Hai un vecchio conto dimenticato? Dopo 10 anni può diventare “dormiente”, ma i soldi non spariscono subito: ecco come recuperarli
Un conto corrente aperto molti anni fa, un vecchio libretto postale, un certificato di deposito o persino un fondo d’investimento dimenticato possono diventare “rapporti dormienti” se restano senza disposizioni rilevanti per un periodo molto lungo. L’intermediario avvisa il titolare e, se nessuno si attiva entro 180 giorni, il rapporto viene estinto e le somme vengono trasferite al Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma trasferimento al Fondo non significa automaticamente perdita definitiva: per molti rapporti ordinari gli aventi diritto possono ancora chiedere il rimborso a Consap entro il termine previsto. Il problema è che, se passano anche gli ulteriori anni di prescrizione, il denaro può diventare definitivamente non più esigibile.
Immagina di sistemare i documenti di tuo padre dopo la sua morte. Trovi un vecchio estratto conto del 2004 relativo a una banca che nel frattempo ha cambiato nome tre volte. Sul documento risultano 28.000 euro. Nessuno in famiglia sapeva dell’esistenza di quel conto.
Chiami la banca e scopri che il rapporto è stato dichiarato dormiente anni prima e che le somme non sono più presso l’istituto.
Sono perse?
Non necessariamente.
In Italia esiste una disciplina specifica dei cosiddetti rapporti dormienti. La normativa nasce dalla legge n. 266/2005 e dal D.P.R. 116/2007 e riguarda diverse tipologie di rapporti bancari, postali e finanziari rimasti inattivi per un lungo periodo.
Quando ricorrono i requisiti, le somme vengono trasferite a un Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal 2010 la gestione delle domande di rimborso è affidata a Consap.
Indice dell’articolo
- Cos’è un rapporto dormiente
- Quali rapporti possono diventare dormienti
- La soglia dei 100 euro
- I primi 10 anni
- Quali movimenti evitano la dormienza
- Bonifici e addebiti automatici
- L’avviso della banca
- I 180 giorni
- Il trasferimento al Fondo
- Gli ulteriori 10 anni
- Perché si parla anche di 20 anni
- Cosa possono fare gli eredi
- Come cercare un rapporto dormiente
- Cosa chiedere alla banca
- L’attestazione di devoluzione
- Come chiedere il rimborso a Consap
- I documenti necessari
- Interessi e costi
- Assegni circolari
- Dossier titoli e fondi
- Libretti postali
- Rapporto dormiente e successione
- Aspetti fiscali
- Polizze vita dormienti
- Attenzione alle società di recupero
- Errori comuni
- Checklist operativa
- FAQ finali
1. Cos’è un rapporto dormiente
Il concetto è più semplice di quanto sembri.
Un rapporto finanziario può essere considerato dormiente quando, pur essendo ancora esistente e contenendo somme o valori, rimane senza disposizioni o operazioni rilevanti da parte del titolare o dei soggetti legittimati per il periodo stabilito dalla legge.
La disciplina non nasce perché la banca “vuole prendersi” il denaro.
Serve a gestire rapporti che restano formalmente aperti per molti anni senza che nessuno manifesti interesse o consapevolezza della loro esistenza.
2. Non riguarda soltanto i conti correnti
Consap elenca diverse categorie di rapporti che possono confluire nel Fondo.
Conti e depositi
Conti correnti bancari o postali, depositi e altri rapporti assimilabili.
Libretti e certificati
Libretti nominativi o al portatore e certificati di deposito, secondo la disciplina applicabile.
Strumenti finanziari
Fondi d’investimento e altri strumenti finanziari rientranti nella disciplina dei rapporti dormienti.
Consap gestisce inoltre specifiche tipologie relative agli assegni circolari, che però richiedono attenzione perché i termini non coincidono necessariamente con quelli dei normali conti e depositi.
3. La soglia: il rapporto deve essere superiore a 100 euro
Il D.P.R. 116/2007 individua la disciplina dei rapporti dormienti anche in funzione dell’importo.
Gli avvisi pubblicati da Poste Italiane continuano a richiamare la soglia dei:
Per esempio, negli avvisi relativi ai libretti postali dormienti vengono indicati i rapporti non movimentati per dieci anni e con saldo superiore a 100 euro.
4. Il primo orologio: 10 anni senza una vera disposizione
Il cuore della disciplina è il periodo decennale.
Ma “inattività” non significa semplicemente che il saldo non cambia.
La domanda corretta è:
Questo dettaglio diventa decisivo nei conti sui quali continuano a passare movimenti automatici.
5. Non qualsiasi movimento risveglia il conto
È uno degli aspetti meno intuitivi.
