Febbraio 23, 2020

Non ne sapevi nulla di finanza e hai iniziato ad investire, magari con un fondo comune prudente.

Ti è andata bene – hai pensato che forse non era poi così difficile.

Così hai iniziato a leggiucchiare di trading online (c’è chi dice che si possono fare un sacco di soldi).

E ti sei anche iscritto a un corso di trading online: il tipo che lo tiene è molto noto nell’ambiente. Un figo. Un guru.

Ora non sei come qualche mese fa, ora sei un esperto: inizi a fare trading di brutto, su Borse e FX.

Poi ha cominciato ad andare male – ma è solo sfortuna, con la formazione ricevuta è impossibile non guadagnare.

Hai perso molto. Davvero molto.

Game over.

Ecco, questa è una storia di overconfidence.

È una tendenza innata nell’essere umano: chi più chi meno, chi in modo più esplicito chi solo “segretamente”, ci piace credere di essere più “bravi” degli altri nelle cose che facciamo.

Non si contano le indagini che evidenziano come la maggioranza delle persone si consideri sopra la media dei propri pari quando si parla di tratti positivi. Una su tutte1 – elaborata dal ricercatore dell’Università di Stoccolma Ola Svenson nel 1981 – ha rilevato che ben il 93% degli automobilisti americani si sentiva un guidatore migliore della media.

Senza arrivare a scomodare uno dei sette peccati capitali – la superbia – in questa sede ci è sufficiente parlare di “eccesso di fiducia” – “overconfidence”, per dirla con i termini usati dagli esperti di finanza comportamentale2.

Le conseguenze, per chi investe sui mercati finanziari, spaziano dalla perdita di rendimenti a un timing di acquisto/vendita errato, fino a un risparmio insufficiente per la pensione.

Come si manifesta l’overconfidence?

Partiamo da un presupposto molto semplice: capire sistematicamente quali azioni batteranno il mercato è praticamente impossibile, anche per chi fa il gestore di professione: le variabili in gioco sono troppe e completamente imprevedibili. Ma le persone ci provano ugualmente, costantemente. trascurando i fattori che esulano dal proprio controllo.

Questo può portare a svariate distorsioni cognitive, tutte riconducibili a un eccesso di fiducia: sovrastimare le proprie abilità di scegliere i titoli e prevederne le performance, pensando che non ci saranno mai sorprese.

Sopravvalutare la nostra capacità di valutare la situazione rispetto agli altri investitori, pensando di essere più bravi ad analizzare i dati pubblici e a “fiutare” i segnali di un imminente crollo/rally di un titolo.

Eccedere nell’ottimismo, pensando solo alle cose positive senza considerare che qualcosa potrebbe andare storto.

Quali sono gli effetti sugli investimenti?

Veniamo alle conseguenze. Un investitore “accecato” dall’overconfidence potrebbe assumersi più rischi del necessario, o movimentare il portafoglio troppo spesso.

O ancora, potrebbe avere aspettative troppo elevate, per esempio in termini di rendimento o di pensione futura: se nel primo caso il rischio è solo quello di uno scontro poco piacevole con la realtà, nel secondo ci si potrebbe trovare “a sorpresa” alla fine della propria carriera lavorativa con un risparmio previdenziale insufficiente.

Come proteggersi?

La prima cosa da tenere a mente è che nessun investitore, nemmeno il più preparato o il più intelligente, può vincere tutte le sue scommesse. Tanto vale mettersi il cuore in pace: l’unica è cercare di compiere scelte il più possibile razionali e non lasciarsi tentare da opportunità di guadagni stellari e immediati – investire è un processo lungo, per raccoglierne i frutti serve tempo.

La seconda è che evitare del tutto le trappole mentali è molto difficile – fanno parte della natura umana. Però sapere della loro esistenza è già un’arma a nostro favore, che ci permette di vigilare in modo più attento sul nostro stesso comportamento.

Detto questo, ecco qualche consiglio pratico per cercare di evitare, nei limiti del possibile, la trappola dell’overconfidence:

  • Valutare attentamente ogni scenario prima di prendere una decisione

Tradotto: “partire per la tangente” è pericoloso. Meglio fermarsi a riflettere sui pro e i contro della propria idea e prendere in considerazione anche possibilità alternative.

  • Chiedere un secondo parere

Il consiglio di un esperto può sempre tornare utile, anche solo per mostrarci la realtà da una prospettiva differente dalla nostra.

  • Diversificare3

È la regola d’oro di ogni investimento: non concentrare tutto il rischio su singoli titoli, ma “spalmarlo” su aree e settori diversi, in modo da non trovarsi sistematicamente con tutti gli investimenti in perdita nello stesso momento.

  • Fissare obiettivi di lungo termine (e cercare di concentrarsi su di essi)

Investire non è una gara contro il mercato, né una sfida con se stessi o gli altri investitori. Si tratta piuttosto di costruire un portafoglio pensato per poter raggiungere i propri obiettivi di lungo periodo – un’entrata integrativa per la pensione o un “tesoretto” per pagare gli studi dei figli, per esempio.

Articolo originale

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Poggi Leonardo

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