Luglio 27, 2026

gray wooden house
Casa, donazioni, imposte e passaggio generazionale

Nuda proprietà ai figli: come anticipare la successione senza perdere l’uso della casa

Donare o vendere la nuda proprietà di un immobile permette di trasferire subito la proprietà futura, mantenendo per sé il diritto di vivere nella casa o percepirne gli affitti. È una soluzione utile in molte famiglie, ma non è una scorciatoia priva di conseguenze. Cambiano poteri, spese, imposte, possibilità di vendere l’immobile e rapporti tra gli eredi. Una volta trasferita la nuda proprietà, il genitore non è più libero di disporre da solo dell’intera casa.

Uso della casa L’usufruttuario può continuare ad abitare l’immobile o concederlo in locazione.
Proprietà già trasferita Il figlio diventa nudo proprietario dal giorno dell’atto, non dalla futura successione.
Riunione automatica Alla morte dell’usufruttuario la piena proprietà si consolida normalmente senza una nuova compravendita.
Scelta difficile da annullare Riprendersi la nuda proprietà richiede un nuovo accordo e può produrre altri costi e imposte.

Molti genitori vorrebbero intestare la casa ai figli quando sono ancora in vita, ma senza rischiare di dover chiedere il permesso per continuare ad abitarla.

La soluzione più conosciuta è la donazione della nuda proprietà con riserva di usufrutto. Il genitore trasferisce al figlio la proprietà priva del diritto di godimento e conserva per sé l’usufrutto, normalmente per tutta la vita.

Il risultato sembra semplice. Il figlio riceverà automaticamente la piena proprietà alla morte del genitore, mentre il genitore continua a vivere nell’immobile.

In realtà l’operazione separa in modo immediato due componenti che prima appartenevano alla stessa persona. Da quel giorno il genitore resta usufruttuario, ma non è più pieno proprietario. Il figlio diventa proprietario della componente destinata a consolidarsi in futuro, ma non può utilizzare liberamente la casa finché l’usufrutto esiste.

Questa separazione incide su vendita, mutui, lavori straordinari, locazioni, imposte, eventuali creditori, successione e rapporti tra fratelli.

Il punto chiave: donare la nuda proprietà non significa promettere la casa al figlio. Significa trasferirgli subito un diritto reale che il genitore non potrà revocare liberamente.

1. Piena proprietà, usufrutto e nuda proprietà

Usufrutto

È il diritto di usare il bene e ricavarne i frutti, rispettandone la destinazione economica.

L’usufruttuario può normalmente abitare la casa, affittarla e incassare i canoni.

Nuda proprietà

È la proprietà privata temporaneamente del diritto di godimento spettante all’usufruttuario.

Il nudo proprietario diventerà pieno proprietario quando l’usufrutto si estinguerà.

Piena proprietà = nuda proprietà + usufrutto
Esempio semplice

La madre dona al figlio la nuda proprietà dell’abitazione e si riserva l’usufrutto vitalizio.

La madre può continuare a vivere nella casa.

Può anche affittarla e percepire i canoni, nei limiti del proprio diritto.

Il figlio è già proprietario, ma non può sfrattare la madre, abitare l’immobile contro la sua volontà o incassare l’affitto finché l’usufrutto rimane in vita.

2. Cosa può fare l’usufruttuario

  • abitare personalmente l’immobile;
  • consentire alla propria famiglia di viverci;
  • concedere l’immobile in locazione;
  • percepire i canoni;
  • utilizzare le pertinenze comprese nel diritto;
  • effettuare la manutenzione ordinaria;
  • pagare le imposte collegate al possesso e al reddito;
  • cedere il proprio diritto nei limiti consentiti, salvo divieti o condizioni dell’atto;
  • rinunciare all’usufrutto con un atto formalmente valido;
  • esercitare le facoltà previste dal titolo costitutivo.
Limite fondamentale: l’usufruttuario deve rispettare la destinazione economica del bene. Non può comportarsi come se fosse ancora libero proprietario dell’intero immobile.

3. Cosa può fare il nudo proprietario

  • conservare la titolarità della nuda proprietà;
  • vendere la nuda proprietà a un terzo;
  • donarla, nei limiti consentiti;
  • trasmetterla ai propri eredi;
  • intervenire nelle decisioni che riguardano la proprietà;
  • sostenere le spese straordinarie che gli competono;
  • tutelare il bene da abusi o deterioramenti;
  • partecipare agli atti che richiedono il consenso di entrambi;
  • diventare pieno proprietario all’estinzione dell’usufrutto.
Il nudo proprietario non deve attendere la morte dell’usufruttuario per essere considerato proprietario. Il suo diritto esiste già e può avere un valore economico rilevante.

4. La piena proprietà si ricostituisce automaticamente

Quando l’usufrutto vitalizio si estingue per la morte dell’usufruttuario, la nuda proprietà si espande normalmente in piena proprietà.

Non serve che il figlio acquisti nuovamente la quota del genitore. Non si stipula una seconda vendita della casa.

Esempio

Valore della casa alla donazione: 400.000 €.

Il padre dona la nuda proprietà al figlio e conserva l’usufrutto.

Dopo quindici anni il padre muore.

Il figlio diventa pieno proprietario dell’immobile per consolidazione del diritto, seguendo gli adempimenti formali necessari per aggiornare i registri.

Questo è il principale vantaggio successorio: la nuda proprietà è già uscita dal patrimonio del genitore al momento della donazione.

