Aggiornamento Mercati: Settembre 2025

(Cliccando sulle immagini potete zoomarle)

Una estate decisamente tranquilla quella che abbiamo vissuto, soprattutto dopo tutto ciò che è passato nel primo semestre di quest'anno, tra Dazi e Guerre.
Questo aggiornamento sarà quindi più breve del solito, proprio a significato che non vi è molto di rilevante da notare.

Per chi se l'era perso, qui l'aggiornamento del semestre: https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-primo-semestre-del-2025/

Da inizio anno, TUTTI gli indici azionari sono in positivo. Anche se fino a qualche mese fa poteva essere difficilmente pensabile - consideriamo ad esempio la settimana dei dazi, nella quale i mercati sono scesi anche del 5% giornalmente - ad oggi ci troviamo in una condizione completamente diversa.

L'Italia e in generale tutta l'Europa spiccano, con un rendimento decisamente fuori dal comune, zavorrati solamente dalla Francia, gravati dal problema governativo che sta vivendo in questi mesi. Bene anche gli USA, nonostante il problema della svalutazione del dollaro, che segna a noi investitori europei performance decisamente inferiori.

Questa differenza di performance tra gli USA e il mondo non è stata cosa normale negli ultimi anni, anzi.
E' un evento molto eccezionale - dato ovviamente dalle differenze di mercati, che ha visto crescere gli USA in modo molto più marcato - e l'ultima volta che si è avvistato una differenza simile risale addirittura a 16 anni fa, nel 2009.
Una sottoperformance incredibile da credere, dato che i listini USA (S&P500) hanno già registrato oltre 20 nuovi record storici da inizio anno, superando la soglia psicologica di 6.500 punti. Anche il Dow Jones ha superato un nuovo record storico, portandosi anche a battere un ulteriore record. Ovvero quello del 1989-2000, per gli anni in cui si sono registrati nuovi massimi di fila.

Sulla striscia di questi dati, i mercati hanno vissuto un primo semestre comunque nettamente positivo. Ma allora perchè sui nostri portafogli non abbiamo visto un risultato cosi forte?


Il problema, possiamo darlo alle valutazioni del dollaro.

Ad oggi, a differenza della "normalità", dove nelle situazioni di crisi il dollaro diventa un bene rifugio per la sua posizione dominante nel mondo, il dollaro si è fortemente svalutato da inizio anno. Vuoi per reale strategia economica - un dollaro più debole infatti è una minaccia molto più forte dei dazi per tutti i Paesi del mondo - o per altro, i nostri investimenti solo calati di valore anche per questo.

Difatti, quando noi investiamo negli USA, i nostri investimenti vengono convertiti in Dollari, essendo la valuta di riferimento - a differenza di investimenti ad esempio in Europa, dove rimane il tutto in Euro. Una volta che poi andremo a vendere eventualmente l'investimento, quell'investimento in dollari verrà riconvertito in Euro, dandoci l'accredito sul conto in Euro, esattamente come eravamo partiti.

Ad oggi quindi, avendo noi investitori europei un Euro più forte rispetto ad inizio anno, abbiamo più "forza" per comprare, ma meno valore su cosa abbiamo investito - essendo appunto in valuta Dollaro.
Ciò significa che eventuali acquisti oggi sul mercato azionario USA sono ancora più convenienti rispetto ad inizio anno, e che una eventuale rivalutazione del dollaro, anche solo per tornare a livello di inizio anno, si trasformeranno in una extra performance, esattamente come oggi sono stati una extra riduzione.

Attenzione poi al rendimento storico dei mercati quando il dollaro ribassa dell'oltre 10%!

Conviene allora investire in Euro per evitare questi problemi?

No, nel lungo periodo no. Il costo della copertura valutaria è molto alto, anche se non ci si rende conto instantaneamente. Solamente negli ultimi 5 anni, aver investito negli USA con il cambio coperto avrebbe significato una sottoperformance dell'oltre 20%, nonostante il calo del dollaro di questo inizio anno.

Un eventuale apprezzamento della valuta ci aiuterebbe ad avere performance sul portafoglio.


Tornando a parlare di oggi, possiamo vedere come la volatilità sia completamente scomparsa in questi mesi, proprio come dicevo ad inizio aggiornamento di mercato. Il Vix è letteralmente crollato - dopo essere esploso nella settimana dei dazi - portandosi ai minimi dell'anno.