Consap ricorda che il concetto di operazione rilevante non coincide con qualsiasi movimento contabile registrato sul conto.
Quello che conta è l’attività riconducibile al titolare o a un soggetto da lui appositamente delegato.
Un vecchio conto contiene 15.000 euro.
Il proprietario non entra in banca e non impartisce disposizioni per dieci anni.
Nel frattempo sul conto arriva ogni anno un piccolo bonifico da un terzo.
Il semplice fatto che l’estratto conto mostri un movimento non significa necessariamente che il titolare abbia interrotto la dormienza.
6. Addebiti automatici e bonifici ricevuti possono non bastare
Consap cita espressamente, tra gli esempi che meritano attenzione:
- operazioni automatiche;
- RID e pagamenti automatici;
- operazioni provenienti da terzi;
- bonifici accreditati da soggetti diversi dal titolare o dal delegato.
Il motivo è semplice.
Un conto può continuare contabilmente a muoversi senza che il proprietario sia realmente consapevole della sua esistenza.
7. Come evitare per errore che un vecchio rapporto diventi dormiente
Se possiedi rapporti che utilizzi raramente, non aspettare dieci anni.
- controlla periodicamente l’estratto conto;
- mantieni aggiornato l’indirizzo presso la banca;
- aggiorna telefono ed email;
- accedi periodicamente all’area riservata;
- verifica con l’intermediario quali operazioni interrompono formalmente la dormienza;
- chiudi i rapporti realmente inutilizzati;
- sposta le somme su rapporti che controlli realmente.
8. Prima di trasferire il denaro la banca deve avvisarti
La dormienza non determina immediatamente la devoluzione delle somme.
Consap ricorda che l’intermediario deve inviare al titolare un invito ad impartire disposizioni.
L’avviso viene inviato all’ultimo indirizzo comunicato o comunque conosciuto dall’intermediario secondo la procedura prevista.
9. Esempio: il conto di una persona trasferita all’estero
2006: apertura conto in Italia.
2010: trasferimento all’estero.
L’indirizzo presso la banca resta quello della vecchia abitazione italiana.
Il conto non viene più realmente utilizzato.
Dopo il periodo previsto l’intermediario invia l’avviso all’ultimo recapito conosciuto.
Il titolare non lo vede.
Decorrono anche i 180 giorni e il rapporto viene estinto con devoluzione delle somme al Fondo.
10. Dopo la comunicazione hai 180 giorni per impartire disposizioni
La comunicazione dell’intermediario non significa che il denaro sia già stato trasferito.
Il titolare ha:
per impartire le disposizioni necessarie secondo la procedura prevista.
11. Cosa fare durante i 180 giorni
Contatta direttamente l’intermediario
Usa i recapiti ufficiali, non quelli presenti in eventuali email sospette.
Identifica il rapporto
Numero conto, libretto, dossier o certificato.
Chiedi quale disposizione è necessaria
La banca deve indicarti come interrompere la procedura.
Aggiorna i dati anagrafici
Indirizzo, telefono, email e documenti.
Decidi se mantenere o chiudere il rapporto
Se non ti serve, è spesso più semplice trasferire le somme e chiuderlo.
12. Se nessuno risponde, le somme vengono devolute al Fondo
Decorso inutilmente il termine previsto, il rapporto viene estinto e le somme vengono trasferite al Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La gestione delle richieste di rimborso dei rapporti dormienti è affidata a Consap dal 14 giugno 2010.
↓
Fondo presso il MEF
↓
eventuale domanda di rimborso a Consap
13. Il secondo orologio: dopo il Fondo decorre un altro termine
È qui che la situazione diventa davvero delicata.
Consap ricorda che, per i rapporti ordinari, il diritto al rimborso non resta aperto per sempre.
In linea generale, il termine di prescrizione opera trascorsi dieci anni dal trasferimento delle somme al Fondo, fatta salva la disciplina particolare di categorie come gli assegni circolari.
14. Perché si sente dire che un conto può essere perso dopo circa 20 anni
Perché si sommano due periodi distinti.
Consap sintetizza infatti il fenomeno spiegando che possono essere coinvolte somme rimaste di fatto senza una vera movimentazione per un arco temporale complessivo molto lungo.
15. Esempio: 40.000 euro dimenticati
Saldo originario:
Il titolare smette di utilizzare il rapporto.
Dopo il periodo previsto viene dichiarato dormiente.
La banca invia la comunicazione.
Nessuno risponde.
Il denaro viene devoluto al Fondo.
Otto anni dopo il figlio scopre il vecchio estratto conto durante la successione.
