando il genitore non dona semplicemente una somma “libera”, ma usa il denaro per consentire al figlio di acquistare un immobile.

In pratica, la liberalità è collegata all’acquisto della casa. Per questo è molto importante che il collegamento tra soldi dei genitori e acquisto immobiliare risulti chiaramente dall’atto notarile.

🏠

Pagamento al venditore

Il genitore paga direttamente una parte del prezzo al venditore, mentre la casa viene intestata al figlio.

💸

Bonifico al figlio vincolato all’acquisto

Il genitore trasferisce i soldi al figlio, ma il passaggio è collegato al rogito e alla compravendita.

La donazione indiretta collegata a un atto immobiliare può avere un trattamento fiscale diverso dalla donazione diretta di denaro. Proprio per questo va dichiarata e strutturata bene nel rogito.

4. Come scrivere il bonifico

La causale del bonifico non risolve tutto, ma deve essere coerente con la realtà dell’operazione.

Operazione realeCausale più ordinataCausale da evitarePerché
Donazione indiretta collegata al rogitoSomma destinata ad acquisto immobile come da atto notarile del…RegaloTroppo generica e scollegata dal rogito
Pagamento diretto al venditorePagamento quota prezzo immobile acquistato da…Aiuto figlioNon spiega il collegamento con l’acquisto
Prestito familiarePrestito infruttifero come da scrittura privata del…DonazionePrestito e donazione sono cose diverse
Restituzione rata prestitoRimborso rata prestito infruttifero del…GirocontoNon collega il pagamento al debito
Attenzione: la causale deve seguire la sostanza. Non puoi scrivere “prestito” se sai già che il figlio non restituirà nulla.

5. Esempio completo: genitori che aiutano con 100.000 euro

Caso pratico

Il figlio compra casa a 280.000 €.

Ha un mutuo da 180.000 €.

I genitori vogliono contribuire con 100.000 €.

OpzioneCome funzionaProRischio se gestita male
Donazione direttaI genitori donano 100.000 € al figlioChiara se fatta con atto correttoNullità o contestazioni se fatta solo con bonifico
Donazione indirettaI soldi sono collegati all’acquisto della casaCoerente con il rogitoProblemi se il collegamento non risulta dall’atto
PrestitoIl figlio restituisce 100.000 € nel tempoNon favorisce definitivamente un figlioPoco credibile se non ci sono rimborsi

La scelta migliore dipende dall’obiettivo: regalare, prestare o riequilibrare il patrimonio familiare.

Il vero trucco: la stessa somma può avere effetti molto diversi. Non conta solo quanto dai, ma perché lo dai e come lo documenti.

6. Imposta di donazione: aliquote e franchigie

Se l’operazione è una donazione, bisogna guardare aliquote e franchigie.

BeneficiarioAliquotaFranchigiaEsempio pratico
Coniuge e figli4%1.000.000 € per beneficiarioFiglio che riceve 200.000 €: imposta di donazione ordinaria pari a 0 €
Fratelli e sorelle6%100.000 € per beneficiarioFratello che riceve 180.000 €: imposta su 80.000 €
Altri parenti fino al quarto grado e affini nei limiti previsti6%Nessuna franchigia ordinariaImposta sull’intero valore imponibile
Altri soggetti8%Nessuna franchigia ordinariaConvivente non sposato, amico o terzo: attenzione elevata
Persona con disabilità graveAliquota in base al rapporto1.500.000 €Serve documentazione specifica
Tra genitori e figli la franchigia è molto alta, ma questo non significa che si possa ignorare la forma dell’operazione. Fiscalità e validità civilistica sono due piani diversi.

7. Agevolazione prima casa: attenzione ai requisiti del figlio

Se il figlio compra casa, può chiedere le agevolazioni prima casa solo se rispetta i requisiti previsti.

In sintesi, bisogna verificare residenza, Comune, altri immobili posseduti, precedenti agevolazioni e categoria catastale dell’immobile.

  • l’immobile non deve essere di categoria catastale esclusa dalle agevolazioni;
  • il figlio deve rispettare il requisito della residenza nel Comune, se previsto;
  • non deve possedere altro immobile nello stesso Comune con caratteristiche ostative;
  • non deve essere già titolare di altra casa acquistata con agevolazione prima casa, salvo regole di vendita nei termini previsti;
  • le dichiarazioni devono essere rese correttamente nell’atto notarile;
  • il notaio deve verificare il caso concreto prima del rogito.
Errore comune: pensare che “prima casa” significhi semplicemente “la prima casa che compro”. Non è così. È un regime fiscale con requisiti precisi.

