Luglio 27, 2026

gray wooden house
Bonifici familiari, acquisto casa, imposte e successione

Comprare casa al figlio: come trasferire il denaro senza creare una donazione nulla o problemi tra gli eredi

Aiutare un figlio a comprare casa è una delle operazioni patrimoniali più comuni nelle famiglie italiane. Il genitore può versare l’anticipo, pagare direttamente il venditore, finanziare le spese notarili oppure trasferire l’intero prezzo sul conto del figlio. Queste soluzioni non sono però equivalenti. Cambiano forma giuridica, imposte, documenti, conseguenze successorie e rischio di contestazione futura.

Bonifico non sempre sufficiente Una donazione diretta di denaro non modico richiede normalmente l’atto pubblico notarile.
Pagamento al venditore Può configurare una donazione indiretta dell’immobile se il collegamento risulta chiaramente.
Un milione di franchigia Tra genitore e figlio l’imposta ordinaria riguarda la parte che supera la franchigia disponibile.
Effetti sulla successione L’aiuto può dover essere considerato nel futuro riequilibrio tra fratelli e legittimari.

Un figlio trova la casa giusta. Il prezzo è 300.000 euro, ma la banca gli concede un mutuo di soli 200.000 euro. I genitori decidono di coprire la differenza con 100.000 euro.

La soluzione più immediata sembra un bonifico con la causale regalo per acquisto prima casa. Il denaro arriva sul conto del figlio, il notaio stipula la compravendita e la famiglia considera chiusa l’operazione.

Dal punto di vista economico il risultato è semplice. Il figlio ha ricevuto 100.000 euro senza obbligo di restituzione. Dal punto di vista giuridico, però, quella somma rappresenta un arricchimento gratuito e può costituire una donazione.

Quando il valore non è modico rispetto alle condizioni economiche del donante, la donazione diretta richiede normalmente l’atto pubblico notarile con la presenza di due testimoni. Il solo bonifico non risolve quindi automaticamente il problema della forma.

Un’alternativa è fare in modo che il genitore paghi direttamente il venditore e che il collegamento con l’acquisto intestato al figlio venga indicato nell’atto notarile. In questo caso l’operazione può assumere la struttura di una donazione indiretta dell’immobile.

Il punto chiave: non basta sapere quanti soldi trasferire. Bisogna decidere prima se si tratta di una donazione diretta di denaro, di una donazione indiretta della casa oppure di un vero prestito familiare.

1. Le quattro modalità più comuni

💶

Bonifico al figlio

Il genitore trasferisce il denaro sul conto del figlio, che paga successivamente il venditore.

🏠

Pagamento diretto al venditore

Il genitore paga il prezzo, mentre l’immobile viene intestato al figlio.

🤝

Prestito familiare

Il figlio riceve il denaro con un obbligo reale e documentato di restituzione.

📊

Acquisto in comproprietà

Genitore e figlio comprano quote dell’immobile proporzionate ai rispettivi apporti.

Errore comune: utilizzare una struttura e descriverne un’altra. Un bonifico chiamato prestito non diventa un prestito se non esiste un vero obbligo di rimborso.

2. Donazione diretta di denaro

La donazione diretta si verifica quando il genitore attribuisce gratuitamente al figlio una somma di denaro che entra nel patrimonio di quest’ultimo.

Genitore Dispone la somma
Figlio Riceve il denaro
Venditore Viene pagato dal figlio

Il figlio può utilizzare il denaro per comprare una casa, ma il trasferimento patrimoniale avviene prima e direttamente tra genitore e figlio.

Esempio

Il padre bonifica al figlio 150.000 €.

Dopo tre settimane il figlio utilizza quella somma, insieme a un mutuo, per pagare l’abitazione.

Il trasferimento dei 150.000 euro è una liberalità diretta di denaro. Il fatto che il figlio li usi per una casa non trasforma automaticamente il bonifico in una donazione indiretta dell’immobile.

3. Quando il bonifico può richiedere il notaio

La donazione diretta di valore non modico richiede normalmente l’atto pubblico notarile e la presenza di due testimoni.

La modicità non dipende da una soglia fissa valida per tutti. Deve essere valutata confrontando l’importo donato con il patrimonio, il reddito e le condizioni economiche del donante.

DonazionePatrimonio del genitoreValutazione indicativa
1.000 €Patrimonio di 800.000 €Può essere considerata modica
20.000 €Patrimonio di 2.000.000 €Va valutata nel contesto
100.000 €Patrimonio di 300.000 €Difficilmente modica
250.000 €Patrimonio di 500.000 €Operazione patrimonialmente molto rilevante
Non esiste la regola dei 5.000, 10.000 o 50.000 euro: la modicità viene valutata in rapporto alle condizioni economiche del donante.

4. Perché una donazione nulla può creare problemi

Se una donazione diretta di valore non modico viene eseguita senza la forma richiesta, può essere contestata sul piano civilistico.