E questo calo è stato il più veloce e il più drastico di sempre, ricollegandosi al fatto che i mercati sono sempre più veloci rispetto al passato.

Vediamo dunque qui sotto altri dati di interesse del momento:

La concentrazione di mercato:

Si parla spesso di come i principali titoli USA, i cosiddetti Magnificient 7, siano veramente molto pesanti sulla ponderazione dell'indice per eccellenza, l'S&P500. Ad oggi i primi dieci titoli valgono come mai visto.


Ma questa concentrazione non è in realtà un qualcosa di visto solamente negli USA, anzi. Quasi tutti gli indici hanno una forte concentrazione, e in alcuni indici questa è decisamente più rilevante. Basta guardare il grafico qui accanto per capire come gli USA, benchè siano veramente molto concentrati, non sono nulla rispetto ad altri indici meno famosi, come la Svizzera, la Francia o la Germania, dove il peso dei primi 10 titoli supera addirittura il 50%.

Anche la percentuale di società che compongono l'indice AI è sempre più rilevante nell'indice S&P500. 

Il peso di Nvidia sul mercato globale:

Nvidia, con il suo recente rialzo, sempre maggiore grazie al "monopolio" che si trova ad oggi a gestire con i chip sulla AI, ha recentemente raggiunto numeri sempre più incredibili. In soli pochi mesi è diventata la società più capitalizzata al mondo, ha superato il peso sul mondo rispetto a interi settori (vedasi il settore Health Care o Servizi dell'S&P500 stesso) e a intere geografie: ha infatti di recente superato addirittura il Giappone, lasciando indietro UK, Cina e Canada già da diverso tempo.
Ad oggi il suo peso è praticamente superiore a quasi tutti gli stati del mondo, il che la rende ovviamente un titolo da attenzionare costantemente, sia nel bene che nel male. Una piccola variazione sul mercato di questo titolo, e tutto il listino viene coinvolto.

La continua corsa dell'oro a sempre nuovi massimi

Un periodo di estremo panico, che ha portato sempre più investitori sull'oro, grazie alle sue capacità di risposta ai tassi reali e ai momenti di incertezza dei mercati.

Ad oggi infatti, troviamo l'oro nuovamente in testa alle classifiche delle performance da inizio anno - valore da cui però noi europei dovremmo togliere l'effetto dollaro in negativo, per cui ad oggi il rendimento non sarebbe del 28.6% (31% a inizio Settembre) ma della metà circa, considerando un -15% circa del dollaro di perdita da inizio anno - grazie soprattutto agli enormi flussi che ha avuto quest'asset, la più grande di sempre.

Ricordiamoci infatti come - potete riguardarlo sulle precedenti analisi di mercato - la Cina e la banca centrale ha comprato valori record di oro, influenzandone fortemente il prezzo al rialzo.


Gli acquisti sono diventati talmente importanti che hanno addirittura superato, per la prima volta dal 1996, la percentuale di dollari detenuti dalle banche centrali di tutto il globo.

E il tutto non pare accennarsi di smettere, dato che dall'altra parte del mondo si stanno formando alleanze sempre più forti a contrasto con il modello occidentale, pronto a muoversi sempre più in ottica anti dollaro, promuovendo valute alternative.

Attenzione però come sempre a considerare quali sono i valori nel tempo, e non solamente quelli del breve periodo.
Il valore dell'oro è tornato in positivo - aggiustando il prezzo all'inflazione - dopo ben 45 anni, mentre i mercati azionari sono riusciti ad avere un andamento molto più stabile nel tempo.

Da notare anche come il non investimento porti solamente alla perdita di valore: un calcolo che potete fare anche dal simulatore qui presente:

https://poggileonardo.com/calcolatore-inflazione/

Aveva quindi senso spostarsi di settore geografico, valorizzando più l'Europa a scapito degli USA, oppure spostarsi maggiormente sull'oro?

