Settembre 7, 2026

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Conti dormienti, libretti, dossier titoli, eredi e Consap

Hai un vecchio conto dimenticato? Dopo 10 anni può diventare “dormiente”, ma i soldi non spariscono subito: ecco come recuperarli

Un conto corrente aperto molti anni fa, un vecchio libretto postale, un certificato di deposito o persino un fondo d’investimento dimenticato possono diventare “rapporti dormienti” se restano senza disposizioni rilevanti per un periodo molto lungo. L’intermediario avvisa il titolare e, se nessuno si attiva entro 180 giorni, il rapporto viene estinto e le somme vengono trasferite al Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma trasferimento al Fondo non significa automaticamente perdita definitiva: per molti rapporti ordinari gli aventi diritto possono ancora chiedere il rimborso a Consap entro il termine previsto. Il problema è che, se passano anche gli ulteriori anni di prescrizione, il denaro può diventare definitivamente non più esigibile.

10 anni È il periodo di inattività che può far scattare la dormienza dei rapporti disciplinati dal D.P.R. 116/2007.
Oltre 100 € La disciplina dei rapporti dormienti riguarda, in generale, rapporti con importi superiori alla soglia normativa.
180 giorni Dopo l’avviso dell’intermediario il titolare ha una finestra per impartire disposizioni ed evitare la devoluzione.
Altri 10 anni Per molti rapporti ordinari il rimborso Consap va richiesto prima della prescrizione successiva alla devoluzione al Fondo.

Immagina di sistemare i documenti di tuo padre dopo la sua morte. Trovi un vecchio estratto conto del 2004 relativo a una banca che nel frattempo ha cambiato nome tre volte. Sul documento risultano 28.000 euro. Nessuno in famiglia sapeva dell’esistenza di quel conto.

Chiami la banca e scopri che il rapporto è stato dichiarato dormiente anni prima e che le somme non sono più presso l’istituto.

Sono perse?

Non necessariamente.

In Italia esiste una disciplina specifica dei cosiddetti rapporti dormienti. La normativa nasce dalla legge n. 266/2005 e dal D.P.R. 116/2007 e riguarda diverse tipologie di rapporti bancari, postali e finanziari rimasti inattivi per un lungo periodo.

Quando ricorrono i requisiti, le somme vengono trasferite a un Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal 2010 la gestione delle domande di rimborso è affidata a Consap.

Il passaggio al Fondo non equivale immediatamente alla perdita del denaro. Titolare ed eredi possono ancora avere diritto al rimborso, ma bisogna muoversi prima che maturi la prescrizione successiva.

Indice dell’articolo

  1. Cos’è un rapporto dormiente
  2. Quali rapporti possono diventare dormienti
  3. La soglia dei 100 euro
  4. I primi 10 anni
  5. Quali movimenti evitano la dormienza
  6. Bonifici e addebiti automatici
  7. L’avviso della banca
  8. I 180 giorni
  9. Il trasferimento al Fondo
  10. Gli ulteriori 10 anni
  11. Perché si parla anche di 20 anni
  12. Cosa possono fare gli eredi
  13. Come cercare un rapporto dormiente
  14. Cosa chiedere alla banca
  15. L’attestazione di devoluzione
  16. Come chiedere il rimborso a Consap
  17. I documenti necessari
  18. Interessi e costi
  19. Assegni circolari
  20. Dossier titoli e fondi
  21. Libretti postali
  22. Rapporto dormiente e successione
  23. Aspetti fiscali
  24. Polizze vita dormienti
  25. Attenzione alle società di recupero
  26. Errori comuni
  27. Checklist operativa
  28. FAQ finali

1. Cos’è un rapporto dormiente

Il concetto è più semplice di quanto sembri.

Un rapporto finanziario può essere considerato dormiente quando, pur essendo ancora esistente e contenendo somme o valori, rimane senza disposizioni o operazioni rilevanti da parte del titolare o dei soggetti legittimati per il periodo stabilito dalla legge.

La disciplina non nasce perché la banca “vuole prendersi” il denaro.

Serve a gestire rapporti che restano formalmente aperti per molti anni senza che nessuno manifesti interesse o consapevolezza della loro esistenza.

Rapporto esistente + inattività qualificata per 10 anni + importo oltre soglia = possibile rapporto dormiente

2. Non riguarda soltanto i conti correnti

Consap elenca diverse categorie di rapporti che possono confluire nel Fondo.

🏦

Conti e depositi

Conti correnti bancari o postali, depositi e altri rapporti assimilabili.

📘

Libretti e certificati

Libretti nominativi o al portatore e certificati di deposito, secondo la disciplina applicabile.

📈

Strumenti finanziari

Fondi d’investimento e altri strumenti finanziari rientranti nella disciplina dei rapporti dormienti.

Consap gestisce inoltre specifiche tipologie relative agli assegni circolari, che però richiedono attenzione perché i termini non coincidono necessariamente con quelli dei normali conti e depositi.

3. La soglia: il rapporto deve essere superiore a 100 euro

Il D.P.R. 116/2007 individua la disciplina dei rapporti dormienti anche in funzione dell’importo.

Gli avvisi pubblicati da Poste Italiane continuano a richiamare la soglia dei:

oltre 100 €

Per esempio, negli avvisi relativi ai libretti postali dormienti vengono indicati i rapporti non movimentati per dieci anni e con saldo superiore a 100 euro.