  • richiesta di restituzione della somma;
  • contestazioni tra eredi dopo la morte del genitore;
  • difficoltà nel dimostrare la volontà effettiva;
  • conflitti con i creditori del donante;
  • problemi nella ricostruzione delle quote di legittima;
  • contestazioni sulla natura di prestito o regalo;
  • necessità di un giudizio civile;
  • difficoltà nel documentare l’origine dei fondi;
  • problemi antiriciclaggio presso banca o notaio.
La causale regalo non sana da sola una donazione che richiedeva una forma notarile.

5. Donazione indiretta dell’immobile

La donazione indiretta si realizza quando il risultato economico gratuito viene ottenuto attraverso un atto diverso dalla donazione diretta.

Nel caso della casa, la struttura tipica è questa:

Genitore Paga direttamente il prezzo
Venditore Riceve il pagamento
Figlio Diventa proprietario della casa

Il figlio non riceve necessariamente prima il denaro. Riceve il vantaggio economico rappresentato dall’acquisto dell’immobile pagato, in tutto o in parte, dal genitore.

La differenza pratica: nella donazione diretta viene regalato il denaro. Nella donazione indiretta viene procurato al figlio l’acquisto della casa.

6. Il collegamento deve risultare chiaramente

Per evitare ambiguità, il rogito dovrebbe descrivere la provenienza del denaro e il rapporto tra il pagamento del genitore e l’intestazione dell’immobile al figlio.

Esempio di contenuto da far predisporre al notaio

Il prezzo viene corrisposto, per spirito di liberalità e nell’interesse dell’acquirente, dai genitori del medesimo mediante bonifico tracciabile effettuato direttamente in favore della parte venditrice.

La formula concreta deve essere adattata dal notaio all’operazione reale. Non è sufficiente copiarla in autonomia.

  • identità del genitore che paga;
  • importo pagato;
  • data del bonifico;
  • IBAN del venditore o del notaio;
  • assenza dell’obbligo di restituzione;
  • intento liberale;
  • collegamento con l’acquisto;
  • quota di prezzo finanziata;
  • eventuale presenza di entrambi i genitori;
  • eventuale dispensa dalla collazione;
  • imputazione alla quota disponibile, se prevista.

7. Bonifico al figlio e pagamento al venditore non sono equivalenti

ElementoBonifico al figlioPagamento diretto al venditore
Oggetto della liberalitàDenaroAcquisto dell’immobile
Passaggio sul conto del figlioNon necessario
Forma della donazione direttaDa verificare in base al valoreOperazione collegata al rogito
TracciabilitàBonifico genitore-figlio e figlio-venditoreBonifico genitore-venditore
Descrizione nel rogitoComunque opportunaEssenziale per chiarire il collegamento
Rischio di ambiguitàMaggioreMinore se ben documentata
Non effettuare il bonifico prima di aver parlato con il notaio: il modo in cui circola il denaro può cambiare la qualificazione dell’operazione.

8. Donazione diretta al venditore esterno all’acquisto

Non ogni bonifico al venditore è automaticamente una donazione indiretta esente o collegata all’atto immobiliare.

Se il genitore trasferisce una somma a un soggetto terzo senza un collegamento giuridico e documentale sufficiente con l’acquisto intestato al figlio, l’operazione può essere qualificata diversamente.

Due casi diversi

Caso A

Il padre paga 100.000 euro al venditore il giorno del rogito. L’atto indica espressamente che il pagamento viene effettuato per spirito di liberalità a favore del figlio acquirente.

Caso B

Il padre trasferisce 100.000 euro al venditore sei mesi prima, senza indicazioni nell’atto e senza una causale chiara.

Nel secondo caso il collegamento può essere più difficile da ricostruire.

9. Causale del bonifico

La causale non determina da sola la natura giuridica dell’operazione, ma aiuta a documentare la volontà e la destinazione della somma.

CausaleValutazione pratica
RegaloTroppo generica per somme rilevanti
Aiuto familiareNon chiarisce se si tratta di prestito o donazione
PrestitoPericolosa se non esiste un vero rimborso
Donazione per acquisto casaPiù chiara, ma non sostituisce la forma necessaria
Pagamento prezzo immobile acquistato da…Utile se coerente con il rogito e con le indicazioni del notaio
Versamento infruttiferoDeve corrispondere a un autentico finanziamento familiare
La causale deve descrivere la realtà, non creare artificialmente una realtà diversa.

10. Il prestito familiare

Il genitore può prestare il denaro al figlio invece di donarlo.

Per essere credibile, il prestito deve prevedere un vero obbligo di restituzione, anche se senza interessi.

  • importo del finanziamento;
  • data di erogazione;
  • durata;
  • rate o scadenza finale;
  • eventuale assenza di interessi;
  • modalità di restituzione;
  • bonifici tracciabili;
  • possibilità di rimborso anticipato;
  • conseguenze dell’inadempimento;
  • registrazione della scrittura quando opportuna;
  • coerenza con la capacità reddituale del figlio.
Prestito infruttifero

Somma erogata: 80.000 €.

Durata: 10 anni.

Rata annuale: 8.000 €.

Interessi: zero.

Il figlio restituisce realmente le rate attraverso bonifici con una causale coerente. Il rapporto ha caratteristiche diverse rispetto a una donazione.