5. Donare la nuda proprietà non è la stessa cosa che fare testamento

ElementoDonazione della nuda proprietàTestamento
Quando produce effettiSubitoDopo la morte
RevocabilitàMolto limitataRevocabile durante la vita
Proprietario durante la vitaIl figlio è già nudo proprietarioIl genitore resta pieno proprietario
Vendita dell’immobileRichiede normalmente il coinvolgimento del figlioIl genitore può vendere da solo
Creditori del figlioPossono interessarsi alla nuda proprietàIl figlio non possiede ancora il bene
SuccessioneLa nuda proprietà è già trasferitaL’immobile entra nell’eredità
Errore comune: usare la donazione come un testamento anticipato senza considerare che il passaggio diventa immediatamente reale.

6. Donazione o vendita della nuda proprietà

🎁

Donazione

Il figlio riceve la nuda proprietà gratuitamente. L’operazione incide sulle future quote ereditarie e può essere soggetta a collazione e riduzione.

💶

Vendita

Il nudo proprietario paga un prezzo reale. Il genitore ottiene liquidità e l’operazione deve essere sostenuta da pagamenti tracciabili e coerenti.

Vendita fittizia: indicare un prezzo che non viene realmente pagato può creare problemi fiscali, successori e probatori. La sostanza può essere riqualificata come donazione.

7. Perché un genitore può scegliere di donare la nuda proprietà

  • anticipare il passaggio della casa ai figli;
  • mantenere il diritto di abitazione;
  • continuare a percepire gli affitti;
  • ridurre i beni da dividere nella futura successione;
  • assegnare immobili diversi a figli diversi;
  • organizzare il patrimonio con largo anticipo;
  • evitare una futura comproprietà tra molti eredi;
  • proteggere la continuità di una casa familiare;
  • sfruttare franchigie e aliquote dell’imposta di donazione;
  • stabilire oggi la destinazione futura dell’immobile.
La finalità deve essere chiara: anticipare la successione, ottenere liquidità e proteggere l’abitazione sono obiettivi diversi e richiedono strumenti diversi.

8. Quando può essere una scelta pericolosa

  • il genitore potrebbe dover vendere la casa per pagare l’assistenza;
  • il figlio ha debiti o attività rischiose;
  • esistono conflitti familiari;
  • il figlio potrebbe separarsi o divorziare;
  • l’immobile richiederà lavori straordinari costosi;
  • il genitore potrebbe voler cambiare città;
  • la casa rappresenta quasi tutto il patrimonio;
  • gli altri figli non sono stati considerati;
  • il genitore non dispone di liquidità sufficiente;
  • l’immobile è gravato da mutuo;
  • il beneficiario è minorenne;
  • la donazione potrebbe ledere la legittima.
La domanda più importante: se tra cinque anni servissero 150.000 euro per assistenza, il genitore potrebbe ottenere liquidità senza la piena collaborazione del figlio?

9. Il genitore non può più vendere da solo la piena proprietà

Dopo la donazione il genitore conserva l’usufrutto, non l’intera proprietà.

Per vendere la piena proprietà a un terzo occorre normalmente che usufruttuario e nudo proprietario partecipino entrambi all’atto.

Esempio

La madre dona la nuda proprietà al figlio.

Dopo otto anni deve trasferirsi in una struttura assistita e vorrebbe vendere la casa.

Il figlio non è d’accordo perché preferisce mantenere l’immobile.

La madre può valutare la cessione del proprio usufrutto, ma non può vendere autonomamente anche la nuda proprietà appartenente al figlio.

Conseguenza pratica: la donazione riduce in modo concreto la libertà patrimoniale del genitore.

10. Come si divide il prezzo in caso di vendita

Se usufruttuario e nudo proprietario vendono insieme la piena proprietà, il prezzo deve essere attribuito tra loro secondo il valore dei rispettivi diritti o secondo gli accordi formalizzati e fiscalmente sostenibili.

Esempio indicativo

Prezzo di vendita della piena proprietà: 500.000 €.

Valore economico dell’usufrutto: 35%.

Valore economico della nuda proprietà: 65%.

Usufrutto 175.000 €
Nuda proprietà 325.000 €

La percentuale dell’esempio è puramente illustrativa. Il valore effettivo dipende da età, caratteristiche dell’immobile, durata, mercato e criteri fiscali applicabili.

Non attribuire tutto il ricavato al genitore senza verifica: una parte del prezzo appartiene economicamente e giuridicamente al nudo proprietario.

11. Come si calcola il valore fiscale dell’usufrutto

Per imposte di registro, successione e donazione, il valore dell’usufrutto viene determinato applicando i criteri e i coefficienti previsti dalla normativa.

Valore usufrutto + valore nuda proprietà = valore fiscale della piena proprietà

Il peso dell’usufrutto è normalmente maggiore quando l’usufruttuario è più giovane, perché il diritto potrebbe durare più a lungo.

Con l’aumentare dell’età dell’usufruttuario cresce invece il valore attribuito alla nuda proprietà.

Età dell’usufruttuarioValore relativo dell’usufruttoValore relativo della nuda proprietà
Più giovaneGeneralmente maggioreGeneralmente minore
Età intermediaIntermedioIntermedio
Più anzianoGeneralmente minoreGeneralmente maggiore
Le tabelle fiscali possono cambiare con il saggio legale. Prima dell’atto bisogna utilizzare i coefficienti validi in quell’anno, non una tabella trovata online senza data.

12. Valore fiscale e valore di mercato possono essere diversi

Il valore fiscale serve per determinare la base imponibile secondo le regole tributarie.

Il valore di mercato dipende invece da domanda, zona, condizioni della casa, età dell’usufruttuario, durata presumibile del diritto e possibilità concreta di utilizzare l’immobile.