Se il diritto non è ancora prescritto e la documentazione è corretta, può essere ancora possibile avviare la richiesta di rimborso.
16. Anche gli eredi possono recuperare un rapporto dormiente
È uno dei casi più frequenti.
Una persona anziana può aver posseduto conti, libretti o certificati che i familiari non conoscevano.
Dopo il decesso, gli eredi possono verificare l’esistenza di rapporti devoluti al Fondo e, se ancora rimborsabili, presentare la relativa domanda dimostrando la propria qualità.
- certificato o autocertificazione del decesso;
- documentazione che identifica gli eredi;
- documento d’identità;
- codice fiscale;
- attestazione di devoluzione;
- documenti relativi al rapporto;
- IBAN per l’accredito;
- eventuali ulteriori documenti previsti per la categoria.
17. Se gli eredi sono tre
Il titolare è deceduto e risultano tre aventi diritto.
Consap prevede modulistica specifica anche quando vi sono più richiedenti.
Nel caso della domanda cartacea, oltre al modulo principale possono essere necessari gli allegati relativi agli ulteriori richiedenti.
18. Come scoprire se esiste un rapporto dormiente
Consap mette a disposizione strumenti di ricerca e consultazione delle posizioni già confluite al Fondo.
La verifica può essere particolarmente utile quando:
- stai gestendo la successione di un genitore anziano;
- hai trovato vecchi estratti conto;
- ricordi una banca ma non il numero del rapporto;
- la banca originaria è stata incorporata;
- hai vissuto per anni all’estero;
- esistono vecchi libretti o certificati;
- il familiare aveva rapporti con numerosi intermediari.
19. Prima cerca tra i documenti del defunto
- vecchi estratti conto;
- libretti cartacei;
- certificati di deposito;
- lettere delle banche;
- comunicazioni di fusione bancaria;
- dichiarazioni dei redditi;
- vecchie CU o documentazione finanziaria;
- email;
- contratti di investimento;
- rendicontazioni fondi.
Anche un documento di vent’anni prima può fornire il nome dell’intermediario, il numero del rapporto e informazioni sufficienti per iniziare la ricerca.
20. Cosa chiedere alla banca
Se scopri che un rapporto è stato devoluto al Fondo, chiedi una risposta scritta e dettagliata.
- data in cui il rapporto è stato considerato dormiente;
- data della comunicazione inviata al titolare;
- indirizzo al quale è stata inviata;
- data di estinzione;
- data di devoluzione al Fondo;
- importo devoluto;
- identificativo del rapporto;
- attestazione ufficiale di devoluzione.
21. Il documento più importante: l’attestazione di devoluzione
Consap evidenzia espressamente che la domanda di rimborso deve essere corredata dall’attestazione di devoluzione al Fondo rilasciata dall’intermediario.
È il documento che prova:
- che il rapporto esisteva;
- che è stato devoluto;
- quale importo è confluito al Fondo;
- quale intermediario ha effettuato la devoluzione;
- quale rapporto è oggetto della richiesta.
22. Come si presenta oggi la richiesta a Consap
Consap permette di utilizzare il proprio Portale Unico per compilare la richiesta.
Le istruzioni pubblicate dall’ente precisano però un passaggio molto importante.
Nelle istruzioni attualmente pubblicate, la procedura prevede la generazione della domanda tramite portale e la successiva trasmissione della documentazione originale tramite raccomandata A/R nei casi indicati.
23. Procedura Consap passo per passo
Accedi al Portale Unico
Registrati o utilizza le modalità di accesso previste.
Scegli il tipo di rapporto
Conto corrente, libretto, certificato, fondo, strumento finanziario o altra categoria disponibile.
Inserisci i dati
Rapporto, richiedente, qualità con cui presenti l’istanza e IBAN.
Allega la documentazione digitale richiesta
Documento, codice fiscale e gli allegati previsti dalla categoria.
Genera il modulo
Controlla con attenzione dati, importi e coordinate bancarie.
Firma il documento
Segui le indicazioni Consap relative alla procedura.
Invia gli originali richiesti
Le istruzioni prevedono l’invio tramite raccomandata A/R della documentazione originale indicata.
Conserva ricevute e tracking
Serviranno per dimostrare la data della richiesta.
24. Documenti normalmente necessari
La lista precisa dipende dalla tipologia del rapporto, ma Consap richiede una base documentale piuttosto chiara.
- modulo di domanda;
- documento di identità;
- codice fiscale o tessera sanitaria;
- attestazione di devoluzione al Fondo;
- IBAN intestato all’avente diritto;
- documenti del rapporto;
- eventuale delega;
- documentazione successoria se il titolare è deceduto;
- eventuali titoli originali nei casi previsti;
- eventuali allegati per ulteriori richiedenti.