Attenzione: non utilizzare la soglia come unico criterio. Prima di concludere che un vecchio rapporto sia escluso, va verificata la sua natura e la documentazione dell’intermediario.

4. Il primo orologio: 10 anni senza una vera disposizione

Il cuore della disciplina è il periodo decennale.

10 anni di inattività rilevante

Ma “inattività” non significa semplicemente che il saldo non cambia.

La domanda corretta è:

il titolare o un soggetto legittimato ha impartito una disposizione rilevante sul rapporto?

Questo dettaglio diventa decisivo nei conti sui quali continuano a passare movimenti automatici.

5. Non qualsiasi movimento risveglia il conto

È uno degli aspetti meno intuitivi.

Consap ricorda che il concetto di operazione rilevante non coincide con qualsiasi movimento contabile registrato sul conto.

Quello che conta è l’attività riconducibile al titolare o a un soggetto da lui appositamente delegato.

Esempio

Un vecchio conto contiene 15.000 euro.

Il proprietario non entra in banca e non impartisce disposizioni per dieci anni.

Nel frattempo sul conto arriva ogni anno un piccolo bonifico da un terzo.

Il semplice fatto che l’estratto conto mostri un movimento non significa necessariamente che il titolare abbia interrotto la dormienza.

6. Addebiti automatici e bonifici ricevuti possono non bastare

Consap cita espressamente, tra gli esempi che meritano attenzione:

  • operazioni automatiche;
  • RID e pagamenti automatici;
  • operazioni provenienti da terzi;
  • bonifici accreditati da soggetti diversi dal titolare o dal delegato.

Il motivo è semplice.

Un conto può continuare contabilmente a muoversi senza che il proprietario sia realmente consapevole della sua esistenza.

Un movimento contabile non equivale sempre a una manifestazione di volontà del titolare.

7. Come evitare per errore che un vecchio rapporto diventi dormiente

Se possiedi rapporti che utilizzi raramente, non aspettare dieci anni.

  • controlla periodicamente l’estratto conto;
  • mantieni aggiornato l’indirizzo presso la banca;
  • aggiorna telefono ed email;
  • accedi periodicamente all’area riservata;
  • verifica con l’intermediario quali operazioni interrompono formalmente la dormienza;
  • chiudi i rapporti realmente inutilizzati;
  • sposta le somme su rapporti che controlli realmente.
La soluzione migliore non è “fare un movimento ogni dieci anni”. È sapere esattamente quali rapporti possiedi.

8. Prima di trasferire il denaro la banca deve avvisarti

La dormienza non determina immediatamente la devoluzione delle somme.

Consap ricorda che l’intermediario deve inviare al titolare un invito ad impartire disposizioni.

L’avviso viene inviato all’ultimo indirizzo comunicato o comunque conosciuto dall’intermediario secondo la procedura prevista.

Qui nasce un problema pratico enorme: se hai cambiato casa e non hai mai aggiornato l’indirizzo presso una vecchia banca, l’avviso può non raggiungerti concretamente.

9. Esempio: il conto di una persona trasferita all’estero

Scenario realistico

2006: apertura conto in Italia.

2010: trasferimento all’estero.

L’indirizzo presso la banca resta quello della vecchia abitazione italiana.

Il conto non viene più realmente utilizzato.

Dopo il periodo previsto l’intermediario invia l’avviso all’ultimo recapito conosciuto.

Il titolare non lo vede.

Decorrono anche i 180 giorni e il rapporto viene estinto con devoluzione delle somme al Fondo.

Un vecchio indirizzo può quindi essere l’origine pratica di un rapporto dormiente di cui scopri l’esistenza molti anni dopo.

10. Dopo la comunicazione hai 180 giorni per impartire disposizioni

La comunicazione dell’intermediario non significa che il denaro sia già stato trasferito.

Il titolare ha:

180 giorni

per impartire le disposizioni necessarie secondo la procedura prevista.

Se ricevi una raccomandata relativa a un rapporto dormiente, non ignorarla anche se pensi che si tratti di un vecchio conto di pochi euro.

11. Cosa fare durante i 180 giorni

Contatta direttamente l’intermediario

Usa i recapiti ufficiali, non quelli presenti in eventuali email sospette.

Identifica il rapporto

Numero conto, libretto, dossier o certificato.

Chiedi quale disposizione è necessaria

La banca deve indicarti come interrompere la procedura.

Aggiorna i dati anagrafici

Indirizzo, telefono, email e documenti.

Decidi se mantenere o chiudere il rapporto

Se non ti serve, è spesso più semplice trasferire le somme e chiuderlo.

12. Se nessuno risponde, le somme vengono devolute al Fondo

Decorso inutilmente il termine previsto, il rapporto viene estinto e le somme vengono trasferite al Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La gestione delle richieste di rimborso dei rapporti dormienti è affidata a Consap dal 14 giugno 2010.

Banca / Poste / intermediario

Fondo presso il MEF

eventuale domanda di rimborso a Consap
Da quel momento non devi più chiedere alla banca di “riaprire il conto”. Devi ricostruire la devoluzione e attivare la procedura di rimborso.

13. Il secondo orologio: dopo il Fondo decorre un altro termine

È qui che la situazione diventa davvero delicata.

Consap ricorda che, per i rapporti ordinari, il diritto al rimborso non resta aperto per sempre.