Se il rimborso non era mai previsto, chiamarlo prestito non evita la natura gratuita dell’operazione.

11. Prestito trasformato successivamente in donazione

Può accadere che il genitore presti inizialmente il denaro e decida in seguito di rinunciare al credito.

La rinuncia gratuita al credito produce a sua volta un arricchimento del figlio e va analizzata come liberalità.

Esempio

Prestito originario: 100.000 €.

Capitale restituito: 20.000 €.

Credito residuo: 80.000 €.

Il padre decide di non richiederne più il rimborso. La cancellazione gratuita del debito di 80.000 euro non è fiscalmente irrilevante solo perché il denaro era stato trasferito anni prima.

12. Acquisto in comproprietà

Se il genitore vuole conservare un diritto sulla casa, può acquistarne una quota anziché regalare l’intero importo al figlio.

Esempio

Prezzo della casa: 300.000 €.

Apporto del figlio: 180.000 €.

Apporto del genitore: 120.000 €.

Genitore e figlio possono acquistare rispettivamente il 40% e il 60%, se questa è la reale volontà.

Vantaggio

Il genitore conserva un diritto patrimoniale proporzionato al denaro versato.

⚠️

Criticità

Vendita, mutuo, gestione, IMU e successione diventano più complessi.

13. Intestare tutta la casa al figlio ma pagare solo una parte

La donazione indiretta può riguardare l’intero prezzo oppure soltanto una quota.

Esempio parziale

Prezzo della casa: 350.000 €.

Mutuo del figlio: 220.000 €.

Risparmi personali del figlio: 30.000 €.

Somma pagata dai genitori: 100.000 €.

La liberalità indiretta riguarda economicamente i 100.000 euro finanziati dai genitori, non necessariamente l’intero valore dell’immobile.

Nel rogito deve risultare con precisione quali somme provengono dal figlio, quali dal mutuo e quali dai genitori.

14. Genitori sposati e provenienza del denaro

Quando entrambi i genitori partecipano all’aiuto, bisogna chiarire chi effettua la liberalità e da quale patrimonio provengono le somme.

  • conto personale del padre;
  • conto personale della madre;
  • conto cointestato;
  • regime di comunione o separazione;
  • provenienza ereditaria del denaro;
  • percentuale attribuibile a ciascun genitore;
  • franchigia utilizzata nei confronti del figlio;
  • eventuali precedenti donazioni di ciascun genitore;
  • coerenza tra bonifico e atto.
Esempio

I genitori pagano 200.000 euro dal conto cointestato.

Non è sempre prudente presumere senza documenti che ciascun genitore abbia donato esattamente 100.000 euro. La provenienza effettiva delle somme può essere rilevante.

15. Imposta sulle donazioni

BeneficiarioAliquota ordinariaFranchigia ordinaria
Coniuge e figli4%1.000.000 € per beneficiario
Fratelli e sorelle6%100.000 € per beneficiario
Altri parenti nei limiti previsti6%Nessuna franchigia ordinaria
Altri soggetti8%Nessuna franchigia ordinaria
Persona con disabilità graveAliquota in base al rapporto1.500.000 €
Genitore e figlio

Donazione attuale: 300.000 €.

Donazioni precedenti rilevanti: 200.000 €.

Totale teorico: 500.000 €.

Se la franchigia di un milione è disponibile, non emerge l’imposta proporzionale del 4%. Restano però forma, documentazione, spese notarili e conseguenze successorie.

Sotto la franchigia non significa senza regole: l’assenza di imposta non rende valida una donazione diretta eseguita con forma inadeguata.

16. Quando la donazione indiretta collegata all’acquisto può non essere tassata separatamente

La disciplina tributaria prevede un trattamento specifico per alcune liberalità indirette collegate ad atti soggetti a imposta di registro o ad IVA.

Perché il collegamento sia riconoscibile, l’operazione deve essere rappresentata correttamente nel rogito e sostenuta da pagamenti coerenti.

  • liberalità collegata all’acquisto;
  • atto immobiliare registrato;
  • provenienza del prezzo dichiarata;
  • pagamento tracciabile;
  • identità del soggetto che finanzia;
  • intestazione dell’immobile al beneficiario;
  • assenza di passaggi non documentati;
  • coerenza tra importi, date e bonifici;
  • valutazione notarile preventiva.
Il vantaggio fiscale dipende dalla struttura reale dell’operazione, non dalla semplice intenzione familiare.

17. Agevolazione prima casa del figlio

Il fatto che il prezzo sia pagato dai genitori non impedisce automaticamente al figlio di richiedere l’agevolazione prima casa.

Il beneficiario deve però possedere personalmente i requisiti previsti.

  • categoria catastale ammessa;
  • residenza nel Comune o trasferimento nei termini;
  • assenza di diritti incompatibili nel Comune;
  • assenza di altro immobile acquistato con l’agevolazione, salvo eccezioni;
  • dichiarazioni corrette nel rogito;
  • mantenimento dei requisiti successivi;
  • verifica della vendita infraquinquennale;
  • eventuale riacquisto nei termini.
Il genitore paga, ma l’agevolazione viene valutata sulla situazione del figlio acquirente.