Esempio

Valore di piena proprietà: 400.000 €.

Valore fiscale della nuda proprietà: 260.000 €.

Un acquirente esterno potrebbe offrire soltanto 220.000 euro perché deve attendere un tempo incerto prima di poter utilizzare l’immobile.

Al contrario, un figlio interessato a mantenere la casa in famiglia potrebbe attribuirle un valore diverso.

Non confondere la tabella fiscale con una perizia immobiliare.

13. Imposta di donazione tra genitore e figlio

RapportoAliquota ordinariaFranchigia
Coniuge e figli4%1.000.000 € per beneficiario
Fratelli e sorelle6%100.000 € per beneficiario
Altri parenti nei limiti previsti6%Nessuna franchigia ordinaria
Altri soggetti8%Nessuna franchigia ordinaria
Soggetto con disabilità graveAliquota legata al rapporto1.500.000 €
Esempio padre-figlio

Valore fiscale della nuda proprietà: 700.000 €.

Donazioni precedenti rilevanti: 0 €.

Franchigia disponibile: 1.000.000 €.

Nell’esempio non emerge imposta proporzionale di donazione, ma restano imposte ipotecarie e catastali, costi notarili e adempimenti.

La franchigia non significa operazione gratuita: il costo complessivo comprende anche le altre imposte e l’onorario notarile.

14. Donazioni precedenti e franchigia residua

Prima dell’atto bisogna ricostruire le donazioni già ricevute dallo stesso beneficiario.

Esempio

Donazione di denaro effettuata nel 2020: 400.000 €.

Valore della nuda proprietà donata nel 2026: 800.000 €.

Totale storico: 1.200.000 €.

La franchigia teorica da un milione potrebbe risultare già utilizzata per 400.000 euro, lasciando una parte della nuova donazione imponibile. Il calcolo concreto deve tenere conto della normativa applicabile alle singole donazioni.

Buona pratica: creare un registro familiare delle donazioni con data, beneficiario, valore, imposte e atto.

15. Imposte ipotecaria e catastale

Quando la donazione riguarda un immobile, oltre all’eventuale imposta di donazione devono essere considerate le imposte ipotecaria e catastale.

Le aliquote e le misure applicabili dipendono dal tipo di trasferimento e dall’eventuale presenza dei requisiti per le agevolazioni prima casa.

  • valore fiscale della nuda proprietà;
  • categoria catastale;
  • requisiti prima casa del donatario;
  • ubicazione dell’immobile;
  • eventuali altri immobili posseduti;
  • precedenti agevolazioni;
  • imposte ipotecaria e catastale;
  • trascrizione e voltura;
  • onorario e spese notarili.
La nuda proprietà può essere acquistata o ricevuta con le agevolazioni prima casa quando ricorrono i requisiti. L’analisi va effettuata prima dell’atto, perché il figlio potrebbe avere già utilizzato il beneficio su un altro acquisto.

16. Prima casa e nuda proprietà

Il beneficio prima casa può riguardare anche l’acquisto o la donazione della nuda proprietà, se il beneficiario soddisfa le condizioni previste.

  • immobile non appartenente alle categorie escluse;
  • residenza nel Comune o impegno a trasferirla nei termini previsti;
  • assenza dei diritti incompatibili nel Comune;
  • assenza di altra casa acquistata con l’agevolazione, salvo i casi ammessi;
  • dichiarazioni corrette nell’atto;
  • rispetto degli obblighi successivi;
  • verifica delle proprietà del coniuge;
  • eventuale precedente acquisto per donazione o successione.
Errore comune: presumere che la nuda proprietà non conti perché il figlio non può abitare subito la casa. Fiscalmente è comunque un diritto immobiliare.

17. Chi dichiara il reddito dell’immobile

Il reddito dell’immobile viene normalmente dichiarato dal titolare dell’usufrutto o dell’altro diritto reale di godimento.

Il nudo proprietario, finché il diritto permane, non dichiara il reddito del fabbricato per la sola nuda proprietà.

Casa affittata

Canone annuo: 18.000 €.

Madre: usufruttuaria.

Figlio: nudo proprietario.

La madre percepisce il canone e dichiara il reddito secondo il regime applicabile. Il figlio non dichiara il canone soltanto perché possiede la nuda proprietà.

La titolarità fiscale segue il diritto di godimento, non soltanto l’intestazione catastale.

18. Chi paga l’IMU

L’IMU è normalmente dovuta dal titolare del diritto reale di usufrutto, non dal solo nudo proprietario.

L’esenzione o il trattamento dell’abitazione principale dipendono dai requisiti previsti e dall’effettivo utilizzo dell’immobile.

Esempio

Il padre mantiene l’usufrutto e vive nella casa come abitazione principale.

Il figlio possiede la nuda proprietà e vive in un altro Comune.

La posizione IMU deve essere valutata in capo al padre usufruttuario. Il figlio non paga l’IMU soltanto per il fatto di essere nudo proprietario.

Attenzione alle seconde case: se l’usufruttuario non utilizza l’immobile come abitazione principale, l’IMU può essere dovuta.

19. Spese ordinarie e straordinarie

Tipo di spesaSoggetto normalmente tenutoEsempi
Manutenzione ordinariaUsufruttuarioPiccole riparazioni, gestione corrente, conservazione ordinaria
Spese di godimentoUsufruttuarioUtenze, tributi legati all’uso, oneri correnti
Riparazioni straordinarieNudo proprietarioTetto, strutture, rifacimenti rilevanti
Straordinarie causate da negligenzaPossibile responsabilità dell’usufruttuarioDanni dovuti a mancata manutenzione ordinaria
Interessi sulle somme per lavori straordinariDa verificare secondo le regole applicabiliRapporti economici tra usufruttuario e proprietario
Non basta dire le spese le paga chi usa la casa: la legge distingue tra gestione ordinaria e conservazione straordinaria della proprietà.