25. L’IBAN deve essere corretto e riferibile all’avente diritto
Consap richiede le coordinate su cui effettuare il pagamento in caso di esito positivo.
Le istruzioni specificano inoltre che non tutti i tipi di coordinate possono essere utilizzati allo stesso modo.
Se sei residente all’estero possono essere necessari anche Swift Code o ulteriori coordinate bancarie in funzione dell’area di pagamento.
26. Quanto tempo impiega Consap?
Consap precisa che le richieste vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo.
L’ente può chiedere:
- integrazioni;
- rettifiche;
- documenti mancanti;
- verifiche aggiuntive.
Per le istanze accolte, prima del pagamento possono inoltre essere necessari gli accrediti e le verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
27. Sul rimborso vengono riconosciuti interessi?
Consap precisa che sui rimborsi dei rapporti dormienti:
e non vengono applicate spese di rimborso da parte dell’ente.
Somma devoluta:
Se viene riconosciuto il diritto al rimborso, non devi aspettarti automaticamente una rivalutazione della somma per dieci anni di mancata disponibilità.
28. Attenzione agli assegni circolari: i termini sono diversi
È importante non applicare meccanicamente il termine decennale previsto per molti rapporti anche agli assegni circolari.
Consap richiama espressamente l’eccezione:
Se il rapporto riguarda un vecchio assegno circolare mai incassato, la verifica deve quindi partire immediatamente dalla tipologia del titolo e dalle date.
29. Anche fondi d’investimento e altri strumenti finanziari possono finire nel Fondo
Consap include espressamente tra le categorie rimborsabili i fondi d’investimento e gli altri strumenti finanziari confluiti al Fondo dei rapporti dormienti.
Questo significa che la ricerca patrimoniale non deve fermarsi a conti e libretti.
- vecchi fondi comuni;
- certificati;
- strumenti finanziari detenuti presso intermediari;
- rapporti titoli molto vecchi;
- rapporti presso banche incorporate.
30. Esempio: vecchio fondo comune
Investimento originario:
Il cliente cambia banca e dimentica una vecchia posizione.
Anni dopo gli eredi trovano una rendicontazione cartacea.
La banca originaria non esiste più con quel marchio.
La prima verifica va fatta individuando l’intermediario successore e chiedendo se la posizione sia stata liquidata, trasferita, devoluta o risulti ancora esistente.
31. Libretti postali dormienti
I libretti postali sono uno dei casi più conosciuti.
Poste Italiane pubblica periodicamente avvisi relativi ai libretti considerati dormienti e invita i titolari a presentarsi entro il termine previsto per impartire disposizioni.
Gli avvisi continuano a richiamare i criteri del D.P.R. 116/2007:
- assenza di movimentazione qualificata per dieci anni;
- saldo superiore a 100 euro;
- invito ad attivarsi;
- termine di 180 giorni;
- successiva devoluzione al Fondo in mancanza di disposizioni.
32. E se il libretto è già stato devoluto?
Consap ha ribadito che gli aventi diritto possono utilizzare la procedura relativa ai rapporti dormienti per verificare e chiedere il rimborso delle somme devolute, entro i termini applicabili.
Vai da Poste
Chiedi la verifica del libretto e l’attestazione di devoluzione se già trasferito.
Controlla le date
Serve capire quando le somme sono confluite al Fondo.
Verifica Consap
Consulta la posizione e utilizza la modulistica corretta.
Invia la domanda prima della prescrizione
Non rimandare la pratica.
33. Rapporti dormienti e dichiarazione di successione
Quando un rapporto viene scoperto dopo la morte del titolare, può nascere anche una questione successoria e fiscale.
Se il bene non era stato incluso nella dichiarazione originaria perché nessuno ne conosceva l’esistenza, bisogna verificare se sia necessaria una dichiarazione integrativa, sostitutiva o altro adempimento previsto dalla normativa successoria.
34. Esempio: conto scoperto dopo la successione
Il padre muore nel 2024.
Gli eredi presentano regolarmente la dichiarazione di successione.
Nel 2026 scoprono un vecchio rapporto dormiente da:
Il denaro non era stato indicato nella dichiarazione originaria perché gli eredi non ne conoscevano l’esistenza.
Prima o parallelamente alla richiesta di rimborso bisogna verificare anche il corretto trattamento successorio del bene sopravvenuto.
35. Recuperare il capitale non significa generare automaticamente un reddito tassabile
Il rimborso di somme che appartenevano già al titolare o ai suoi aventi diritto non va confuso automaticamente con un nuovo reddito prodotto nell’anno del pagamento.