18. Mutuo intestato al figlio e anticipo pagato dai genitori

Una struttura molto frequente prevede che i genitori finanzino l’anticipo e il figlio sottoscriva il mutuo.

Esempio

Prezzo dell’immobile: 280.000 €.

Mutuo del figlio: 200.000 €.

Anticipo versato dai genitori: 80.000 €.

Nel rogito e nei documenti bancari deve risultare chi ha pagato l’anticipo, chi riceve il mutuo e chi diventa proprietario.

  • delibera del mutuo;
  • provenienza dell’anticipo;
  • assegni o bonifici al preliminare;
  • saldo al rogito;
  • spese notarili;
  • provvigione dell’agenzia;
  • imposte;
  • eventuali lavori iniziali;
  • indicazione della liberalità nell’atto.

19. Caparra pagata prima del rogito

Il problema va affrontato già al preliminare, non soltanto il giorno dell’atto definitivo.

Esempio

Il padre versa direttamente all’agenzia o al venditore una caparra di 30.000 euro per la casa intestata al figlio.

Se il rogito successivo non ricostruisce quel pagamento, l’origine della somma può risultare poco chiara.

  • indicare chi versa la caparra;
  • specificare nell’interesse di chi viene versata;
  • conservare la proposta di acquisto;
  • conservare il preliminare;
  • usare bonifici o assegni tracciabili;
  • comunicare tutto al notaio;
  • richiamare il pagamento nel rogito definitivo.

20. Spese notarili e imposte pagate dai genitori

L’aiuto familiare può comprendere anche imposte, provvigione, arredamento e lavori.

Queste somme possono rappresentare ulteriori liberalità e devono essere considerate nella ricostruzione complessiva.

SpesaImportoSoggetto che paga
Anticipo casa100.000 €Genitori
Notaio e imposte8.000 €Genitori
Agenzia immobiliare10.000 €Genitori
Arredamento25.000 €Genitori
Totale aiuto143.000 €Genitori
Per valutare l’equilibrio tra figli conta l’intero aiuto economico, non soltanto il prezzo indicato nel rogito.

21. Detrazioni sul mutuo

La detrazione degli interessi sul mutuo per l’abitazione principale spetta al soggetto che possiede i requisiti fiscali, è intestatario del contratto e sostiene effettivamente gli interessi.

Il fatto che i genitori abbiano pagato l’anticipo non attribuisce loro automaticamente il diritto alla detrazione del mutuo intestato al figlio.

Mutuo, proprietà e pagamento degli interessi devono essere coordinati: intestazioni costruite male possono far perdere la detrazione.

22. Figlio sposato: a chi appartiene la casa?

Se l’immobile viene intestato soltanto al figlio, bisogna valutare il suo regime patrimoniale e la provenienza del denaro.

  • comunione o separazione dei beni;
  • acquisto personale;
  • dichiarazione del coniuge nell’atto;
  • provenienza donativa delle somme;
  • mutuo intestato a uno o entrambi;
  • rate pagate dal coniuge;
  • destinazione ad abitazione familiare;
  • possibile assegnazione in caso di separazione;
  • figli minorenni;
  • documentazione della liberalità.
La provenienza donativa del denaro deve essere dichiarata e documentata. Non va presunto che ogni casa acquistata durante il matrimonio appartenga automaticamente a entrambi o soltanto a uno.

23. Casa intestata alla coppia ma denaro dato solo al figlio

Un caso delicato si verifica quando i genitori finanziano il proprio figlio, ma l’immobile viene intestato al 50% anche al coniuge.

Esempio

Somma versata dai genitori: 200.000 €.

Casa intestata:

  • 50% al figlio;
  • 50% alla nuora o al genero.

Bisogna chiarire se i genitori volevano beneficiare soltanto il figlio oppure entrambi gli acquirenti.

Una parte del vantaggio economico può risultare attribuita anche al coniuge del figlio, con conseguenze fiscali e successorie differenti.

Prima del rogito: intestazione della casa e beneficiari reali dell’aiuto devono coincidere con la volontà familiare.

24. Donazione a un figlio e futuro divorzio

La casa può essere un bene personale del figlio, ma l’utilizzo come abitazione familiare e la presenza di figli minori possono influire sulla disponibilità concreta dell’immobile.

  • assegnazione della casa familiare;
  • rate del mutuo pagate da entrambi;
  • lavori sostenuti dal coniuge;
  • contestazioni sulla provenienza del denaro;
  • cointestazione non voluta dai genitori;
  • vendita bloccata dal conflitto;
  • diritto dei figli a mantenere l’abitazione;
  • accordi di separazione.
La donazione protegge la provenienza patrimoniale, ma non elimina tutte le conseguenze familiari dell’utilizzo della casa.

25. Effetti nella futura successione del genitore

La liberalità effettuata a favore di un figlio può dover essere considerata quando si aprirà la successione del genitore.

Massa di calcolo = patrimonio rimasto − debiti + donazioni rilevanti

Il calcolo serve a verificare le quote riservate a coniuge e figli e la parte disponibile.