20. Condominio: chi partecipa e chi paga

Nel condominio usufruttuario e nudo proprietario possono avere competenze diverse a seconda dell’oggetto della delibera.

  • assemblee sulla gestione ordinaria;
  • delibere su innovazioni e lavori straordinari;
  • spese di amministrazione;
  • rifacimento della facciata;
  • ascensore;
  • tetto;
  • riscaldamento centralizzato;
  • morosità;
  • comunicazioni dell’amministratore;
  • ripartizione contrattuale interna.
È utile comunicare formalmente all’amministratore l’esistenza dell’usufrutto e i recapiti di entrambi i titolari, evitando che convocazioni e richieste arrivino alla persona sbagliata.

21. Chi decide di affittare la casa

L’usufruttuario può normalmente concedere l’immobile in locazione e percepire i canoni.

La durata e gli effetti del contratto rispetto alla cessazione dell’usufrutto devono però essere valutati con attenzione.

Esempio

Usufruttuaria di 82 anni.

Contratto di locazione stipulato per quattro anni.

L’usufrutto si estingue dopo un anno per la morte dell’usufruttuaria.

Il nudo proprietario, diventato pieno proprietario, deve valutare gli effetti del contratto e la sua opponibilità secondo le norme applicabili.

Prima di una locazione lunga: usufruttuario e nudo proprietario dovrebbero coordinarsi, anche se il potere di godimento spetta al primo.

22. Usufrutto o diritto di abitazione

ElementoUsufruttoDiritto di abitazione
Vivere nella casaSì, nei limiti personali e familiari
Affittare l’immobileNormalmente sìNormalmente no
Percepire canoniNo, salvo situazioni diverse da verificare
CedibilitàPossibile nei limiti previstiDiritto strettamente personale
AmpiezzaPiù estesaPiù limitata
Il diritto di abitazione può essere più coerente se il genitore vuole soltanto essere sicuro di poter vivere nella casa e non ha interesse ad affittarla.

23. Usufrutto vitalizio o a termine

♾️

Vitalizio

Dura fino alla morte dell’usufruttuario, salvo altre cause di estinzione previste.

📅

A termine

Dura fino alla data stabilita nell’atto, se precedente alla morte dell’usufruttuario.

Esempio

Il padre dona la nuda proprietà e si riserva l’usufrutto per quindici anni.

Se è ancora in vita alla fine del periodo, l’usufrutto si estingue comunque e il figlio diventa pieno proprietario.

Se il padre muore prima, l’usufrutto vitalizio legato alla sua persona si estingue anticipatamente.

Un termine fisso può lasciare il genitore senza diritto sulla casa mentre è ancora in vita.

24. Usufrutto a favore di due coniugi

Quando i genitori donano la nuda proprietà ai figli, possono voler mantenere entrambi il diritto di vivere nella casa.

L’atto deve chiarire come opera l’usufrutto in caso di morte di uno dei due.

StrutturaPossibile effetto
Usufrutto su quote separateLa quota del primo deceduto può consolidarsi anticipatamente
Usufrutto con accrescimentoIl diritto può proseguire integralmente in favore del superstite
Diritto di abitazione congiuntoProtezione abitativa da costruire nell’atto
Usufrutto a termineEstinzione alla data stabilita o secondo le condizioni previste
Errore grave: intestare l’usufrutto soltanto al marito pensando che la moglie resterà automaticamente protetta dopo la sua morte.

25. Donazione a un figlio e diritti degli altri figli

La nuda proprietà donata a un figlio può essere considerata nella futura successione del genitore.

Devono essere valutate collazione, imputazione e rispetto delle quote riservate agli altri legittimari.

Esempio

Valore della nuda proprietà donata al figlio A: 350.000 €.

Patrimonio rimasto alla morte: 250.000 €.

Figlio B: nessuna donazione.

Non è sufficiente dividere i 250.000 euro residui in parti uguali. La donazione precedente deve essere ricostruita secondo le regole successorie applicabili.

La donazione non sparisce dalla storia familiare dopo la firma del notaio.

26. Dispensa dalla collazione

Nell’atto può essere prevista una dispensa dalla collazione entro i limiti della quota disponibile.

⚖️

Senza dispensa

Il figlio può essere tenuto a considerare la donazione nel riequilibrio della futura divisione ereditaria.

📜

Con dispensa

La donazione viene imputata alla quota disponibile nei limiti in cui non leda i diritti degli altri legittimari.

La dispensa non permette di eliminare la legittima degli altri figli.

27. Quale valore conta nella futura successione

Il valore indicato nell’atto di donazione non chiude ogni discussione futura.

Per la collazione e la riduzione possono essere rilevanti criteri civilistici riferiti al momento dell’apertura della successione e alla natura del bene.

Esempio

Valore della nuda proprietà alla donazione: 200.000 €.

Valore della piena proprietà alla morte del genitore: 500.000 €.

L’equilibrio tra gli eredi non deve essere valutato automaticamente utilizzando soltanto i 200.000 euro indicati molti anni prima.

La ricostruzione può diventare complessa se il figlio vende la nuda proprietà, se la casa viene ristrutturata o se il genitore rinuncia successivamente all’usufrutto.