La fiscalità dipende però dalla natura originaria del rapporto e dalle eventuali componenti reddituali incorporate.
Quando l’importo è significativo o il rapporto era finanziario, conviene far verificare la documentazione fiscale prima di considerare chiusa la pratica.
36. Cosa succede all’imposta di successione
Se il rapporto apparteneva a una persona deceduta, il valore può assumere rilievo nell’attivo ereditario secondo le normali regole applicabili.
Per coniuge e parenti in linea retta continua a operare, nel regime ordinario, la franchigia di 1 milione di euro per beneficiario con aliquota del 4% sulla parte eccedente, fermo restando il trattamento delle specifiche attività esenti.
37. E le polizze vita dormienti?
Qui serve una distinzione netta.
Le polizze vita dormienti sono contratti nei quali si è verificato l’evento che dà diritto alla prestazione, per esempio il decesso dell’assicurato o la scadenza, ma il beneficiario non ha richiesto il pagamento.
IVASS ricorda che i diritti derivanti dalle polizze vita sono soggetti, nel regime attuale, a prescrizione decennale dall’evento che dà diritto alla prestazione.
Dopo la prescrizione, le somme possono essere devolute al Fondo Rapporti Dormienti.
38. Le vecchie polizze prescritte hanno avuto finestre speciali di rimborso
Consap gestisce anche specifici rimborsi relativi alle cosiddette polizze dormienti prescritte, nati dalle modifiche storiche della normativa sulla prescrizione.
Si tratta però di una disciplina speciale con requisiti e finestre temporali proprie.
L’ultima finestra riportata nel Portale Consap per il nono avviso consentiva domande dal 26 febbraio al 10 aprile 2024 e prevedeva, per i casi ammessi, un rimborso fino a un massimo del 50%.
39. Come evitare che una polizza diventi dormiente
- indica beneficiari nominativi;
- aggiorna i loro recapiti;
- informa almeno una persona fidata dell’esistenza della polizza;
- conserva numero di contratto e compagnia;
- aggiorna beneficiari dopo matrimonio, divorzio o decesso;
- mantieni aggiornati i tuoi recapiti presso la compagnia;
- inserisci la polizza nell’archivio patrimoniale familiare.
40. Attenzione a chi ti contatta promettendo di recuperare il denaro
Consap mette in guardia espressamente da agenzie o terzi che contattano i cittadini proponendo il recupero di rapporti dormienti come se fossero incaricati dalle istituzioni.
Questo non significa che non possa essere utile un professionista quando la successione è complessa.
Significa che nessuno deve presentarsi come “incaricato da Consap” se non lo è.
- richieste di anticipi elevati;
- percentuali sul capitale da recuperare;
- email non istituzionali;
- richieste di password o credenziali bancarie;
- pressione per firmare procure molto ampie;
- affermazioni come “siamo stati incaricati dallo Stato”.
41. Quanto può costarti usare un intermediario inutile
Rapporto dormiente:
Società privata chiede:
Costo:
Consap consente invece agli aventi diritto di presentare direttamente la domanda senza dover ricorrere necessariamente a intermediari.
42. Quando invece un professionista può essere davvero utile
- successione con molti eredi;
- eredi all’estero;
- testamento contestato;
- rapporto intestato a soggetto deceduto molti anni prima;
- donazioni precedenti;
- contenzioso sull’identità dell’avente diritto;
- rapporto finanziario fiscalmente complesso;
- problemi con prescrizione o date;
- intermediario incorporato o non più esistente;
- rifiuto motivato della richiesta.
43. La ricerca dei rapporti dormienti dovrebbe entrare nella checklist di ogni successione
Quando muore una persona che ha avuto una vita finanziaria lunga, non basta chiedere informazioni alla banca che utilizzava negli ultimi anni.
Può aver avuto:
- conti chiusi o dimenticati;
- libretti postali;
- rapporti presso banche successivamente incorporate;
- fondi comprati molti anni prima;
- certificati di deposito;
- polizze vita;
- fondi pensione;
- rapporti all’estero.
44. Crea un inventario patrimoniale prima che serva agli eredi
La prevenzione migliore è molto semplice.
- Banca A – conto corrente;
- Banca B – dossier titoli;
- Poste – libretto;
- Fondo pensione – nome e numero posizione;
- Compagnia – polizza vita;
- Mutuo residuo;
- eventuali conti esteri;
- consulente o referente.
Non è necessario indicare password o codici dispositivi.
Serve soltanto evitare che un rapporto da 100.000 euro diventi invisibile alla famiglia.