Esempio con due figli

Casa acquistata al figlio A: 300.000 €.

Patrimonio rimasto alla morte del padre: 500.000 €.

Figlio B: nessuna donazione.

Non è sempre corretto dividere semplicemente i 500.000 euro residui in parti uguali. L’acquisto finanziato in precedenza può dover essere considerato nella ricostruzione successoria.

26. Collazione

La collazione serve, in determinate successioni, a considerare le donazioni ricevute da coniuge e discendenti nella futura divisione ereditaria.

⚖️

Senza dispensa

Il figlio può dover conferire o imputare quanto ricevuto nel riequilibrio della divisione.

📜

Con dispensa

Il genitore può dispensare dalla collazione nei limiti della quota disponibile.

La dispensa non può cancellare la legittima spettante agli altri familiari.

27. Il valore da considerare non è sempre il bonifico originario

Quando la liberalità indiretta ha procurato l’acquisto di un immobile, la ricostruzione civilistica può concentrarsi sul bene acquistato e non soltanto sull’importo nominale pagato anni prima.

Esempio

Denaro pagato nel 2010: 150.000 €.

Valore della casa nel 2026: 320.000 €.

Non va dato per scontato che, nella futura successione, rilevino esclusivamente i 150.000 euro originari. La qualificazione concreta dell’operazione e le regole della collazione devono essere verificate.

Specificare nel rogito l’oggetto della liberalità riduce il rischio di discussioni sul valore futuro.

28. Lesione della legittima

Se l’aiuto a un figlio supera la quota disponibile e riduce i diritti riservati agli altri legittimari, possono nascere contestazioni.

Esempio semplificato

Padre vedovo con due figli.

Casa comprata al figlio A: 500.000 €.

Patrimonio rimasto alla morte: 100.000 €.

Il figlio B riceverebbe soltanto una parte molto ridotta del patrimonio complessivo. Dovranno essere verificate quota di riserva, disponibile ed eventuale azione di riduzione.

Essere proprietario da anni non rende automaticamente intoccabile il vantaggio ricevuto nei rapporti interni tra eredi.

29. Donazione indiretta e nuovo regime degli immobili provenienti da donazione

La disciplina degli immobili provenienti da donazione è stata modificata per aumentare la sicurezza della circolazione e ridurre il rischio che i terzi acquirenti subiscano conseguenze dirette dalle future pretese dei legittimari.

Questo non elimina però i rapporti economici tra donatario, eredi e legittimari eventualmente lesi.

Conseguenza pratica: la vendibilità dell’immobile può essere più semplice rispetto al passato, ma la donazione continua a dover essere considerata nella pianificazione successoria.

30. Vendita futura della casa comprata dai genitori

Il figlio diventa proprietario e può decidere di vendere l’immobile, salvo vincoli specifici.

  • eventuale plusvalenza immobiliare;
  • vendita entro cinque anni;
  • abitazione principale;
  • decadenza dall’agevolazione prima casa;
  • riacquisto nei termini;
  • mutuo residuo;
  • provenienza donativa;
  • conservazione del rogito originario;
  • rapporti con fratelli e genitori;
  • eventuali accordi familiari.
Il genitore non mantiene un diritto di veto solo perché ha pagato il prezzo, a meno che sia stato costruito un diverso diritto giuridico.

31. Il genitore può chiedere indietro la casa?

Una donazione non è normalmente revocabile perché il genitore cambia idea o ha successivamente bisogno di denaro.

Le ipotesi di revocazione sono limitate e non equivalgono a un diritto generale di ripensamento.

  • il figlio può rifiutare di vendere;
  • la casa può essere gravata da ipoteca;
  • il figlio può avere creditori;
  • l’immobile può essere stato rivenduto;
  • il coniuge può viverci con i figli;
  • il genitore può perdere autonomia finanziaria;
  • un nuovo trasferimento richiede un altro atto.
Prima di comprare casa al figlio, il genitore deve verificare quanto patrimonio resterà disponibile per la propria vecchiaia.

32. Creditori del genitore

Un trasferimento gratuito effettuato quando esistono debiti può essere contestato dai creditori se riduce la loro possibilità di soddisfarsi.

  • mutui e prestiti;
  • debiti fiscali;
  • fideiussioni;
  • cause in corso;
  • attività imprenditoriale;
  • patrimonio residuo insufficiente;
  • liberalità effettuata dopo il sorgere del debito;
  • possibile azione revocatoria.
Comprare una casa al figlio non è uno strumento sicuro per sottrarre denaro ai creditori.

33. Creditori del figlio

Dal giorno dell’acquisto la casa appartiene al figlio ed entra nel suo patrimonio.

  • debiti personali;
  • fideiussioni;
  • cartelle fiscali;
  • attività imprenditoriale rischiosa;
  • ipoteca volontaria;
  • pignoramento;
  • procedure concorsuali;
  • nuovi finanziamenti garantiti dall’immobile.
Il denaro esce dal patrimonio del genitore e la casa entra nei rischi patrimoniali del figlio.