No, esattamente come vi scrivevo nelle altre analisi. Prima di tutto, bisogna guardare i fondamentali. Il breve termine non deve influenzare la nostra visione di lungo periodo. Infatti, una sovraperformance in pochi mesi, non dovrebbe farci cambiare idea su un'investimento di anni. Così facendo, si rischia solo di movimentare continuamente il portafoglio alla ricerca del "meglio" del momento, rischiando di arrivare sempre tardi e di prendersi solo parte del rialzo, ma buona parte delle perdite.
In più, bisognerebbe ricordarsi che se alcuni mercati vanno meglio di altri, c'è sempre un motivo. Come si può vedere dall'immagine qui sotto a destra, il dominio dei mercati USA degli ultimi anni ha un motivo: profitti superiori, che si rispecchiano in maggiori valutazioni. 

Anche il dollaro, per quanto abbia perso valore in questi mesi, è tutt'altro che una valuta dimenticata, anzi.

La forza del dollaro è ad oggi incomparabile con qualsiasi altra alternativa. Nelle banche centrali è la maggior valuta di riserva, con un grosso scarto sulla seconda, ovvero l'Euro. Negli scambi SWIFT, il dollaro copre il 50% circa degli scambi, e negli scambi FX rappresenta il quasi 90% di tutti gli scambi, con un aumento rispetto al 2014, ovvero 10 anni fa.

Quindi, anche qui, non lasciamoci influenzare dal breve periodo. Solamente 5 anni fa, il dollaro era a quota 1.20, ovvero a un livello addirittura superiore ad oggi.

A lato di azionario invece, il discorso è simile. Gli USA rimangono ad oggi la forza più importante nel contesto globale. Ad oggi valgono l'oltre 60% del peso totale.

Gli Statunitensi sono i cittadini che più investono sull'azionario di tutto il mondo, con una media del quasi 50% rispetto ad una media del 10% europei, il che li rende molti esposti su questo fronte - e i vari Presidenti lo sanno molto bene, dato che la ricchezza dei cittadini è fortemente esposta ai mercati azionari USA. Anche i non statunitensi sono sempre più esposti all'azionario USA, arrivando a una media del 60% oggi, percentuale molto diversa rispetto a anni e anni fa.

Un'attenzione particolare al primo grafico qui sotto, che ci fa vedere come la maggior parte degli italiani ha una percentuale di investimenti sull'azionario molto bassa, intorno al 7%. Una quota veramente molto residua, che riflette infatti l'andamento dell'economia rispetto ad altre, che sono cresciute molto di più in termini di ricchezza personale. Nonostante, ovviamente, la statistica ci dica ben altro - vedasi il grafico qui a lato. 


Riguardo a tassi e inflazione, come siamo invece messi?


Le proiezioni attuali non vedono ancora nessun incremento a causa dei dazi, cosa che aveva fatto paura ai mercati fino a qualche mese fa.
Le aspettative per il prossimo anno sono addirittura inferiori per quasi tutti i paesi del mondo, aggiornati alle previsioni di Giugno 2025.

Anche le varie banche centrali del mondo hanno perlopiù tagliato i tassi nelle ultime riunioni, con aspettativa di un rientro alla normalità dopo il picco inflattivo visto negli ultimi anni.

L'eurozona ha visto parecchi tagli dei tassi nell'ultimo periodo, portandosi al livello dell'inflazione (rendimento reale dello 0.1%). La FED invece, la banca centrale USA, è ancora in attesa di dati più promettenti, ed è quindi ad oggi rimasta molto alta rispetto al dato dell'inflazione, con un rendimento reale del 2.0% circa. Ma dall'ultimo annuncio, parrebbe che il taglio dovrebbe arrivare a veramente molto breve.

Da notare la Svizzera come ha proprio recentemente tagliato ulteriormente i tassi riportandosi nuovamente a tassi neutri, dopo due anni di tassi positivi. Che si stia tornando nuovamente verso un mondo di tassi al negativo?


Cosa possiamo fare allora?
Innanzitutto, ricordarsi quello che possiamo fare e controllare.

Il mercato potrebbe nuovamente stornare (vediamo oggi come basti una parola fuori posto dai capi dei vari paesi, non essendoci più un canale diplomatico, ma essendo tutto live direttamente sui social), e non è assolutamente detto che il calo sia già finito. O meglio. Potrebbe tranquillamente tornare come successo in passato.