28. Creditori del figlio

La nuda proprietà entra subito nel patrimonio del figlio e può essere esposta ai suoi creditori.

  • fideiussioni personali;
  • debiti dell’attività imprenditoriale;
  • cartelle fiscali;
  • cause civili;
  • procedure esecutive;
  • fallimento o liquidazione dell’impresa;
  • debiti personali;
  • garanzie bancarie;
  • separazione patrimoniale insufficiente;
  • cattiva gestione finanziaria.
Esempio

Il padre dona al figlio la nuda proprietà di una casa del valore di 300.000 euro.

Il figlio aveva garantito i debiti della propria società.

I creditori possono valutare azioni sulla nuda proprietà, pur restando l’usufrutto del padre.

L’usufrutto protegge l’uso del genitore, ma non rende invisibile la nuda proprietà ai creditori del figlio.

29. Creditori del genitore

Anche la donazione effettuata da un soggetto già indebitato può essere contestata dai creditori quando pregiudica la loro possibilità di essere soddisfatti.

  • debiti già esistenti;
  • cartelle fiscali;
  • contenziosi in corso;
  • fideiussioni;
  • riduzione rilevante del patrimonio residuo;
  • trasferimento gratuito a un familiare;
  • assenza di altri beni aggredibili;
  • conoscenza del pregiudizio;
  • tempi dell’operazione;
  • azione revocatoria.
La donazione non è uno strumento sicuro per sottrarre la casa ai creditori.

30. Separazione o divorzio del figlio

La nuda proprietà donata direttamente al figlio resta normalmente un bene personale, ma la situazione concreta deve essere letta insieme al regime patrimoniale, agli investimenti effettuati e agli accordi familiari.

  • regime di comunione o separazione;
  • provenienza del bene;
  • lavori pagati dal coniuge;
  • mutuo intestato a entrambi;
  • abitazione della famiglia;
  • assegnazione della casa;
  • figli minori;
  • accordi di separazione;
  • eventuale vendita della nuda proprietà;
  • documentazione della donazione.
La donazione deve essere documentata con chiarezza e coordinata con eventuali investimenti successivi effettuati dalla coppia.

31. Donazione a un figlio minorenne

Un minore può ricevere la nuda proprietà, ma l’operazione richiede rappresentanza e autorizzazioni previste per gli atti che lo riguardano.

  • autorizzazione del giudice tutelare;
  • verifica dell’interesse del minore;
  • rappresentanza dei genitori;
  • possibile conflitto di interessi;
  • eventuale curatore speciale;
  • accettazione della donazione;
  • oneri e spese future;
  • lavori straordinari;
  • eventuale mutuo;
  • vendita futura autorizzata;
  • rendiconto della gestione.
Donare una casa non significa sempre arricchire senza costi: la nuda proprietà può imporre al minore spese straordinarie e vincoli gestionali.

32. Immobile con mutuo

La presenza di un mutuo e di un’ipoteca complica l’operazione.

  • consenso o comunicazione alla banca;
  • contratto di mutuo;
  • ipoteca esistente;
  • obbligo di rimborso;
  • eventuali clausole sul trasferimento;
  • debito residuo;
  • chi continuerà a pagare le rate;
  • valore netto della nuda proprietà;
  • responsabilità del figlio;
  • effetti in caso di insolvenza.
Esempio

Valore della casa: 400.000 €.

Mutuo residuo: 180.000 €.

La donazione della nuda proprietà non estingue il mutuo e non cancella l’ipoteca. Prima dell’atto bisogna stabilire chi resta debitore e quali conseguenze produce l’operazione.

33. Bonus edilizi e lavori sulla casa

Usufruttuario e nudo proprietario possono sostenere lavori e, in presenza dei requisiti, utilizzare le detrazioni spettanti.

Il beneficio fiscale dipende dal soggetto che sostiene effettivamente la spesa, possiede il diritto richiesto e rispetta le condizioni previste.

  • titolo sull’immobile;
  • soggetto che paga;
  • bonifico parlante;
  • fatture intestate;
  • autorizzazioni edilizie;
  • delibere condominiali;
  • ripartizione tra ordinario e straordinario;
  • capienza fiscale;
  • eventuale cessione dell’immobile;
  • trasferimento delle rate residue.
Prima di iniziare i lavori: decidere chi sosterrà la spesa e chi utilizzerà la detrazione. Correggere i documenti dopo può essere difficile.

34. Rinuncia all’usufrutto

L’usufruttuario può rinunciare al proprio diritto con un atto formalmente valido.

La rinuncia produce l’espansione della nuda proprietà e può avere conseguenze fiscali assimilabili a un trasferimento gratuito del diritto.

Esempio

La madre, usufruttuaria, si trasferisce definitivamente in un’altra abitazione.

Decide di rinunciare all’usufrutto per lasciare al figlio la piena disponibilità della casa.

Prima dell’atto devono essere calcolati valore del diritto, imposte e conseguenze sulle quote ereditarie.

Non basta consegnare le chiavi: smettere di utilizzare la casa non estingue automaticamente il diritto reale.

35. Riacquistare la nuda proprietà dal figlio

Se il genitore cambia idea, il figlio può trasferirgli nuovamente la nuda proprietà con un nuovo atto.

  • serve il consenso del figlio;
  • occorre un nuovo atto notarile;
  • possono essere dovute nuove imposte;
  • il trasferimento può essere una vendita o una donazione;
  • il prezzo deve essere realmente pagato se si tratta di vendita;
  • possono emergere conseguenze fiscali;
  • vanno verificati creditori e ipoteche;
  • il bene potrebbe essere stato trasferito a terzi;
  • il figlio potrebbe essere deceduto.
La donazione non contiene un pulsante annulla.