34. Acquisto della sola nuda proprietà al figlio

Il genitore può pagare l’acquisto della nuda proprietà al figlio, mentre un altro soggetto conserva o acquista l’usufrutto.

L’operazione deve essere analizzata considerando valore fiscale dei diritti, futura consolidazione e rapporti successori.

Esempio

Il padre acquista l’usufrutto dell’immobile e paga anche la nuda proprietà intestata al figlio.

Il figlio riceve indirettamente il valore della nuda proprietà. Alla morte del padre l’usufrutto si estingue e il figlio diventa pieno proprietario.

Questa struttura può proteggere il godimento del genitore, ma deve essere confrontata con donazione della nuda proprietà, diritto di abitazione e piena proprietà mantenuta dal genitore.

35. Casa comprata al figlio minorenne

Un minore può ricevere un immobile, ma l’operazione richiede particolari cautele e autorizzazioni.

  • rappresentanza dei genitori;
  • possibile conflitto di interessi;
  • autorizzazione del giudice tutelare;
  • eventuale curatore speciale;
  • mutuo difficilmente intestabile al minore;
  • spese future dell’immobile;
  • vendita subordinata ad autorizzazione;
  • locazione e gestione dei canoni;
  • interesse concreto del minore;
  • documentazione della provenienza dei fondi.
Intestare una casa a un minore riduce molto la flessibilità futura della famiglia.

36. Figlio residente all’estero

L’acquisto finanziato dai genitori può avere conseguenze anche nel Paese di residenza del figlio.

  • residenza fiscale del figlio;
  • obblighi dichiarativi esteri;
  • imposte sulle donazioni nel Paese estero;
  • credito per imposte pagate in Italia;
  • monitoraggio dell’immobile;
  • redditi da locazione;
  • doppia imposizione;
  • successione transfrontaliera;
  • valuta del pagamento;
  • documenti tradotti e apostillati quando necessari.
La franchigia italiana non garantisce che la donazione sia esente anche nel Paese in cui vive il figlio.

37. Controlli antiriciclaggio della banca e del notaio

Somme elevate trasferite tra familiari devono avere una provenienza chiara e documentabile.

  • estratti conto del genitore;
  • disinvestimenti;
  • vendita di immobili;
  • eredità ricevute;
  • redditi accumulati;
  • contratti di finanziamento;
  • causali dei bonifici;
  • documenti sulla compravendita;
  • identificazione del titolare effettivo;
  • coerenza economica dell’operazione.
La banca può chiedere documenti aggiuntivi o sospendere temporaneamente l’operazione se la provenienza delle somme non è sufficientemente chiara.

38. Documenti da preparare

🏦

Documenti finanziari

Estratti conto, disinvestimenti, bonifici, mutuo, assegni e prova dell’origine delle somme.

🏠

Documenti immobiliari

Proposta, preliminare, rogito, visure, planimetrie, APE e documentazione prima casa.

  • documenti dei genitori e del figlio;
  • codici fiscali;
  • regime patrimoniale;
  • proposta di acquisto;
  • contratto preliminare;
  • ricevute della caparra;
  • delibera del mutuo;
  • estratti conto;
  • contabili dei bonifici;
  • prova della provenienza del denaro;
  • elenco delle donazioni precedenti;
  • situazione degli altri figli;
  • eventuale testamento;
  • requisiti prima casa;
  • accordi sul rimborso se si tratta di prestito;
  • indicazioni da inserire nel rogito.

39. Procedura operativa passo per passo

Definisci la vera intenzione

Stabilisci se il denaro viene regalato, prestato oppure investito in una quota della casa.

Verifica il patrimonio residuo dei genitori

Non trasferire somme che potrebbero servire per pensione, assistenza, salute o emergenze.

Ricostruisci le donazioni precedenti

Servono per franchigia, collazione e confronto tra figli.

Parla con il notaio prima del bonifico

La circolazione del denaro deve essere coerente con la struttura scelta.

Verifica il mutuo

Controlla anticipo richiesto, intestazione, detrazioni e tempi di erogazione.

Documenta la caparra

Indica chi la versa e nell’interesse di chi.

Usa pagamenti tracciabili

Evita contanti, causali vaghe e passaggi inutili tra più conti.

Inserisci la provenienza nel rogito

Il notaio deve poter ricostruire importi e soggetti coinvolti.

Valuta collazione e dispensa

Coordina l’aiuto con i diritti degli altri figli e del coniuge.

Conserva il fascicolo

Rogito, bonifici, accordi e documenti devono restare reperibili anche dopo molti anni.

40. Come costruire un fascicolo familiare

  • copia del rogito;
  • copia del preliminare;
  • bonifici dei genitori;
  • bonifici del mutuo;
  • assegni circolari;
  • causali dei pagamenti;
  • dichiarazioni inserite nell’atto;
  • eventuale scrittura di prestito;
  • rate restituite;
  • documenti sulla franchigia;
  • elenco delle donazioni precedenti;
  • eventuale dispensa dalla collazione;
  • valutazione patrimoniale del genitore;
  • comunicazioni del notaio;
  • documenti antiriciclaggio.
Il fascicolo serve soprattutto tra venti o trent’anni, quando il genitore potrebbe non essere più in grado di spiegare l’operazione.