In linea generale, il termine di prescrizione opera trascorsi dieci anni dal trasferimento delle somme al Fondo, fatta salva la disciplina particolare di categorie come gli assegni circolari.

Trasferimento al Fondo → fino a 10 anni per far valere il diritto nei casi ordinari
Una volta decorso anche questo termine, il rischio è di perdere definitivamente la possibilità di recuperare le somme.

14. Perché si sente dire che un conto può essere perso dopo circa 20 anni

Perché si sommano due periodi distinti.

Anno 0 Il titolare smette di impartire disposizioni rilevanti.
+10 anni Può maturare la dormienza secondo il D.P.R. 116/2007.
+180 gg Decorso l’avviso senza risposta, il rapporto può essere estinto e devoluto.
+10 anni Può maturare la prescrizione del diritto al rimborso delle somme devolute.

Consap sintetizza infatti il fenomeno spiegando che possono essere coinvolte somme rimaste di fatto senza una vera movimentazione per un arco temporale complessivo molto lungo.

Ma non utilizzare “20 anni” come formula matematica universale. Data di dormienza, comunicazioni, devoluzione e natura del rapporto vanno ricostruite documentalmente.

15. Esempio: 40.000 euro dimenticati

Caso completo

Saldo originario:

40.000 €

Il titolare smette di utilizzare il rapporto.

Dopo il periodo previsto viene dichiarato dormiente.

La banca invia la comunicazione.

Nessuno risponde.

Il denaro viene devoluto al Fondo.

Otto anni dopo il figlio scopre il vecchio estratto conto durante la successione.

Se il diritto non è ancora prescritto e la documentazione è corretta, può essere ancora possibile avviare la richiesta di rimborso.

Il fatto che la banca non detenga più il denaro non significa che l’erede debba fermarsi alla prima risposta dello sportello.

16. Anche gli eredi possono recuperare un rapporto dormiente

È uno dei casi più frequenti.

Una persona anziana può aver posseduto conti, libretti o certificati che i familiari non conoscevano.

Dopo il decesso, gli eredi possono verificare l’esistenza di rapporti devoluti al Fondo e, se ancora rimborsabili, presentare la relativa domanda dimostrando la propria qualità.

  • certificato o autocertificazione del decesso;
  • documentazione che identifica gli eredi;
  • documento d’identità;
  • codice fiscale;
  • attestazione di devoluzione;
  • documenti relativi al rapporto;
  • IBAN per l’accredito;
  • eventuali ulteriori documenti previsti per la categoria.

17. Se gli eredi sono tre

Rapporto da 90.000 €

Il titolare è deceduto e risultano tre aventi diritto.

Consap prevede modulistica specifica anche quando vi sono più richiedenti.

Nel caso della domanda cartacea, oltre al modulo principale possono essere necessari gli allegati relativi agli ulteriori richiedenti.

La ripartizione concreta deve essere coerente con il titolo successorio e con la documentazione richiesta nella pratica.

18. Come scoprire se esiste un rapporto dormiente

Consap mette a disposizione strumenti di ricerca e consultazione delle posizioni già confluite al Fondo.

La verifica può essere particolarmente utile quando:

  • stai gestendo la successione di un genitore anziano;
  • hai trovato vecchi estratti conto;
  • ricordi una banca ma non il numero del rapporto;
  • la banca originaria è stata incorporata;
  • hai vissuto per anni all’estero;
  • esistono vecchi libretti o certificati;
  • il familiare aveva rapporti con numerosi intermediari.
Nelle successioni patrimonialmente complesse, la ricerca dei rapporti dormienti dovrebbe diventare un controllo standard.

19. Prima cerca tra i documenti del defunto

  • vecchi estratti conto;
  • libretti cartacei;
  • certificati di deposito;
  • lettere delle banche;
  • comunicazioni di fusione bancaria;
  • dichiarazioni dei redditi;
  • vecchie CU o documentazione finanziaria;
  • email;
  • contratti di investimento;
  • rendicontazioni fondi.

Anche un documento di vent’anni prima può fornire il nome dell’intermediario, il numero del rapporto e informazioni sufficienti per iniziare la ricerca.

20. Cosa chiedere alla banca

Se scopri che un rapporto è stato devoluto al Fondo, chiedi una risposta scritta e dettagliata.

  • data in cui il rapporto è stato considerato dormiente;
  • data della comunicazione inviata al titolare;
  • indirizzo al quale è stata inviata;
  • data di estinzione;
  • data di devoluzione al Fondo;
  • importo devoluto;
  • identificativo del rapporto;
  • attestazione ufficiale di devoluzione.
La data che ti interessa non è soltanto “quando il conto è diventato dormiente”. Devi sapere soprattutto quando le somme sono state effettivamente devolute al Fondo.

21. Il documento più importante: l’attestazione di devoluzione

Consap evidenzia espressamente che la domanda di rimborso deve essere corredata dall’attestazione di devoluzione al Fondo rilasciata dall’intermediario.

È il documento che prova:

  • che il rapporto esisteva;
  • che è stato devoluto;
  • quale importo è confluito al Fondo;
  • quale intermediario ha effettuato la devoluzione;
  • quale rapporto è oggetto della richiesta.
Non spedire una domanda generica a Consap basata soltanto su un vecchio estratto conto. Prima chiedi all’intermediario l’attestazione prevista.

