Luglio 11, 2020

Le basi

I vari beni e servizi che utilizziamo quotidianamente hanno un prezzo, che può variare nel tempo: alcuni possono subire un aumento, altri una riduzione. Si parla di inflazione quando c’è un aumento generalizzato dei prezzi e, quindi, quando con un’unità di moneta si può acquistare una minore quantità di beni e di servizi rispetto a prima. In altre parole, quando il valore reale dell’unità di moneta è inferiore al passato.

Come si calcola l’inflazione

Non siamo tutti uguali e proprio per questo motivo le nostre abitudini di spesa non sono tutte uniformi. Partendo da questa teoria, chi si occupa di calcolare l’inflazione – in Italia è l’Istituto nazionale di statistica (Istat) – crea un apposito paniere di beni e di servizi, ossia una specie di carrello all’interno del quale viene valutato un catalogo di beni e di servizi consumati dalle famiglie nel corso dell’anno.

Nel definire il paniere, sul quale poi calcolare l’andamento dei prezzi, si tiene conto dei beni di uso quotidiano (alimentari giornali, benzina) dei beni durevoli (abbigliamento, elettrodomestici) e anche dei servizi (dentista, assicurazioni). Le abitudini di spesa medie dell’insieme delle famiglie determinano il peso da attribuire ai diversi beni e servizi.

Una volta creato il paniere, bisogna definirne il prezzo, dato semplicemente dalla quantità dei beni per il relativo prezzo. Questo calcolo viene effettuato ogni anno: il tasso di inflazione sui 12 mesi non è nient’altro che la variazione percentuale da un anno all’altro.

Diversi tipi di indici

L’Istat, oltre all’indice che misura le variazioni di prezzo del paniere, elabora in totale 3 indici:

  1. NIC – l’indice relativo all’intera collettività nazionale, che considera l’Italia come un’unica grande famiglia di consumatori, anche se all’interno le abitudini di spesa sono molto diverse tra loro;
  2. FOI – l’indice relativo ad operai e impiegati che si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente;
  3. IPCA – l’indice armonizzato europeo, sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Il concetto di “armonizzato” fa riferimento al fatto che tutti i Paesi dell’Unione europea adottano la stessa metodologia di calcolo.

Perché è importante

L’inflazione è un dato macroeconomico molto importante ed è alla base delle decisioni di politica monetaria delle banche centrali globali. Il compito principale della Banca Centrale è di mantenere una certa stabilità dei prezzi, che secondo la BCE e la FED si traduce in un’inflazione target del 2%, valore adesso parecchio distante, almeno per la zona euro.

Articolo originale

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Poggi Leonardo

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