45. Un controllo ogni due o tre anni può evitare problemi enormi
- chiudi i conti inutili;
- aggiorna indirizzi;
- aggiorna beneficiari;
- riunifica dossier frammentati;
- verifica vecchi libretti;
- controlla fondi pensione;
- controlla polizze;
- lascia un inventario aggiornato.
46. I 18 errori più comuni
Pensare che un movimento automatico salvi sempre il conto
La dormienza guarda alle disposizioni riconducibili al titolare o ai soggetti legittimati secondo la disciplina applicabile.
Non aggiornare l’indirizzo
Potresti non vedere l’avviso inviato dall’intermediario.
Ignorare una raccomandata
I 180 giorni sono una fase decisiva.
Pensare che dopo la devoluzione sia tutto perso
Per molti rapporti esiste ancora una fase di rimborso Consap.
Aspettare troppo dopo la devoluzione
Anche il diritto al rimborso può prescriversi.
Applicare sempre la regola dei 10 anni agli assegni
Gli assegni circolari hanno termini specifici.
Chiedere a Consap senza attestazione
L’attestazione di devoluzione è un documento essenziale.
Fermarsi allo sportello della banca
Se le somme sono state devolute serve la procedura Consap.
Dimenticare i rapporti dei defunti
Gli eredi possono essere aventi diritto al rimborso.
Non verificare la successione
Un bene scoperto successivamente può richiedere nuovi adempimenti fiscali.
Confondere conto dormiente e polizza dormiente
Le procedure e le regole di prescrizione non vanno sovrapposte.
Pensare che Consap riconosca interessi
Consap precisa che sui rimborsi non vengono riconosciuti interessi.
Pagare subito una società privata
La domanda può essere presentata direttamente dagli aventi diritto.
Buttare vecchi libretti
Possono essere fondamentali per ricostruire la posizione.
Non cercare tra banche incorporate
Il vecchio marchio può non esistere ma il rapporto può essere ricostruibile.
Conservare dieci conti inutilizzati
La frammentazione aumenta il rischio di dimenticanze.
Non lasciare un inventario
Gli eredi non possono cercare ciò che non sanno esistere.
Considerare “20 anni” una regola automatica
Le date reali di inattività, avviso, devoluzione e prescrizione vanno documentate.
47. Checklist operativa: hai trovato un vecchio conto di famiglia?
Non buttare nulla
Conserva estratti conto, libretti, certificati e comunicazioni.
Identifica l’intermediario attuale
Se la vecchia banca è stata incorporata, individua il successore.
Chiedi una verifica scritta
Domanda se il rapporto esiste, è stato chiuso oppure devoluto.
Recupera la data di devoluzione
È fondamentale per valutare il termine di rimborso.
Chiedi l’attestazione di devoluzione
È uno dei documenti centrali della pratica Consap.
Consulta la banca dati Consap
Verifica la presenza del rapporto tra quelli confluiti al Fondo.
Controlla immediatamente la prescrizione
Non rinviare la domanda.
Identifica gli aventi diritto
Titolare, delegato, erede o altri soggetti legittimati.
Prepara i documenti
Identità, codice fiscale, attestazione, successione e IBAN.
Compila la domanda Consap
Utilizza la categoria corretta del rapporto.
Invia gli originali richiesti
Segui esattamente le istruzioni vigenti dell’ente.
Conserva prova della spedizione
Ricevuta, tracking e copia integrale della pratica.
Verifica la successione
Se il titolare è morto, controlla anche gli adempimenti fiscali.
Aggiorna l’inventario familiare
Evita che lo stesso problema si ripeta con altri rapporti.
48. Tabella riepilogativa
| Situazione | Regola pratica | Cosa fare | Rischio |
|---|---|---|---|
| Conto inattivo | Possibile dormienza dopo 10 anni | Verificare e impartire disposizioni | Avvio procedura |
| Saldo sotto/sopra soglia | La disciplina ordinaria considera la soglia normativa di oltre 100 € | Verificare natura del rapporto | Fare supposizioni errate |
| Avviso banca | Finestra di 180 giorni | Contattare subito l’intermediario | Devoluzione al Fondo |
| Somme già devolute | Possibile rimborso Consap | Chiedere attestazione | Prescrizione |
| Rapporto ordinario al Fondo | Termine decennale da verificare dalla devoluzione | Presentare domanda in tempo | Perdita definitiva del diritto |
| Assegno circolare | Termini differenti | Verificare subito la disciplina specifica | Applicare la regola sbagliata |
| Titolare deceduto | Possono agire gli eredi | Documentare qualità di avente diritto | Pratica incompleta |
| Vecchio libretto postale | Può essere rapporto dormiente | Verificare Poste e Consap | Buttare il documento |
| Fondo/strumento finanziario | Può rientrare nei rapporti dormienti | Ricostruire intermediario e valori | Dimenticare patrimonio |
| Polizza vita | Disciplina distinta | Contattare compagnia e verificare prescrizione | Confonderla con un conto dormiente |
| Società privata di recupero | Non necessaria per domanda ordinaria | Verificare Consap direttamente | Pagare commissioni inutili |
49. FAQ
Quando un conto diventa dormiente?