22. Come si presenta oggi la richiesta a Consap

Consap permette di utilizzare il proprio Portale Unico per compilare la richiesta.

Le istruzioni pubblicate dall’ente precisano però un passaggio molto importante.

L’istruttoria viene avviata soltanto quando Consap riceve la documentazione originale richiesta secondo la procedura prevista.

Nelle istruzioni attualmente pubblicate, la procedura prevede la generazione della domanda tramite portale e la successiva trasmissione della documentazione originale tramite raccomandata A/R nei casi indicati.

23. Procedura Consap passo per passo

Accedi al Portale Unico

Registrati o utilizza le modalità di accesso previste.

Scegli il tipo di rapporto

Conto corrente, libretto, certificato, fondo, strumento finanziario o altra categoria disponibile.

Inserisci i dati

Rapporto, richiedente, qualità con cui presenti l’istanza e IBAN.

Allega la documentazione digitale richiesta

Documento, codice fiscale e gli allegati previsti dalla categoria.

Genera il modulo

Controlla con attenzione dati, importi e coordinate bancarie.

Firma il documento

Segui le indicazioni Consap relative alla procedura.

Invia gli originali richiesti

Le istruzioni prevedono l’invio tramite raccomandata A/R della documentazione originale indicata.

Conserva ricevute e tracking

Serviranno per dimostrare la data della richiesta.

24. Documenti normalmente necessari

La lista precisa dipende dalla tipologia del rapporto, ma Consap richiede una base documentale piuttosto chiara.

  • modulo di domanda;
  • documento di identità;
  • codice fiscale o tessera sanitaria;
  • attestazione di devoluzione al Fondo;
  • IBAN intestato all’avente diritto;
  • documenti del rapporto;
  • eventuale delega;
  • documentazione successoria se il titolare è deceduto;
  • eventuali titoli originali nei casi previsti;
  • eventuali allegati per ulteriori richiedenti.
Per alcuni titoli al portatore può essere richiesto l’originale. Non distruggere vecchi documenti finanziari finché non hai verificato la loro rilevanza.

25. L’IBAN deve essere corretto e riferibile all’avente diritto

Consap richiede le coordinate su cui effettuare il pagamento in caso di esito positivo.

Le istruzioni specificano inoltre che non tutti i tipi di coordinate possono essere utilizzati allo stesso modo.

Per esempio, Consap segnala che l’accredito non può essere effettuato su determinate coordinate riferite a libretti postali che non consentono quel tipo di accredito.

Se sei residente all’estero possono essere necessari anche Swift Code o ulteriori coordinate bancarie in funzione dell’area di pagamento.

26. Quanto tempo impiega Consap?

Consap precisa che le richieste vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo.

L’ente può chiedere:

  • integrazioni;
  • rettifiche;
  • documenti mancanti;
  • verifiche aggiuntive.

Per le istanze accolte, prima del pagamento possono inoltre essere necessari gli accrediti e le verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non esiste quindi una regola pratica del tipo “Consap paga in 30 giorni”.

27. Sul rimborso vengono riconosciuti interessi?

Consap precisa che sui rimborsi dei rapporti dormienti:

non vengono riconosciuti interessi

e non vengono applicate spese di rimborso da parte dell’ente.

Esempio

Somma devoluta:

50.000 €

Se viene riconosciuto il diritto al rimborso, non devi aspettarti automaticamente una rivalutazione della somma per dieci anni di mancata disponibilità.

Il tempo può quindi avere un costo economico anche quando il capitale viene recuperato integralmente.

28. Attenzione agli assegni circolari: i termini sono diversi

È importante non applicare meccanicamente il termine decennale previsto per molti rapporti anche agli assegni circolari.

Consap richiama espressamente l’eccezione:

gli assegni circolari hanno termini di prescrizione diversi.

Se il rapporto riguarda un vecchio assegno circolare mai incassato, la verifica deve quindi partire immediatamente dalla tipologia del titolo e dalle date.

Non aspettare pensando di avere automaticamente dieci anni dalla devoluzione.

29. Anche fondi d’investimento e altri strumenti finanziari possono finire nel Fondo

Consap include espressamente tra le categorie rimborsabili i fondi d’investimento e gli altri strumenti finanziari confluiti al Fondo dei rapporti dormienti.

Questo significa che la ricerca patrimoniale non deve fermarsi a conti e libretti.

  • vecchi fondi comuni;
  • certificati;
  • strumenti finanziari detenuti presso intermediari;
  • rapporti titoli molto vecchi;
  • rapporti presso banche incorporate.

30. Esempio: vecchio fondo comune

Investimento dimenticato

Investimento originario:

20.000 €

Il cliente cambia banca e dimentica una vecchia posizione.

Anni dopo gli eredi trovano una rendicontazione cartacea.

La banca originaria non esiste più con quel marchio.

La prima verifica va fatta individuando l’intermediario successore e chiedendo se la posizione sia stata liquidata, trasferita, devoluta o risulti ancora esistente.

Prima di concludere che un investimento “non esiste più”, ricostruisci fusioni e incorporazioni della banca.

31. Libretti postali dormienti

I libretti postali sono uno dei casi più conosciuti.

Poste Italiane pubblica periodicamente avvisi relativi ai libretti considerati dormienti e invita i titolari a presentarsi entro il termine previsto per impartire disposizioni.