41. Errori comuni da evitare

Fare il bonifico prima del notaio

La struttura dell’operazione può diventare difficile da correggere.

Scrivere solo regalo

Una causale generica non risolve forma, imposte e successione.

Chiamarlo prestito senza rimborso

La sostanza gratuita può emergere nonostante il nome usato.

Ignorare gli altri figli

L’aiuto può riemergere nella futura divisione ereditaria.

Guardare solo la franchigia

L’assenza di imposta non sostituisce la forma civilistica.

Pagare una casa cointestata senza chiarire i beneficiari

Parte del vantaggio può andare anche al coniuge del figlio.

Trasferire tutti i risparmi

I genitori possono restare senza liquidità per la vecchiaia.

Non documentare la provenienza

Banca e notaio possono chiedere chiarimenti o sospendere l’operazione.

Pensare di mantenere il controllo

La casa appartiene al figlio, che potrà disporne secondo i suoi diritti.

Non aggiornare il testamento

Il piano successorio potrebbe diventare incoerente con la donazione effettuata.

42. Tabella riepilogativa

SoluzioneQuando può essere adattaVantaggioRischio principale
Bonifico diretto al figlioSomme modiche o donazione formalizzataSemplicità operativaInvalidità se manca la forma necessaria
Pagamento diretto al venditoreAcquisto intestato al figlioCollegamento con la casaAtto e bonifici non coordinati
Prestito familiareIl figlio può restituire la sommaIl genitore conserva un creditoPrestito fittizio
ComproprietàIl genitore vuole mantenere una quotaDiritto patrimoniale effettivoGestione e vendita condivise
Nuda proprietà al figlioIl genitore vuole mantenere il godimentoPassaggio generazionale anticipatoScarsa flessibilità futura
Donazione diretta notarileSomma rilevante trasferita al figlioForma e volontà chiareCosti e conseguenze successorie
Aiuto non documentatoMai consigliabile per somme rilevantiNessuno realeContenzioso fiscale e familiare

43. FAQ

Posso bonificare 100.000 euro a mio figlio per comprare casa?

Puoi trasferire la somma, ma una donazione diretta di valore non modico richiede normalmente l’atto pubblico. La struttura va definita prima con il notaio.

Basta scrivere donazione nella causale?

No. La causale aiuta a documentare l’operazione, ma non sostituisce la forma prevista dalla legge.

Cos’è una donazione indiretta?

È un’operazione con cui il beneficiario viene arricchito gratuitamente attraverso un atto diverso dalla donazione diretta, per esempio il pagamento della casa intestata a lui.

Conviene pagare direttamente il venditore?

Può essere la struttura più chiara per una donazione indiretta dell’immobile, purché il collegamento risulti nel rogito e nei pagamenti.

Posso far transitare i soldi sul conto di mio figlio?

Sì, ma il trasferimento può configurare una donazione diretta di denaro. Non è equivalente al pagamento diretto del venditore.

Quanto si paga di imposta tra genitore e figlio?

L’aliquota ordinaria è del 4% sulla parte che supera la franchigia di un milione di euro per beneficiario, considerando la disciplina delle precedenti donazioni.

Sotto un milione non serve il notaio?

No. Franchigia fiscale e forma civilistica sono questioni diverse. Una donazione può non generare imposta ma richiedere comunque l’atto pubblico.

Posso chiamarlo prestito?

Soltanto se esiste un vero obbligo di restituzione documentato e rispettato.

Il prestito può essere senza interessi?

Sì. Può essere infruttifero, ma durata, importo e modalità di rimborso devono essere chiari.

Se mio figlio non restituisce nulla cosa succede?

Il rapporto può essere contestato come liberalità o come prestito non adempiuto, a seconda dei documenti e della volontà reale.

Posso pagare solo l’anticipo?

Sì. La liberalità può riguardare una parte del prezzo, mentre il resto viene coperto dal figlio o dal mutuo.

Posso pagare notaio e agenzia?

Sì, ma anche queste somme rappresentano un ulteriore beneficio economico e vanno documentate.

Il figlio può usare l’agevolazione prima casa?

Sì, se possiede personalmente tutti i requisiti previsti, indipendentemente da chi finanzia il prezzo.

Posso detrarre io gli interessi del suo mutuo?

No solo perché hai pagato l’anticipo. La detrazione segue intestazione del mutuo, proprietà, pagamento degli interessi e requisiti fiscali.

La casa resta mia perché l’ho pagata?

No. Se viene intestata al figlio, il proprietario è il figlio, salvo quote o diritti diversi risultanti dall’atto.

Posso impedirgli di venderla?

Non automaticamente. Per conservare poteri o diritti devono essere valutate strutture diverse, come comproprietà, usufrutto o altri vincoli ammessi.

La casa entra nella futura successione?

Non come bene ancora del genitore, ma la liberalità può rilevare per collazione, imputazione e tutela della legittima.