In generale, quando ricorrono i requisiti previsti dal D.P.R. 116/2007, tra cui un periodo di dieci anni senza disposizioni o operazioni rilevanti da parte del titolare o dei soggetti legittimati e la soglia economica prevista.
La soglia è 100 euro?
Gli avvisi relativi alla disciplina richiamano rapporti con saldo superiore a 100 euro. La singola posizione va comunque verificata in base alla sua natura.
Se ricevo ogni mese un bonifico il conto non può essere dormiente?
Non è così semplice. Consap chiarisce che operazioni provenienti da terzi e movimenti automatici non equivalgono necessariamente a disposizioni impartite dal titolare.
Un RID evita la dormienza?
Non va dato per scontato. Consap cita proprio le operazioni automatiche tra quelle che non devono essere confuse con una disposizione consapevole del titolare.
La banca deve avvisarmi?
Sì. Prima della devoluzione è prevista una comunicazione con invito ad impartire disposizioni.
Quanto tempo ho dopo l’avviso?
Il termine previsto è di 180 giorni dalla ricezione della comunicazione secondo la disciplina applicabile.
Se non rispondo cosa succede?
Il rapporto può essere estinto e le somme trasferite al Fondo istituito presso il MEF.
Quando i soldi arrivano al Fondo sono persi?
Non immediatamente. Per molti rapporti ordinari gli aventi diritto possono chiedere il rimborso a Consap prima della prescrizione.
Quanto tempo ho per chiederli a Consap?
Per i rapporti ordinari Consap richiama in generale il termine decennale successivo alla devoluzione, con eccezioni specifiche per determinate categorie come gli assegni circolari.
Quindi posso perdere il conto dopo 20 anni?
Si parla spesso di circa vent’anni perché possono sommarsi dieci anni di inattività e ulteriori dieci anni dopo il trasferimento al Fondo. Le date concrete devono però essere ricostruite caso per caso.
Gli eredi possono chiedere il rimborso?
Sì, se dimostrano la propria qualità di aventi diritto e presentano la documentazione richiesta.
Serve la dichiarazione di successione?
Dipende dalla pratica e dalla documentazione necessaria a dimostrare il titolo. Se il rapporto non era stato incluso nella successione originaria, va inoltre verificato l’eventuale adempimento fiscale successivo.
Dove posso cercare i rapporti dormienti?
Consap mette a disposizione un’area dedicata e strumenti di consultazione delle posizioni confluite nel Fondo.
Qual è il primo documento da chiedere alla banca?
L’attestazione di devoluzione al Fondo, insieme alle date e all’importo trasferito.
Posso presentare la domanda da solo?
Sì. Consap precisa che gli aventi diritto possono presentare direttamente la domanda senza dover ricorrere obbligatoriamente a mediatori o professionisti.
Consap trattiene una commissione?
Consap indica che sui rimborsi non vengono applicate spese da parte dell’ente.
Ricevo interessi per gli anni trascorsi?
Consap precisa che sui rimborsi dei rapporti dormienti non vengono riconosciuti interessi.
Posso compilare tutto online?
Il Portale Unico consente di compilare la richiesta, ma le istruzioni Consap attualmente pubblicate prevedono anche l’invio della documentazione originale richiesta tramite raccomandata A/R per l’avvio dell’istruttoria.
Serve SPID?
Le istruzioni del Portale Unico prevedono le modalità di registrazione e accesso indicate da Consap. Conviene verificare sempre la procedura vigente nel momento in cui presenti la domanda.
Posso usare l’IBAN di un altro familiare?
Consap richiede coordinate coerenti con l’avente diritto secondo le istruzioni pubblicate. Non inserire un IBAN di terzi senza averne verificato l’ammissibilità.
Un vecchio libretto postale può ancora valere?
Sì. Va verificato presso Poste e, se le somme sono state devolute, tramite la procedura Consap entro i termini applicabili.
Anche i fondi di investimento possono diventare dormienti?
Consap include fondi d’investimento e altri strumenti finanziari tra le categorie di rapporti confluiti al Fondo.