Gli avvisi continuano a richiamare i criteri del D.P.R. 116/2007:

  • assenza di movimentazione qualificata per dieci anni;
  • saldo superiore a 100 euro;
  • invito ad attivarsi;
  • termine di 180 giorni;
  • successiva devoluzione al Fondo in mancanza di disposizioni.
Se trovi un vecchio libretto postale di un familiare, non buttarlo pensando che sia ormai inutile.

32. E se il libretto è già stato devoluto?

Consap ha ribadito che gli aventi diritto possono utilizzare la procedura relativa ai rapporti dormienti per verificare e chiedere il rimborso delle somme devolute, entro i termini applicabili.

Vai da Poste

Chiedi la verifica del libretto e l’attestazione di devoluzione se già trasferito.

Controlla le date

Serve capire quando le somme sono confluite al Fondo.

Verifica Consap

Consulta la posizione e utilizza la modulistica corretta.

Invia la domanda prima della prescrizione

Non rimandare la pratica.

33. Rapporti dormienti e dichiarazione di successione

Quando un rapporto viene scoperto dopo la morte del titolare, può nascere anche una questione successoria e fiscale.

Se il bene non era stato incluso nella dichiarazione originaria perché nessuno ne conosceva l’esistenza, bisogna verificare se sia necessaria una dichiarazione integrativa, sostitutiva o altro adempimento previsto dalla normativa successoria.

Il rimborso Consap e la dichiarazione di successione sono due problemi distinti. Ottenere il denaro non significa automaticamente aver completato correttamente gli adempimenti fiscali ereditari.

34. Esempio: conto scoperto dopo la successione

Caso

Il padre muore nel 2024.

Gli eredi presentano regolarmente la dichiarazione di successione.

Nel 2026 scoprono un vecchio rapporto dormiente da:

70.000 €

Il denaro non era stato indicato nella dichiarazione originaria perché gli eredi non ne conoscevano l’esistenza.

Prima o parallelamente alla richiesta di rimborso bisogna verificare anche il corretto trattamento successorio del bene sopravvenuto.

“Non lo sapevo” spiega perché il bene mancava, ma non elimina automaticamente gli adempimenti successivi quando viene scoperto.

35. Recuperare il capitale non significa generare automaticamente un reddito tassabile

Il rimborso di somme che appartenevano già al titolare o ai suoi aventi diritto non va confuso automaticamente con un nuovo reddito prodotto nell’anno del pagamento.

La fiscalità dipende però dalla natura originaria del rapporto e dalle eventuali componenti reddituali incorporate.

Per un semplice conto corrente il problema è diverso rispetto a un fondo d’investimento, un titolo finanziario o un rapporto contenente proventi non ancora fiscalmente definiti.

Quando l’importo è significativo o il rapporto era finanziario, conviene far verificare la documentazione fiscale prima di considerare chiusa la pratica.

36. Cosa succede all’imposta di successione

Se il rapporto apparteneva a una persona deceduta, il valore può assumere rilievo nell’attivo ereditario secondo le normali regole applicabili.

Per coniuge e parenti in linea retta continua a operare, nel regime ordinario, la franchigia di 1 milione di euro per beneficiario con aliquota del 4% sulla parte eccedente, fermo restando il trattamento delle specifiche attività esenti.

Non calcolare l’imposta sul solo rapporto dormiente. La franchigia e l’imposta devono essere valutate sul complesso della posizione successoria del beneficiario.

37. E le polizze vita dormienti?

Qui serve una distinzione netta.

Le polizze vita dormienti sono contratti nei quali si è verificato l’evento che dà diritto alla prestazione, per esempio il decesso dell’assicurato o la scadenza, ma il beneficiario non ha richiesto il pagamento.

IVASS ricorda che i diritti derivanti dalle polizze vita sono soggetti, nel regime attuale, a prescrizione decennale dall’evento che dà diritto alla prestazione.

Decesso o scadenza → 10 anni

Dopo la prescrizione, le somme possono essere devolute al Fondo Rapporti Dormienti.

Ma non applicare alle polizze la stessa procedura ordinaria prevista per il recupero di un conto corrente dormiente.

38. Le vecchie polizze prescritte hanno avuto finestre speciali di rimborso

Consap gestisce anche specifici rimborsi relativi alle cosiddette polizze dormienti prescritte, nati dalle modifiche storiche della normativa sulla prescrizione.

Si tratta però di una disciplina speciale con requisiti e finestre temporali proprie.

L’ultima finestra riportata nel Portale Consap per il nono avviso consentiva domande dal 26 febbraio al 10 aprile 2024 e prevedeva, per i casi ammessi, un rimborso fino a un massimo del 50%.

Alla data di aggiornamento di questo articolo non va presentata come una finestra ordinariamente aperta nel 2026. Per una vecchia polizza prescritta occorre controllare se esistano nuovi avvisi Consap/MIMIT specificamente aperti.

39. Come evitare che una polizza diventi dormiente

  • indica beneficiari nominativi;
  • aggiorna i loro recapiti;
  • informa almeno una persona fidata dell’esistenza della polizza;
  • conserva numero di contratto e compagnia;
  • aggiorna beneficiari dopo matrimonio, divorzio o decesso;
  • mantieni aggiornati i tuoi recapiti presso la compagnia;
  • inserisci la polizza nell’archivio patrimoniale familiare.
Una polizza perfettamente costruita ma sconosciuta ai beneficiari può fallire completamente il proprio obiettivo.

