Gennaio 8, 2024

Nel corso del 2023, i contribuenti italiani che si sono attenuti diligentemente agli obblighi fiscali hanno affrontato un’imponente pressione fiscale reale del 47,4%, rivelando un aumento di quasi cinque punti percentuali rispetto al dato ufficiale dell’anno precedente, che si fermava al 42,5%. Questo dato emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Cgia.

La disparità tra la pressione fiscale ufficiale e quella effettivamente sostenuta dai contribuenti onesti si spiega con la presenza dell’economia non osservata nel calcolo del Pil. Questa componente, la cui contribuzione alle entrate statali è per definizione nulla, fa sì che, una volta esclusa dal Pil, il peso fiscale reale sui contribuenti onesti salga inevitabilmente, portando il carico fiscale effettivo del 2023 al 47,4%.

Nonostante una leggera diminuzione dello 0,2% nella pressione fiscale rispetto all’anno precedente, grazie alla rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni dell’Irpef e a un modesto aumento del Pil, il costo della vita per gli italiani è aumentato. Molte spese quotidiane, come bollette, Tari, ticket sanitari, pedaggi autostradali e servizi postali, sono cresciute, rendendo difficile percepire la riduzione delle tasse.

Guardando all’economia non osservata, si stima che nel 2021 ammontasse a 192 miliardi di euro, di cui 173,8 miliardi erano attribuibili al sommerso economico e altri 18,2 miliardi alle attività illegali. Recentemente aggiornato, il report sull’economia sommersa e sull’evasione fiscale in Italia stima un tax gap di 83,6 miliardi di euro. L’Irpef dei lavoratori autonomi è l’imposta maggiormente soggetta a evasione, con un gap stimato del 67,2%.

Anche tra i lavoratori autonomi, esclusi dal pagamento dell’Irap, si osservano sacche di evasione che richiedono contrasto. Tuttavia, le stime del Mef sollevano dubbi, specialmente per l’assenza del tax gap relativo agli autonomi che aderiscono al regime fiscale dei “minimi,” rappresentando oltre la metà dei lavoratori indipendenti in Italia (circa 2,5 milioni).

In conclusione, l’evidente discordanza tra i dati presentati dal Mef e la realtà del carico fiscale sostenuto dai contribuenti onesti nel 2023 secondo lo studio della Cgia solleva dubbi sulla affidabilità delle statistiche ufficiali.

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Poggi Leonardo

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