36. Cosa succede se il figlio muore prima del genitore

La nuda proprietà appartiene già al figlio e può entrare nella sua successione.

Esempio

La madre dona la nuda proprietà al figlio e conserva l’usufrutto.

Il figlio muore prima della madre.

La nuda proprietà passa agli eredi del figlio secondo testamento o successione legittima.

La madre conserva il proprio usufrutto, ma potrebbe ritrovarsi come controparte la nuora, i nipoti o altri eredi.

Errore comune: pensare che la nuda proprietà ritorni automaticamente al genitore se il figlio muore prima.

37. Clausole da valutare nell’atto

  • usufrutto vitalizio;
  • usufrutto congiuntivo tra coniugi;
  • diritto di accrescimento al superstite;
  • riserva del diritto di abitazione;
  • divieto o limiti alla cessione dell’usufrutto;
  • ripartizione delle spese;
  • gestione delle locazioni;
  • obblighi di manutenzione;
  • dispensa dalla collazione;
  • imputazione alla quota disponibile;
  • eventuali oneri a carico del donatario;
  • assistenza al donante;
  • condizioni risolutive nei limiti ammessi;
  • documentazione delle donazioni precedenti.
Le clausole non devono essere copiate da un facsimile. Devono corrispondere ai reali obiettivi familiari e restare compatibili con le norme imperative.

38. Donazione con obbligo di assistenza

Il genitore può valutare una donazione gravata da un onere, chiedendo al figlio di sostenere determinate spese o prestare assistenza.

Clausola da definire bene

Il figlio si obbliga a sostenere le spese condominiali straordinarie e a contribuire alle spese di assistenza del genitore fino a un importo annuo stabilito.

Una formula generica come il figlio dovrà occuparsi di me può essere difficile da applicare e da far rispettare.

L’onere deve essere concreto: importi, durata, prestazioni e conseguenze dell’inadempimento devono essere valutati con il notaio.

39. Nuda proprietà o prestito vitalizio ipotecario

ElementoNuda proprietàPrestito vitalizio ipotecario
ProprietàTrasferita in parte subitoResta al proprietario
LiquiditàDeriva dalla vendita, non dalla donazioneDeriva da un finanziamento
Uso della casaConservato con usufrutto o abitazioneConservato dal proprietario
DebitoAssente se vendita definitivaCresce con interessi e spese
ErediNon ricevono la proprietà trasferitaPossono rimborsare il debito per mantenere la casa
FlessibilitàVendita futura richiede il nudo proprietarioDipende dal contratto bancario
La scelta dipende dall’obiettivo: trasferire la casa ai figli e ottenere liquidità dal mercato non sono la stessa esigenza.

40. Nuda proprietà o rendita vitalizia

🏠

Nuda proprietà

Produce un prezzo immediato se venduta oppure un trasferimento familiare se donata.

💳

Rendita vitalizia

Il bene o il capitale viene trasferito in cambio di pagamenti periodici per la durata stabilita o per la vita del beneficiario.

Rischio da valutare: nella rendita vitalizia la solidità del soggetto obbligato ai pagamenti è essenziale.

41. Esempio completo con due figli

Patrimonio familiare
BeneValore
Abitazione principale500.000 €
Seconda casa affittata300.000 €
ETF e BTP450.000 €
Liquidità100.000 €
Totale1.350.000 €

I genitori vogliono donare la nuda proprietà della seconda casa al figlio A e destinare più investimenti al figlio B.

Controlli necessari

  • valore fiscale della nuda proprietà;
  • valore economico dell’usufrutto;
  • reddito da locazione spettante ai genitori;
  • spese straordinarie future;
  • donazioni precedenti;
  • franchigia di ciascun figlio;
  • quota riservata;
  • valore netto degli investimenti assegnati al figlio B;
  • eventuale dispensa dalla collazione;
  • protezione del coniuge superstite;
  • liquidità residua per l’assistenza.

Assegnare al figlio A una nuda proprietà del valore fiscale di 200.000 euro e al figlio B investimenti per 200.000 euro non garantisce automaticamente un’uguaglianza futura. La casa può rivalutarsi, gli investimenti oscillare e l’usufrutto può durare molti anni.

42. Il patrimonio residuo del genitore

Prima della donazione bisogna verificare che il genitore mantenga risorse sufficienti per tutta la vita.

Esempio di rischio

Patrimonio iniziale:

  • casa da 500.000 €;
  • liquidità e investimenti per 120.000 €;
  • pensione netta annua di 22.000 €.

Il genitore dona la nuda proprietà della casa e conserva l’usufrutto.

Spesa annua: 32.000 €.

Disavanzo annuo: 10.000 €, prima di eventuali spese sanitarie.

Dopo alcuni anni la liquidità potrebbe non bastare e la vendita della piena proprietà richiederebbe il consenso del figlio.

La casa protegge l’abitazione, ma non paga automaticamente assistenza, badante e spese sanitarie.

43. Documenti da preparare

🏠

Documenti immobiliari

Atto di provenienza, visure, planimetrie, conformità, APE, mutui, regolamento condominiale e lavori deliberati.

👨‍👩‍👧

Documenti familiari

Stato civile, regime patrimoniale, figli, donazioni precedenti, testamenti e situazione economica del beneficiario.