Le polizze vita funzionano allo stesso modo?
No. Le polizze vita hanno una propria disciplina della prescrizione e le vecchie polizze prescritte sono state oggetto anche di specifiche finestre straordinarie di rimborso.
Nel 2026 è aperta una finestra ordinaria per le vecchie polizze prescritte?
La pagina Consap consultata riporta come ultima finestra speciale quella dal 26 febbraio al 10 aprile 2024. Eventuali nuovi avvisi devono essere verificati direttamente sulle fonti ufficiali.
Una società mi ha scritto dicendo che può recuperare un vecchio conto per me. È necessaria?
No. Consap afferma che la domanda può essere presentata direttamente dagli aventi diritto. Valuta un professionista solo se la situazione successoria o legale è realmente complessa.
Come faccio a evitare il problema per i miei eredi?
Mantieni un inventario patrimoniale aggiornato con banche, conti, dossier, fondi pensione e polizze, senza inserire password o credenziali dispositive.
Qual è il controllo più importante se trovo un vecchio estratto conto?
Chiedi immediatamente all’intermediario se il rapporto è ancora esistente, quando è stato eventualmente devoluto al Fondo e fatti rilasciare l’attestazione di devoluzione.
Conclusione
Un rapporto dormiente non è semplicemente un vecchio conto che la banca decide di chiudere.
È il risultato di una procedura regolata dalla legge.
Prima c’è un lungo periodo di inattività. Poi arriva l’avviso dell’intermediario. Il titolare ha 180 giorni per impartire disposizioni. Soltanto dopo, in assenza di risposta, il rapporto può essere estinto e le somme trasferite al Fondo.
Ed è proprio qui che molti commettono l’errore più grave.
Scoprono che il conto non è più presso la banca e pensano che il denaro sia definitivamente perso.
Per molti rapporti ordinari non è così.
Titolari ed eredi possono ancora verificare la posizione e chiedere il rimborso a Consap, purché il diritto non sia già prescritto e venga prodotta la documentazione richiesta.
Il documento centrale è l’attestazione di devoluzione rilasciata dall’intermediario. Le date sono altrettanto importanti, perché il tempo per agire non è infinito.
La seconda lezione riguarda la pianificazione successoria.
Conti dimenticati, libretti, vecchi fondi e polizze non conosciute dai familiari possono restare invisibili per anni. Non serve una struttura patrimoniale sofisticata per evitarlo. Basta un inventario aggiornato che indichi dove sono custoditi i rapporti finanziari.
Vuoi mettere ordine tra conti, investimenti e patrimonio familiare?
Hai rapporti sparsi tra più banche, vecchi investimenti, fondo pensione o patrimoni ereditati che non hai mai riorganizzato? Possiamo partire da una fotografia completa della situazione e costruire una struttura più semplice da gestire oggi e molto più chiara per la famiglia domani. Gli aspetti successori, notarili o fiscali che richiedono un professionista dedicato possono poi essere coordinati separatamente.
Fonti e riferimenti normativi verificati
- Consap – Rapporti dormienti, area dedicata agli aventi diritto al rimborso
- Consap – Termini di prescrizione, procedura di devoluzione e comunicazione dei 180 giorni
- Consap – Istruzioni operative per presentare la domanda di rimborso
- Consap – Modelli di domanda per conto corrente, libretti, certificati, fondi e altri rapporti
- Consap – Normativa sui rapporti dormienti
- Consap – Termini per l’esigibilità delle somme
- Consap – Portale Unico delle Richieste
- Consap – Polizze dormienti prescritte
- IVASS – Polizze vita dormienti e prescrizione dei diritti
- Legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, commi 343 e seguenti – istituzione del Fondo cui affluiscono i rapporti dormienti.
- D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 – regolamento in materia di depositi dormienti.
- D.L. 25 marzo 2010, n. 40, convertito dalla legge 22 maggio 2010, n. 73 – disciplina dei rimborsi delle somme affluite al Fondo.
Contenuto divulgativo aggiornato al 5 settembre 2026. I termini concreti devono essere verificati sulla singola posizione, in particolare per assegni circolari, polizze vita, titoli al portatore e rapporti oggetto di eventi successori. La documentazione e le modalità operative Consap possono essere aggiornate nel tempo: prima di presentare una domanda è opportuno utilizzare i moduli e le istruzioni pubblicati sul sito ufficiale nel giorno della richiesta. In caso di successione non ancora definita, pluralità di eredi, prescrizione contestata o rapporti finanziari complessi è opportuno coordinare la pratica con notaio, commercialista o professionista legale.