40. Attenzione a chi ti contatta promettendo di recuperare il denaro

Consap mette in guardia espressamente da agenzie o terzi che contattano i cittadini proponendo il recupero di rapporti dormienti come se fossero incaricati dalle istituzioni.

Consap precisa che non è necessario rivolgersi a mediatori, agenti finanziari o altri intermediari per presentare la domanda.

Questo non significa che non possa essere utile un professionista quando la successione è complessa.

Significa che nessuno deve presentarsi come “incaricato da Consap” se non lo è.

  • richieste di anticipi elevati;
  • percentuali sul capitale da recuperare;
  • email non istituzionali;
  • richieste di password o credenziali bancarie;
  • pressione per firmare procure molto ampie;
  • affermazioni come “siamo stati incaricati dallo Stato”.

41. Quanto può costarti usare un intermediario inutile

Esempio

Rapporto dormiente:

80.000 €

Società privata chiede:

15% del recuperato

Costo:

80.000 € × 15% = 12.000 €

Consap consente invece agli aventi diritto di presentare direttamente la domanda senza dover ricorrere necessariamente a intermediari.

Per una pratica semplice, prima verifica se puoi fare tutto direttamente.

42. Quando invece un professionista può essere davvero utile

  • successione con molti eredi;
  • eredi all’estero;
  • testamento contestato;
  • rapporto intestato a soggetto deceduto molti anni prima;
  • donazioni precedenti;
  • contenzioso sull’identità dell’avente diritto;
  • rapporto finanziario fiscalmente complesso;
  • problemi con prescrizione o date;
  • intermediario incorporato o non più esistente;
  • rifiuto motivato della richiesta.

43. La ricerca dei rapporti dormienti dovrebbe entrare nella checklist di ogni successione

Quando muore una persona che ha avuto una vita finanziaria lunga, non basta chiedere informazioni alla banca che utilizzava negli ultimi anni.

Può aver avuto:

  • conti chiusi o dimenticati;
  • libretti postali;
  • rapporti presso banche successivamente incorporate;
  • fondi comprati molti anni prima;
  • certificati di deposito;
  • polizze vita;
  • fondi pensione;
  • rapporti all’estero.
La fotografia patrimoniale del giorno della morte può essere incompleta se guardi soltanto gli estratti conto trovati nell’ultimo cassetto.

44. Crea un inventario patrimoniale prima che serva agli eredi

La prevenzione migliore è molto semplice.

Foglio patrimoniale
  • Banca A – conto corrente;
  • Banca B – dossier titoli;
  • Poste – libretto;
  • Fondo pensione – nome e numero posizione;
  • Compagnia – polizza vita;
  • Mutuo residuo;
  • eventuali conti esteri;
  • consulente o referente.

Non è necessario indicare password o codici dispositivi.

Serve soltanto evitare che un rapporto da 100.000 euro diventi invisibile alla famiglia.

45. Un controllo ogni due o tre anni può evitare problemi enormi

  • chiudi i conti inutili;
  • aggiorna indirizzi;
  • aggiorna beneficiari;
  • riunifica dossier frammentati;
  • verifica vecchi libretti;
  • controlla fondi pensione;
  • controlla polizze;
  • lascia un inventario aggiornato.
La semplificazione patrimoniale è una forma di pianificazione successoria.

46. I 18 errori più comuni

Pensare che un movimento automatico salvi sempre il conto

La dormienza guarda alle disposizioni riconducibili al titolare o ai soggetti legittimati secondo la disciplina applicabile.

Non aggiornare l’indirizzo

Potresti non vedere l’avviso inviato dall’intermediario.

Ignorare una raccomandata

I 180 giorni sono una fase decisiva.

Pensare che dopo la devoluzione sia tutto perso

Per molti rapporti esiste ancora una fase di rimborso Consap.

Aspettare troppo dopo la devoluzione

Anche il diritto al rimborso può prescriversi.

Applicare sempre la regola dei 10 anni agli assegni

Gli assegni circolari hanno termini specifici.

Chiedere a Consap senza attestazione

L’attestazione di devoluzione è un documento essenziale.

Fermarsi allo sportello della banca

Se le somme sono state devolute serve la procedura Consap.

Dimenticare i rapporti dei defunti

Gli eredi possono essere aventi diritto al rimborso.

Non verificare la successione

Un bene scoperto successivamente può richiedere nuovi adempimenti fiscali.

Confondere conto dormiente e polizza dormiente

Le procedure e le regole di prescrizione non vanno sovrapposte.

Pensare che Consap riconosca interessi

Consap precisa che sui rimborsi non vengono riconosciuti interessi.

Pagare subito una società privata

La domanda può essere presentata direttamente dagli aventi diritto.

Buttare vecchi libretti

Possono essere fondamentali per ricostruire la posizione.

Non cercare tra banche incorporate

Il vecchio marchio può non esistere ma il rapporto può essere ricostruibile.

Conservare dieci conti inutilizzati

La frammentazione aumenta il rischio di dimenticanze.

Non lasciare un inventario

Gli eredi non possono cercare ciò che non sanno esistere.

Considerare “20 anni” una regola automatica

Le date reali di inattività, avviso, devoluzione e prescrizione vanno documentate.