8. Prestito familiare per comprare casa

Se i genitori non vogliono regalare i soldi, ma prestarli, serve una scrittura privata ben fatta.

Il prestito può essere infruttifero, cioè senza interessi, oppure fruttifero. Se è infruttifero, va scritto chiaramente.

Esempio prestito casa

Genitori prestano al figlio 60.000 €.

Restituzione prevista: 10.000 € all’anno per 6 anni.

Prestito infruttifero, con scrittura privata firmata prima del bonifico.

Ogni anno il figlio fa un bonifico di rimborso con causale coerente.

Regola pratica: il prestito esiste davvero se esiste anche la restituzione. Senza rimborsi, dopo anni sembrerà una donazione mascherata.

9. Se ci sono più figli, il problema non è solo fiscale

Aiutare un figlio a comprare casa può essere giusto. Ma se ci sono altri figli, bisogna ragionare anche sugli equilibri familiari.

Esempio tra fratelli

I genitori hanno due figli: Marco e Giulia.

Aiutano Marco con 150.000 € per comprare casa.

A Giulia non danno nulla.

Alla morte dei genitori, Giulia potrebbe chiedere che quella somma venga considerata nella ricostruzione del patrimonio familiare, soprattutto se ritiene lesa la propria quota.

Una donazione fatta oggi non sparisce dal punto di vista familiare. Può tornare rilevante nella futura successione.

10. Collazione e riduzione: perché gli altri eredi possono contestare

Quando un genitore aiuta economicamente un figlio, bisogna conoscere almeno due parole.

⚖️

Collazione

È il meccanismo con cui alcune donazioni fatte in vita possono essere considerate nella divisione ereditaria tra determinati eredi.

🧾

Azione di riduzione

È lo strumento con cui un legittimario può contestare donazioni o disposizioni che ledono la quota a lui riservata.

Attenzione: un bonifico fatto oggi per aiutare un figlio può essere discusso domani dagli altri eredi. Per questo va documentato bene.

11. Il caso del figlio convivente o non sposato

Se il genitore aiuta il figlio a comprare casa insieme al partner, bisogna capire bene a chi viene intestato l’immobile.

Se i genitori danno soldi al figlio, ma la casa viene intestata al 50% anche al compagno o alla compagna, una parte del vantaggio economico potrebbe finire indirettamente a un soggetto estraneo alla famiglia.

Esempio delicato

I genitori di Luca versano 100.000 € per comprare casa.

La casa viene intestata al 50% a Luca e al 50% alla compagna.

Se non viene chiarito nulla, una parte del contributo dei genitori potrebbe aver favorito anche la compagna.

Domanda da fare prima: i soldi servono solo al figlio o anche all’altra persona che diventerà comproprietaria?

12. Il caso del figlio sposato in comunione dei beni

Anche il regime patrimoniale del figlio conta.

Se il figlio è sposato in comunione dei beni, bisogna verificare se l’immobile acquistato entrerà nella comunione o resterà personale. Questo può dipendere da come viene fatto l’acquisto, dalla provenienza del denaro e dalle dichiarazioni rese nell’atto.

Quando ci sono matrimonio, comunione dei beni, donazioni familiari e acquisto casa, il notaio deve conoscere tutta la situazione prima del rogito.
  • verificare il regime patrimoniale del figlio;
  • chiarire da chi arrivano i soldi;
  • decidere a chi intestare la casa;
  • coordinare eventuali dichiarazioni nell’atto;
  • valutare effetti in caso di separazione futura;
  • evitare bonifici generici prima del confronto col notaio.

13. Genitori che pagano direttamente il venditore

A volte i genitori non fanno il bonifico al figlio, ma pagano direttamente una parte del prezzo al venditore.

Questa può essere una soluzione ordinata, ma deve risultare chiaramente nell’atto. Il notaio deve sapere che una parte del prezzo è pagata da un soggetto diverso dall’acquirente.