  • documenti e codici fiscali;
  • atto di provenienza;
  • visure catastali e ipotecarie;
  • planimetria conforme;
  • titoli edilizi;
  • attestato di prestazione energetica;
  • contratto di mutuo;
  • debito residuo;
  • certificazioni condominiali;
  • contratti di locazione;
  • valutazione immobiliare;
  • donazioni precedenti;
  • requisiti prima casa del figlio;
  • situazione dei fratelli;
  • eventuali creditori;
  • testamento esistente;
  • piano delle risorse residue del genitore.

44. Procedura operativa passo per passo

Definisci l’obiettivo

Anticipare la successione, proteggere la casa, ottenere liquidità o riequilibrare i figli richiedono soluzioni diverse.

Calcola il fabbisogno futuro del genitore

Considera pensione, assistenza, sanità, inflazione e fondo di emergenza.

Ricostruisci la famiglia

Verifica coniuge, figli, legittimari, donazioni e testamenti precedenti.

Controlla l’immobile

Visure, conformità, ipoteche, mutuo, lavori e contratti di locazione.

Valuta il beneficiario

Debiti, attività professionale, matrimonio, capacità di sostenere le spese e affidabilità.

Calcola usufrutto e nuda proprietà

Utilizza i coefficienti fiscali aggiornati e una valutazione economica realistica.

Confronta donazione, vendita e testamento

Analizza imposte, flessibilità e conseguenze successorie.

Scegli il diritto da riservare

Usufrutto, abitazione, durata vitalizia o congiunta tra coniugi.

Definisci le spese

Stabilisci come saranno gestiti condominio, lavori straordinari, assicurazioni e imposte.

Coordina gli altri figli

Valuta collazione, dispensa, quota disponibile e possibili conguagli.

Stipula l’atto

La donazione immobiliare richiede atto pubblico notarile e testimoni.

Aggiorna il piano patrimoniale

Testamento, assicurazioni, liquidità e investimenti devono riflettere la nuova proprietà.

45. Errori comuni da evitare

Donare tutta la ricchezza immobiliare

Il genitore può restare senza capitale da utilizzare per assistenza e imprevisti.

Pensare di poter vendere da soli

La piena proprietà appartiene ormai a due soggetti.

Ignorare i creditori del figlio

La nuda proprietà entra subito nel suo patrimonio.

Dimenticare il coniuge superstite

Un usufrutto costruito male può lasciarlo senza protezione.

Usare coefficienti vecchi

Il valore fiscale deve essere calcolato con le tabelle vigenti nell’anno dell’atto.

Guardare solo l’imposta di donazione

Restano imposte immobiliari, costi notarili e conseguenze future.

Non regolare le spese

Tetto, facciata e condominio possono creare conflitti per anni.

Ignorare gli altri figli

La donazione può riemergere nella collazione e nella riduzione.

Confondere usufrutto e abitazione

Il diritto di abitazione non consente normalmente di affittare la casa.

Firmare una vendita fittizia

Un prezzo mai pagato può nascondere una donazione e creare contestazioni.

46. Tabella riepilogativa

TemaRegola praticaVantaggioRischio
UsufruttoConserva uso e fruttiIl genitore può abitare o affittareNon può vendere da solo la piena proprietà
Nuda proprietàPassa subito al figlioSuccessione anticipataEsposizione ai creditori del figlio
ConsolidazioneAvviene all’estinzione dell’usufruttoPiena proprietà futuraIl diritto può passare agli eredi del figlio
DonazioneAtto pubblico con testimoniTrasferimento familiareScarsa reversibilità
ImpostaCalcolare il valore della nuda proprietàFranchigia tra genitore e figlioDonazioni precedenti
RedditoDichiarato dall’usufruttuarioIl genitore mantiene i canoniImposte sul reddito a suo carico
IMUNormalmente in capo all’usufruttuarioIl nudo proprietario non è soggetto per il solo dirittoSeconda casa o requisiti mancanti
SpeseOrdinarie all’usufruttuario, straordinarie al proprietarioRipartizione legaleConflitti sui lavori
SuccessioneValutare collazione e legittimaRiduzione della comproprietà futuraAzione di riduzione
ConiugeCostruire usufrutto congiunto o accrescimentoProtezione del superstiteEstinzione parziale anticipata
Vendita futuraServe il consenso di entrambiPossibilità di monetizzareDisaccordo familiare
Patrimonio residuoMantenere liquidità sufficienteAutonomia del genitoreDipendenza economica dal figlio

47. FAQ

Cos’è la nuda proprietà?

È la proprietà di un bene priva temporaneamente del diritto di utilizzarlo e ricavarne i frutti, che spetta all’usufruttuario.

Posso donare la casa e continuare a viverci?

Sì, riservandoti l’usufrutto o il diritto di abitazione attraverso un atto correttamente predisposto.

Posso affittarla?

Con l’usufrutto normalmente sì. Con il solo diritto di abitazione normalmente no.

Chi incassa l’affitto?

L’usufruttuario, che deve anche dichiarare fiscalmente il reddito.

Chi paga l’IMU?

Normalmente l’usufruttuario, come titolare del diritto reale di godimento.

Il nudo proprietario dichiara la casa nel 730?

Non per la sola nuda proprietà finché esiste l’usufrutto. Il reddito viene dichiarato dal titolare del diritto di godimento.

Chi paga i lavori ordinari?

Normalmente l’usufruttuario.

Chi paga il tetto o la facciata?

Le riparazioni straordinarie competono normalmente al nudo proprietario, salvo responsabilità o accordi specifici da verificare.

Posso vendere la casa dopo aver donato la nuda proprietà?

Per vendere la piena proprietà serve normalmente anche il consenso e l’intervento del nudo proprietario.

Posso vendere soltanto l’usufrutto?