Noi non possiamo controllare le scelte del Presidente degli Stati Uniti. Ma possiamo controllare come gestire il rischio, il costo e il tempo nel nostro investimento. E cosa più importante, possiamo controllare le nostre emozioni e il nostro comportamento. Troppe volte ci focalizziamo sul breve periodo quando in realtà abbiamo deciso di investire per il lungo periodo. Cosa accade nel breve può essere sfruttato a nostro favore, ma non è necessariamente obbligatorio. Possiamo, se un portafoglio è correttamente impostato, anche non considerarlo - un ribilanciamento ecc è fonte di maggior rendimento e efficienza, ma si può continuare tranquillamente anche in modo passivo se non se ne ha la possibilità. Infatti, se si guarda la prospettiva di lungo periodo per un investimento azionario, ci troviamo ancora, nonostante il forte calo di questo periodo e la risalita, nonostante la volatilità e il calo del dollaro, a livello molto alti negli ultimi 5 anni. Chi ha iniziato da poco non potrà avere tale rendimento in quanto serve tempo. Chi investe a breve periodo invece non può guardare questi grafici in quanto si parla di mercati azionari, e usare solo l'azionario a breve periodo significa scommettere. Cosa che non vogliamo fare con i nostri soldi.

L'importante è la gestione e la pianificazione della liquidità e degli strumenti. Entrare a capofitto o muoversi troppo velocemente cercando di anticipare il mercato è potenzialmente molto dannoso, non potendo appunto fisicamente sapere cosa deciderà di fare Trump domani o mercoledi prossimo o venerdi prossimo. Gestiamo dunque quello che possiamo, nel miglior modo possibile, così da avere risultati migliori nel futuro.

Come avete potuto vedere, se abbiamo valutato che c'era da fare delle modifiche, abbiamo avvisato direttamente noi tramite messaggio / email direttamente. Se abbiamo valutato che non erano necessarie modifiche, vuoi perchè appena iniziato o perchè il portafoglio non ne necessitava, non abbiamo inviato ulteriori aggiornamenti rispetto a quello generale. Per quanto riguarda gli aggiuntivi sui PAC invece, potete scrivermi direttamente voi non avendo visione sulla liquidità che potreste avere al di fuori della banca, così da poter valutare al meglio la quantità da inserire.



Unica cosa che vorrei precisare prima di andare avanti, visto che mi è stata chiesta più volte, riferita alla performance (rimane sempre valido):
Tutti i dati che vediamo a giro, qui, ma anche su investing.com o dove sia, si intendono riservati agli indici, che prendono la performance anno su anno, come se avessero fatto un investimento una tantum il 1 gennaio, e da li non si fossero più mossi. Se si investe tramite PAC, se si fanno aggiuntivi, se si ribilancia il portafoglio, le performance saranno di conseguenza differenti rispetto a quelle degli indici, in positivo o in negativo.
Basti pensare al 2022, come durante il calo di mercato un Piano di Accumulo o aggiuntivi abbiamo fatto beneficiare il portafoglio avendo potuto mediare il prezzo di carico (ovvero il prezzo medio di acquisto), portando il portafoglio nel complessivo ad avere una performance migliore rispetto all'indice di riferimento, nonostante gli strumenti investissero proprio su quell'indice. E stessa cosa accade - in negativo sulla % - quando si accumula su un mercato rialzista, dato che gli acquisti seguenti saranno a un prezzo maggiore, portando il prezzo medio di carico a salire, risultando in una performance diversa rispetto a quello dell'indice (che è rimasta invariata).
Ma, ricordo, che la mediazione è solo una caratteristica del piano di accumulo o degli aggiuntivi. L'obiettivo principale è quello di accumulare capitale, e di ottenere performance su un capitale sempre maggiore.
D'altro canto, meglio avere il +10% su 100.000 euro costruito nel tempo che il +30% su 10.000 euro (non più accumulato per non rovinare la performance positiva), non trovate?
Se si volesse l'esatta performance degli indici bisognerebbe investire tutto una tantum e non toccare più il portafoglio nel tempo. Non la scelta migliore, e nemmeno la più plausibile.

Il tempo è nostro amico.
Più si allunga l'orizzonte temporale, più statisticamente è probabile di ricevere rendimenti positivi nel tempo.
Dal 1950 ad oggi, un portafoglio a 20 anni non ha mai avuto rendimenti negativi, nonostante la volatilità che abbiamo visto nei grafici sopra (quindi anche periodi negativi nel breve termine). Dal 1950 ad oggi significa anche durante la crisi del 1987, la bolla tecnologica del 2000, la bolla immobiliare del 2008, la crisi del Covid del 2020, e l'inflazione del 2022.
Un portafoglio non 100% azionario invece, statisticamente ha bisogno di meno tempo per avere rendimenti positivi, grazie alla componente obbligazionaria.