PagamentoVantaggioRischioCosa fare
Genitore paga il venditoreCollegamento diretto con acquistoSe non dichiarato bene, crea confusioneIndicarlo nel rogito
Genitore bonifica al figlio prima del rogitoSemplice operativamentePuò sembrare donazione diretta di denaroCoordinare causale e atto
Genitore dà assegni circolariTracciabilità al rogitoServe indicare provenienza e soggetto pagatorePreparare tutto con banca e notaio
Errore da evitare: presentarsi al rogito con assegni o bonifici non spiegati. Il notaio deve conoscere prima tutta la provenienza dei fondi.

14. Garanzia dei genitori sul mutuo

Un’alternativa al bonifico è la garanzia. Il genitore non trasferisce denaro subito, ma aiuta il figlio a ottenere il mutuo.

Questo sembra meno impegnativo, ma può essere molto rischioso. Se il figlio non paga, la banca può rivalersi sul garante nei limiti dell’impegno assunto.

Vantaggio

Il figlio può ottenere il finanziamento senza ricevere subito una donazione.

⚠️

Rischio

Il genitore può diventare responsabile se il figlio non rispetta il mutuo.

Regola pratica: fare da garante non è una firma di cortesia. È un rischio patrimoniale vero.

15. Esempio: donazione o garanzia?

Confronto pratico

Il figlio vuole comprare casa da 250.000 €.

Ha risparmi per 30.000 € e chiede aiuto ai genitori.

SoluzioneEffetto per il figlioEffetto per i genitoriRischio
Donazione di 70.000 €Mutuo più bassoPatrimonio ridotto subitoEffetto su altri eredi
Prestito di 70.000 €Mutuo più basso, ma debito verso genitoriCredito da recuperareSe non rimborsato, diventa ambiguo
Garanzia sul mutuoMaggiore accesso al creditoNessun esborso immediatoResponsabilità se il figlio non paga
La soluzione migliore dipende da liquidità dei genitori, stabilità reddituale del figlio, presenza di altri figli e obiettivo familiare.

16. Documenti da preparare prima del rogito

Prima di trasferire soldi o firmare il compromesso, prepara una cartella ordinata.

  • documenti dei genitori che versano le somme;
  • documenti del figlio acquirente;
  • eventuale documentazione del partner o coniuge acquirente;
  • preliminare di compravendita;
  • bozza atto notarile;
  • provenienza dei fondi;
  • importo esatto dell’aiuto familiare;
  • modalità di pagamento;
  • causale dei bonifici;
  • eventuale scrittura privata di prestito;
  • eventuale piano di rimborso;
  • verifica agevolazione prima casa;
  • regime patrimoniale del figlio se sposato;
  • eventuali altri figli o donazioni pregresse;
  • conferma del notaio sulla struttura corretta.
Trucco pratico: manda al notaio prima del rogito un riepilogo scritto: chi paga, quanto paga, da quale conto partono i soldi e perché.

17. Cosa fare operativamente

Decidi se è regalo, prestito o garanzia

Prima di muovere denaro, chiarisci la natura dell’aiuto. È la base di tutto.

Coinvolgi il notaio prima del bonifico

Il notaio deve sapere se i soldi arrivano dai genitori e come devono essere indicati nell’atto.

Controlla requisiti prima casa

Verifica residenza, altri immobili, precedenti agevolazioni e categoria catastale.

Usa pagamenti tracciati

Bonifici e assegni circolari devono avere causali coerenti e provenienza chiara.

Proteggi gli equilibri familiari

Se ci sono più figli, valuta se riequilibrare con donazioni, testamento, polizze o altri strumenti.

Conserva tutto

Rogito, bonifici, causali, scritture, mail del notaio e documenti bancari vanno tenuti insieme.

18. Errori comuni da evitare

Fare il bonifico prima di parlare col notaio

È l’errore più frequente. Dopo diventa più difficile sistemare tutto.

Scrivere causali generiche

“Aiuto”, “regalo” o “giroconto” non spiegano bene la natura dell’operazione.

Chiamare prestito una donazione

Se non ci sono rimborsi, il prestito non è credibile.

Dimenticare gli altri figli

Un aiuto importante a un figlio può creare contestazioni future.

Non valutare il partner del figlio

Se la casa è cointestata, parte dell’aiuto può favorire anche l’altra persona.