47. Checklist operativa: hai trovato un vecchio conto di famiglia?

Non buttare nulla

Conserva estratti conto, libretti, certificati e comunicazioni.

Identifica l’intermediario attuale

Se la vecchia banca è stata incorporata, individua il successore.

Chiedi una verifica scritta

Domanda se il rapporto esiste, è stato chiuso oppure devoluto.

Recupera la data di devoluzione

È fondamentale per valutare il termine di rimborso.

Chiedi l’attestazione di devoluzione

È uno dei documenti centrali della pratica Consap.

Consulta la banca dati Consap

Verifica la presenza del rapporto tra quelli confluiti al Fondo.

Controlla immediatamente la prescrizione

Non rinviare la domanda.

Identifica gli aventi diritto

Titolare, delegato, erede o altri soggetti legittimati.

Prepara i documenti

Identità, codice fiscale, attestazione, successione e IBAN.

Compila la domanda Consap

Utilizza la categoria corretta del rapporto.

Invia gli originali richiesti

Segui esattamente le istruzioni vigenti dell’ente.

Conserva prova della spedizione

Ricevuta, tracking e copia integrale della pratica.

Verifica la successione

Se il titolare è morto, controlla anche gli adempimenti fiscali.

Aggiorna l’inventario familiare

Evita che lo stesso problema si ripeta con altri rapporti.

48. Tabella riepilogativa

SituazioneRegola praticaCosa fareRischio
Conto inattivoPossibile dormienza dopo 10 anniVerificare e impartire disposizioniAvvio procedura
Saldo sotto/sopra sogliaLa disciplina ordinaria considera la soglia normativa di oltre 100 €Verificare natura del rapportoFare supposizioni errate
Avviso bancaFinestra di 180 giorniContattare subito l’intermediarioDevoluzione al Fondo
Somme già devolutePossibile rimborso ConsapChiedere attestazionePrescrizione
Rapporto ordinario al FondoTermine decennale da verificare dalla devoluzionePresentare domanda in tempoPerdita definitiva del diritto
Assegno circolareTermini differentiVerificare subito la disciplina specificaApplicare la regola sbagliata
Titolare decedutoPossono agire gli erediDocumentare qualità di avente dirittoPratica incompleta
Vecchio libretto postalePuò essere rapporto dormienteVerificare Poste e ConsapButtare il documento
Fondo/strumento finanziarioPuò rientrare nei rapporti dormientiRicostruire intermediario e valoriDimenticare patrimonio
Polizza vitaDisciplina distintaContattare compagnia e verificare prescrizioneConfonderla con un conto dormiente
Società privata di recuperoNon necessaria per domanda ordinariaVerificare Consap direttamentePagare commissioni inutili

49. FAQ

Quando un conto diventa dormiente?

In generale, quando ricorrono i requisiti previsti dal D.P.R. 116/2007, tra cui un periodo di dieci anni senza disposizioni o operazioni rilevanti da parte del titolare o dei soggetti legittimati e la soglia economica prevista.

La soglia è 100 euro?

Gli avvisi relativi alla disciplina richiamano rapporti con saldo superiore a 100 euro. La singola posizione va comunque verificata in base alla sua natura.

Se ricevo ogni mese un bonifico il conto non può essere dormiente?

Non è così semplice. Consap chiarisce che operazioni provenienti da terzi e movimenti automatici non equivalgono necessariamente a disposizioni impartite dal titolare.

Un RID evita la dormienza?

Non va dato per scontato. Consap cita proprio le operazioni automatiche tra quelle che non devono essere confuse con una disposizione consapevole del titolare.

La banca deve avvisarmi?

Sì. Prima della devoluzione è prevista una comunicazione con invito ad impartire disposizioni.

Quanto tempo ho dopo l’avviso?

Il termine previsto è di 180 giorni dalla ricezione della comunicazione secondo la disciplina applicabile.

Se non rispondo cosa succede?

Il rapporto può essere estinto e le somme trasferite al Fondo istituito presso il MEF.

Quando i soldi arrivano al Fondo sono persi?

Non immediatamente. Per molti rapporti ordinari gli aventi diritto possono chiedere il rimborso a Consap prima della prescrizione.

Quanto tempo ho per chiederli a Consap?

Per i rapporti ordinari Consap richiama in generale il termine decennale successivo alla devoluzione, con eccezioni specifiche per determinate categorie come gli assegni circolari.

Quindi posso perdere il conto dopo 20 anni?

Si parla spesso di circa vent’anni perché possono sommarsi dieci anni di inattività e ulteriori dieci anni dopo il trasferimento al Fondo. Le date concrete devono però essere ricostruite caso per caso.

Gli eredi possono chiedere il rimborso?

Sì, se dimostrano la propria qualità di aventi diritto e presentano la documentazione richiesta.

Serve la dichiarazione di successione?

Dipende dalla pratica e dalla documentazione necessaria a dimostrare il titolo. Se il rapporto non era stato incluso nella successione originaria, va inoltre verificato l’eventuale adempimento fiscale successivo.

Dove posso cercare i rapporti dormienti?

Consap mette a disposizione un’area dedicata e strumenti di consultazione delle posizioni confluite nel Fondo.

Qual è il primo documento da chiedere alla banca?

L’attestazione di devoluzione al Fondo, insieme alle date e all’importo trasferito.

Posso presentare la domanda da solo?