Siamo ai massimi, conviene però investire adesso?
Statisticamente si. Investire ai massimi è statisticamente più conveniente di aspettare un qualsiasi altro giorno. Anche se può sembrare contro intuitivo. Solamente nel breve periodo ci può essere differenza. Ma se si investe per il breve periodo, perchè si utilizza l'azionario?



Qui a lato vediamo anche una statistica che prende in considerazione i vari andamenti delle diverse composizioni in vari intervalli di tempo.

Come si può vedere, statisticamente, a 20 e 30 anni, tutte le composizioni hanno sempre avuto rendimenti positivi, anche nel peggiore degli scenari. A 10 anni, la perdite è invece stata molto limitata, sempre nel peggiore degli scenari.

Questo grafico ci aiuta a capire come bisognerebbe ragionare di azionario solamente nel lungo periodo, proprio perchè la statistica ci viene in aiuto. Se abbiamo un periodo più breve, allora non possiamo statisticamente permetterci un portafoglio solo azionario, a meno che non vogliamo prenderci rischi più alti.


Per sentirci per eventuali aggiornamenti del portafoglio/situazione personali, vi ricordo la possibilità di fissare un appuntamento quando più volete (oltre alle classiche chiamate/email) dal link calendly, che trovate qui o nella mia firma per email: https://calendly.com/poggileonardo_finanza/appuntamento/

Ricordo poi che se vi fossero situazioni familiari/amici che necessitano aiuto per i propri investimenti per migliorare la loro condizione finanziaria/investimenti in essere non efficienti, sono disponibile a sentirli e vedere se possiamo aiutarli. Ogni referenza è infatti ben apprezzata!

Ricordo inoltre che sono da ora ufficialmente attivi tutti i simulatori sul sito: https://poggileonardo.com/strumenti-e-simulatori-finanziari/

Potrete trovare:
– Calcolatore Interesse Composto
– Calcolatore Rendimento Obbligazioni, Titoli di Stato e BTP
– Calcolatore Pensione e Risparmio Fiscale
– Calcolatore Inflazione
– Calcolatore Interesse Semplice e Composto
– Calcolatore Mutuo

E’ inoltre disponibile anche di recente il Manuale del fondo pensione, per una scelta consapevole in base alla situazione personale e lavorativa: https://poggileonardo.com/fondo-pensione-il-manuale/
Stiamo poi lavorando ad altri simulatori e manuali, per dare sempre maggiori informazioni e poter scegliere al meglio, su dati oggettivi, come destinare i propri capitali, così da diminuire il più possibile errori

Come sempre, se doveste avere qualsiasi dubbio, avete i miei contatti.

Un saluto,
Leonardo

Un ultima parte, prima di concludere.

Se ancora non avete pensato alla vostra pensione, forse è il momento di rivederla insieme.
Le previsioni, estrapolate dal Rapporto Annuale INPS del 2024, mostrano come il tasso di sostituzione pensione salario, ovvero la differenza tra l'ultimo stipendio che riceveremo come lavorati, e l'importo della pensione che andremo a prendere, si aggira intorno al 58.9%.

Ciò significa, che se oggi guadagniamo 1.000 euro, la nostra pensione sarà di 589 euro.
Una cifra estremamente inferiore, che deve essere compensata con qualcosa di alternativo per evitare di dover diminuire significativamente il nostro stile di vita.

Se dunque non avete ancora pensato a aprire il vostro Fondo Pensione, non dimenticatevi di scrivermi. Di seguito vi ricordo il Manuale del fondo Pensione: https://poggileonardo.com/fondo-pensione-il-manuale/

E il calcolatore per la pensione e il risparmio fiscale: https://poggileonardo.com/calcolatore-pensione-e-risparmio-fiscale/


Ah, quasi dimenticato.
Se ancora non mi seguite perchè mi avete trovato da altre parti - Google, o per referenza - seguitemi anche su Instagram, dove giornalmente mettiamo aggiornamenti e info utili e interessanti.

Qui gli aggiornamenti precedenti:

https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-primo-semestre-del-2025/
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