Gli altri figli possono contestare?

Possono farlo se i loro diritti di legittima risultano lesi o se l’operazione non è stata correttamente ricostruita.

Posso dispensare mio figlio dalla collazione?

La dispensa può essere prevista nei limiti della quota disponibile. Non può pregiudicare i diritti riservati agli altri legittimari.

Che valore conta nella successione?

Dipende dalla qualificazione della liberalità e dalle regole civilistiche applicabili. Non sempre coincide con il solo importo del bonifico originario.

Se la casa è intestata anche al coniuge di mio figlio?

Bisogna chiarire se la liberalità era destinata a entrambi o soltanto al figlio. Una parte del vantaggio può risultare attribuita anche al coniuge.

Se mio figlio divorzia perde la casa?

La proprietà e la provenienza donativa restano rilevanti, ma l’uso della casa familiare può essere influenzato dalla presenza di figli e dai provvedimenti di separazione.

I creditori di mio figlio possono aggredirla?

Sì. La casa entra nel patrimonio del figlio e può essere esposta ai suoi debiti.

Posso comprare la nuda proprietà a mio figlio?

Sì, ma vanno valutati usufrutto, imposte, valore dei diritti e conseguenze successorie.

Qual è la prima cosa da fare?

Parlare con il notaio prima di trasferire caparra, anticipo o saldo, spiegando con precisione chi paga e chi diventerà proprietario.

Conclusione

Comprare una casa al figlio può essere un aiuto decisivo, ma non dovrebbe essere gestito come un semplice bonifico familiare.

Il primo passaggio è chiarire la volontà reale. Il denaro viene regalato, prestato oppure investito in una quota della casa? Il genitore vuole trasferire tutto senza mantenere diritti oppure desidera conservare una parte dell’immobile?

Se la somma viene donata direttamente al figlio ed è di valore non modico, la forma notarile deve essere valutata con attenzione. Se invece il genitore paga direttamente il venditore e procura al figlio l’acquisto della casa, l’operazione può configurare una donazione indiretta, da collegare chiaramente al rogito.

In entrambi i casi servono tracciabilità, documentazione e coordinamento con la futura successione. La franchigia fiscale non elimina il rischio di invalidità e non impedisce che la liberalità venga considerata nel confronto tra fratelli.

Anche il patrimonio residuo dei genitori conta. Trasferire una somma elevata può lasciare meno risorse per pensione, assistenza, salute e imprevisti. Una volta intestata la casa al figlio, inoltre, il bene entra nei suoi rischi patrimoniali e familiari.

La regola da ricordare: prima del bonifico devono essere già chiari beneficiario, oggetto della liberalità, provenienza del denaro, effetti sugli altri figli e testo da inserire nel rogito.

Un trasferimento ben costruito può aiutare il figlio e ridurre i problemi futuri. Un bonifico improvvisato può invece lasciare alla famiglia una donazione incerta, una successione squilibrata e documenti difficili da ricostruire.

Vuoi aiutare tuo figlio a comprare casa senza creare problemi fiscali o successori?

Contattami come sempre via email, WhatsApp o Calendly e analizziamo insieme liquidità, investimenti da dismettere, mutuo, patrimonio residuo, posizione degli altri figli e struttura dell’operazione, coinvolgendo il notaio quando necessario.

Prenota ora

Fonti e riferimenti aggiornati

  • Codice civile, articoli 769 e seguenti: disciplina della donazione.
  • Codice civile, articolo 782: forma della donazione.
  • Codice civile, articolo 783: donazione di modico valore.
  • Codice civile, articoli 737 e seguenti: collazione.
  • Codice civile, articoli 536 e seguenti: legittimari e quote riservate.
  • Codice civile, articoli 555 e seguenti: riduzione delle disposizioni lesive.
  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346: imposta sulle successioni e donazioni.
  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, articolo 1, comma 4-bis: liberalità collegate ad atti soggetti a imposta di registro o IVA.
  • Agenzia delle Entrate, risposta n. 366 del 6 luglio 2022.
  • Agenzia delle Entrate, risposta n. 7 del 12 gennaio 2024.
  • Agenzia delle Entrate: aliquote e franchigie dell’imposta di donazione.
  • Agenzia delle Entrate: guida all’acquisto della casa e agevolazioni prima casa.
  • Consiglio Nazionale del Notariato: donazioni e liberalità indirette.
  • Consiglio Nazionale del Notariato: successioni e tutela dei legittimari.
  • Normativa antiriciclaggio e obblighi di adeguata verifica della clientela.

Contenuto divulgativo aggiornato al 27 luglio 2026. La qualificazione come donazione diretta, indiretta o prestito dipende dal percorso effettivo del denaro, dal contenuto del rogito, dalla volontà delle parti e dalla documentazione disponibile. Prima di versare caparra, anticipo o saldo è opportuno far verificare la struttura al notaio e coordinare gli aspetti fiscali e successori con i professionisti competenti.

About the author 

Poggi Leonardo

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}
Title Banner with Sidebar

Ottieni Gratuitamente l'e-Book

Investimenti - I 10 errori da EVITARE

>