Il diritto può essere ceduto nei limiti previsti, ma resta legato alla durata originaria e deve essere valutato con il notaio.

Posso riprendermi la nuda proprietà?

Non unilateralmente. Serve un nuovo trasferimento da parte del figlio, con un nuovo atto e possibili imposte.

Quando il figlio diventa pieno proprietario?

Quando l’usufrutto si estingue, normalmente alla morte dell’usufruttuario o alla scadenza stabilita.

Si paga una nuova imposta di successione alla morte?

La nuda proprietà era già stata trasferita. Il consolidamento dell’usufrutto segue la disciplina propria dell’estinzione del diritto e gli adempimenti applicabili.

La donazione va considerata nell’eredità?

Può rilevare per collazione, imputazione e verifica della legittima.

Posso dispensare il figlio dalla collazione?

È possibile prevedere una dispensa entro i limiti della quota disponibile, senza ledere gli altri legittimari.

Cosa succede se il figlio muore prima di me?

La nuda proprietà entra nella successione del figlio. Il tuo usufrutto resta, ma i nuovi nudi proprietari saranno i suoi eredi.

I creditori del figlio possono aggredire la casa?

Possono interessarsi alla nuda proprietà appartenente al figlio. L’usufrutto del genitore resta un diritto distinto.

Posso donarla a un figlio minorenne?

Sì, ma servono le autorizzazioni e le procedure previste a tutela del minore.

Si possono usare le agevolazioni prima casa?

La nuda proprietà può rientrare nell’agevolazione quando il beneficiario soddisfa tutti i requisiti previsti.

Come viene calcolato il valore?

Fiscalmente si utilizzano valore della piena proprietà, età dell’usufruttuario, durata e coefficienti vigenti nell’anno dell’atto.

Conviene sempre donare invece di lasciare la casa in successione?

No. La donazione anticipa il passaggio ma riduce la flessibilità del genitore e può esporre la casa ai rischi del figlio.

Qual è la prima cosa da verificare?

Quanta liquidità e autonomia economica resteranno al genitore dopo il trasferimento.

Conclusione

La donazione della nuda proprietà può essere uno strumento efficace per organizzare il passaggio generazionale e ridurre il rischio che una casa finisca in comproprietà tra molti eredi.

Il genitore può conservare l’usufrutto, continuare a vivere nell’immobile e percepire gli eventuali affitti. Il figlio acquista subito un diritto destinato a trasformarsi in piena proprietà quando l’usufrutto si estingue.

Il vantaggio ha però un prezzo in termini di libertà. Dopo la donazione il genitore non può più vendere autonomamente l’intera casa. La nuda proprietà può essere coinvolta nei debiti, nella separazione o nella successione del figlio. Gli altri eredi possono inoltre contestare l’operazione se le loro quote riservate risultano lese.

Prima dell’atto bisogna quindi verificare valore fiscale, costi, patrimonio residuo, spese future, posizione dei figli e protezione del coniuge superstite.

La regola da ricordare: la nuda proprietà è utile quando il genitore vuole davvero trasferire oggi la proprietà futura. Non è adatta se desidera conservare la libertà di cambiare idea, vendere la casa o utilizzare da solo tutto il suo valore.

Una buona pianificazione non cerca soltanto di ridurre l’imposta futura. Deve garantire che il genitore resti autonomo, protetto e libero di affrontare gli imprevisti.

Vuoi capire se conviene donare la nuda proprietà o mantenere la casa nella successione?

Contattami come sempre via email, WhatsApp o Calendly e vediamo insieme immobile, usufrutto, liquidità, investimenti, donazioni precedenti e bisogni futuri, coinvolgendo il notaio quando necessario.

Prenota ora

Fonti e riferimenti aggiornati

  • Codice civile, articoli 978 e seguenti: costituzione e disciplina dell’usufrutto.
  • Codice civile, articolo 981: contenuto del diritto di usufrutto.
  • Codice civile, articoli 1004 e seguenti: spese, manutenzione e riparazioni.
  • Codice civile, articolo 1014: estinzione dell’usufrutto.
  • Codice civile, articoli 1021 e seguenti: uso e diritto di abitazione.
  • Consiglio Nazionale del Notariato, guida Donazioni consapevoli.
  • Consiglio Nazionale del Notariato, guida La terza età: strumenti patrimoniali, opportunità e tutele.
  • Consiglio Nazionale del Notariato: approfondimenti sulla nuda proprietà con riserva di usufrutto.
  • Agenzia delle Entrate: quadro B, redditi dei fabbricati e titolari di diritti reali.
  • Agenzia delle Entrate: acquisto della casa, imposte e agevolazioni prima casa.
  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131: criteri di valutazione di usufrutto e nuda proprietà.
  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346: imposta sulle successioni e donazioni.
  • Agenzia delle Entrate: aliquote e franchigie dell’imposta di donazione.
  • Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui coefficienti fiscali collegati al saggio legale vigente.

Contenuto divulgativo aggiornato al 26 luglio 2026. Valore fiscale, imposte, agevolazioni, ripartizione delle spese e conseguenze successorie dipendono dall’età dell’usufruttuario, dalla struttura dell’atto, dalla situazione familiare, dai diritti degli altri eredi e dai coefficienti vigenti. Prima di trasferire la nuda proprietà è opportuno coordinare notaio, consulente finanziario, commercialista e, quando necessario, avvocato.

About the author 

Poggi Leonardo

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}
Title Banner with Sidebar

Ottieni Gratuitamente l'e-Book

Investimenti - I 10 errori da EVITARE

>