Fare da garante senza capire il rischio

Se il figlio non paga, il problema può diventare dei genitori.

19. Tabella riepilogativa

TemaRegola praticaVantaggioRischio
Donazione direttaSe non modica, serve atto notarileChiarezza giuridicaNullità o contestazioni se fatta male
Donazione indirettaCollegarla bene al rogitoCoerente con l’acquisto casaConfusione se non emerge dall’atto
Prestito familiareServe restituzione realeNon impoverisce definitivamente i genitoriDiventa ambiguo se non rimborsato
Garanzia mutuoVa valutata come rischio patrimonialeNessun esborso immediatoResponsabilità se il figlio non paga
Prima casaRequisiti da verificare primaRisparmio fiscaleDecadenza se dichiarazioni errate
Più figliCoordinare con successioneMeno litigi futuriCollazione o riduzione
Casa cointestata col partnerChiarire chi si vuole aiutareOperazione più consapevoleFavorire indirettamente un terzo
Causale bonificoDeve essere coerente con l’attoTracciabilità chiaraCausali generiche o contraddittorie

20. FAQ

Posso bonificare soldi a mio figlio per comprare casa?

Sì, ma per importi importanti devi chiarire se è donazione, prestito o donazione indiretta collegata al rogito. Meglio coinvolgere il notaio prima del bonifico.

Basta scrivere “donazione per acquisto casa” nella causale?

No. La causale aiuta, ma non sostituisce la corretta struttura giuridica e fiscale dell’operazione.

Cos’è una donazione indiretta?

È una liberalità realizzata attraverso un’operazione diversa dalla donazione formale, per esempio quando i genitori finanziano l’acquisto di una casa intestata al figlio.

Serve sempre il notaio?

Per l’acquisto casa c’è già il notaio. Il punto è informarlo prima su provenienza dei soldi e aiuto familiare, così l’atto viene impostato correttamente.

Tra genitore e figlio si paga imposta di donazione?

L’aliquota è 4% oltre la franchigia di 1.000.000 € per beneficiario. Spesso l’imposta non emerge, ma la forma dell’operazione resta fondamentale.

Se è un prestito devo fare una scrittura?

Per importi importanti sì. Serve scrittura privata, piano di rimborso e bonifici di restituzione coerenti.

Se aiuto solo un figlio, gli altri possono contestare?

Possono farlo se ritengono che l’aiuto abbia leso i loro diritti successori. Per questo bisogna coordinare donazioni, testamento e patrimonio complessivo.

Posso pagare direttamente il venditore?

Sì, ma il pagamento da parte del genitore deve essere indicato chiaramente nell’atto, con provenienza e finalità corrette.

È meglio donare o fare da garante?

Dipende. La donazione riduce subito il patrimonio dei genitori. La garanzia non comporta esborso immediato, ma crea un rischio se il figlio non paga.

Qual è la regola più importante?

Prima decidi la natura dell’aiuto, poi parli con il notaio, poi fai il bonifico. Mai il contrario.

Conclusione

Aiutare un figlio a comprare casa può essere una delle scelte patrimoniali più importanti per una famiglia.

Ma proprio perché gli importi sono spesso elevati, non va gestita con un semplice bonifico fatto di fretta. Donazione diretta, donazione indiretta, prestito e garanzia hanno effetti diversi.

La regola da ricordare: il bonifico non è il punto di partenza. È l’ultimo passaggio di una decisione che deve essere già chiara.

Una buona pianificazione evita tre problemi: contestazioni fiscali, errori notarili e litigi tra eredi. E spesso vale molto più del risparmio ottenuto facendo tutto in autonomia.

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Fonti e riferimenti

  • Agenzia delle Entrate: imposta di donazione, aliquote e franchigie.
  • Agenzia delle Entrate: agevolazioni prima casa e requisiti.
  • Consiglio Notarile e Notariato: donazione diretta di denaro, donazione indiretta e formalità notarili.
  • Normativa su donazioni indirette collegate ad atti immobiliari soggetti a IVA o imposta proporzionale di registro.
  • Codice civile: donazione, mutuo, successione, collazione, riduzione e tutela dei legittimari.
  • Documentazione bancaria e notarile: tracciabilità dei pagamenti, assegni circolari, bonifici, provenienza fondi e dichiarazioni in atto.

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Poggi Leonardo

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