Sì. Consap precisa che gli aventi diritto possono presentare direttamente la domanda senza dover ricorrere obbligatoriamente a mediatori o professionisti.

Consap trattiene una commissione?

Consap indica che sui rimborsi non vengono applicate spese da parte dell’ente.

Ricevo interessi per gli anni trascorsi?

Consap precisa che sui rimborsi dei rapporti dormienti non vengono riconosciuti interessi.

Posso compilare tutto online?

Il Portale Unico consente di compilare la richiesta, ma le istruzioni Consap attualmente pubblicate prevedono anche l’invio della documentazione originale richiesta tramite raccomandata A/R per l’avvio dell’istruttoria.

Serve SPID?

Le istruzioni del Portale Unico prevedono le modalità di registrazione e accesso indicate da Consap. Conviene verificare sempre la procedura vigente nel momento in cui presenti la domanda.

Posso usare l’IBAN di un altro familiare?

Consap richiede coordinate coerenti con l’avente diritto secondo le istruzioni pubblicate. Non inserire un IBAN di terzi senza averne verificato l’ammissibilità.

Un vecchio libretto postale può ancora valere?

Sì. Va verificato presso Poste e, se le somme sono state devolute, tramite la procedura Consap entro i termini applicabili.

Anche i fondi di investimento possono diventare dormienti?

Consap include fondi d’investimento e altri strumenti finanziari tra le categorie di rapporti confluiti al Fondo.

Le polizze vita funzionano allo stesso modo?

No. Le polizze vita hanno una propria disciplina della prescrizione e le vecchie polizze prescritte sono state oggetto anche di specifiche finestre straordinarie di rimborso.

Nel 2026 è aperta una finestra ordinaria per le vecchie polizze prescritte?

La pagina Consap consultata riporta come ultima finestra speciale quella dal 26 febbraio al 10 aprile 2024. Eventuali nuovi avvisi devono essere verificati direttamente sulle fonti ufficiali.

Una società mi ha scritto dicendo che può recuperare un vecchio conto per me. È necessaria?

No. Consap afferma che la domanda può essere presentata direttamente dagli aventi diritto. Valuta un professionista solo se la situazione successoria o legale è realmente complessa.

Come faccio a evitare il problema per i miei eredi?

Mantieni un inventario patrimoniale aggiornato con banche, conti, dossier, fondi pensione e polizze, senza inserire password o credenziali dispositive.

Qual è il controllo più importante se trovo un vecchio estratto conto?

Chiedi immediatamente all’intermediario se il rapporto è ancora esistente, quando è stato eventualmente devoluto al Fondo e fatti rilasciare l’attestazione di devoluzione.

Conclusione

Un rapporto dormiente non è semplicemente un vecchio conto che la banca decide di chiudere.

È il risultato di una procedura regolata dalla legge.

Prima c’è un lungo periodo di inattività. Poi arriva l’avviso dell’intermediario. Il titolare ha 180 giorni per impartire disposizioni. Soltanto dopo, in assenza di risposta, il rapporto può essere estinto e le somme trasferite al Fondo.

Ed è proprio qui che molti commettono l’errore più grave.

Scoprono che il conto non è più presso la banca e pensano che il denaro sia definitivamente perso.

Per molti rapporti ordinari non è così.

Titolari ed eredi possono ancora verificare la posizione e chiedere il rimborso a Consap, purché il diritto non sia già prescritto e venga prodotta la documentazione richiesta.

Il documento centrale è l’attestazione di devoluzione rilasciata dall’intermediario. Le date sono altrettanto importanti, perché il tempo per agire non è infinito.

La seconda lezione riguarda la pianificazione successoria.

Conti dimenticati, libretti, vecchi fondi e polizze non conosciute dai familiari possono restare invisibili per anni. Non serve una struttura patrimoniale sofisticata per evitarlo. Basta un inventario aggiornato che indichi dove sono custoditi i rapporti finanziari.

La regola pratica da ricordare: se trovi un vecchio conto o libretto, non fermarti alla frase “è stato chiuso”. Chiedi quando è stato chiuso, dove sono finite le somme e se esiste un’attestazione di devoluzione al Fondo. Potresti scoprire che il denaro è ancora recuperabile.

Vuoi mettere ordine tra conti, investimenti e patrimonio familiare?

Hai rapporti sparsi tra più banche, vecchi investimenti, fondo pensione o patrimoni ereditati che non hai mai riorganizzato? Possiamo partire da una fotografia completa della situazione e costruire una struttura più semplice da gestire oggi e molto più chiara per la famiglia domani. Gli aspetti successori, notarili o fiscali che richiedono un professionista dedicato possono poi essere coordinati separatamente.

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Fonti e riferimenti normativi verificati

Contenuto divulgativo aggiornato al 5 settembre 2026. I termini concreti devono essere verificati sulla singola posizione, in particolare per assegni circolari, polizze vita, titoli al portatore e rapporti oggetto di eventi successori. La documentazione e le modalità operative Consap possono essere aggiornate nel tempo: prima di presentare una domanda è opportuno utilizzare i moduli e le istruzioni pubblicati sul sito ufficiale nel giorno della richiesta. In caso di successione non ancora definita, pluralità di eredi, prescrizione contestata o rapporti finanziari complessi è opportuno coordinare la pratica con notaio, commercialista o professionista legale.

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Poggi Leonardo

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