Aggiornamento Mercati: Iran - USA

(Cliccando sulle immagini potete zoomarle)

Basare le nostre scelte di investimento sulle notizie o sensazioni è il miglior modo per perdere soldi.
Il mio compito più difficile è quello di mantenervi sulla corretta rotta. A creare portafogli efficienti - se fatto correttamente, cosa che in realtà accade ancora troppo poco spesso - serve poco. Ma la razionalità  e gli errori evitati sono molto più pesanti!

L'ultimo weekend appena passato ha dato l'esatta prova di cosa si dovrebbe fare, e cosa no.
Durante i giorni festivi, la situazione sul conflitto Iran - USA è peggiorato, con attacchi ripetuti, risposte sulle ambasciate USA in tutto il Medio Oriente, e la minaccia della chiusura totale dello Stretto di Hormuz, cruciale per il passaggio globale del petrolio (vedremo più sotto alcuni punti importanti).
I futures domenica sera hanno annunciato una partenza tragica sui mercati. Il Petrolio che ha sfiorato i 120 dollari al barile nel giro di poche ore, con i listini azionari belli rossi (il Russel 2000 segnava una partenza a -4.20%).
Ma a metà giornata è arrivato un avviso che quasi nessuno poteva aspettarsi. Trump ha dichiarato che la Guerra in Iran finirà presto - cosa migliore non può esserci per i mercati, che odiano le incertezze. E difatti, i listini hanno cambiato completamente colore.
Il Petrolio da +30% ha chiuso addirittura in negativo, mentre i listini azionari hanno chiuso addirittura vicino al +1% a fine giornata.

Ma all'ascoltare le notizie del sabato e della domenica, non avremmo dovuto vendere tutto, o almeno, mettere il portafoglio al riparo?

Il problema del muoversi per istinto nasce proprio qui. Cercare di anticipare, di prevedere cosa succederà, non rendendosi conto di quanto poco possiamo realmente essere influenzati sulle dichiarazioni o sulle mosse di un paese o di un Capo di Stato. Per questo, l'importante è dare importanza a quello che effettivamente possiamo programmare, pianificare. E il mio compito qui è molto importante, facendo razionalizzare - per quanto possibile - le persone, guardando effettivamente ai dati, alle statistiche, e non alle mere notizie che passano quotidianamente.
Nei periodi positivi questo lavoro si sente meno, nei periodi negativi è più incisivo, in quanto nasce un sentimento di "difficoltà" o di panico per i propri soldi. E evitare errori in questi momenti, vale molto più di quell'1/2% di differenza annuale.

Ma vediamo un pò nel dettaglio cosa è successo in questo primo periodo dell'anno:

Da inizio anno, nonostante tutto quello che è successo, sono solamente pochi i mercati in negativo, per lo più correlati all'aumento del prezzo del petrolio.
Gli indici hanno dunque retto molto bene ad oggi gli scossoni che, ricordiamoci, non si sono limitati alla guerra tra Iran e USA.

Solamente qualche settimana fa infatti - cosa che al momento sembra quasi dimenticato, essendoci appunto una guerra in atto - l'intelligenza artificiale aveva preso il dominio sui mercati. L'effetto Claude, con i suoi continui aggiornamenti, aveva fatto crollare piano piano diversi settori, dato che il sistema si è pronunciato come competitor, o in alcuni casi anche sostituzione, di diversi settori: prima il settore della cybersecurity, poi il settore del coding, poi il settore della consulenza, poi il settore legale, e cosi via.
Giorno dopo giorno, tantissime società software e di consulenza hanno visto il loro valore crollare in borsa, proprio perchè con i nuovi aggiornamenti di Claude potevano essere sostituiti - anche se non in forma perfetta ancora - per pochissimi token, riducendo quindi drasticamente il costo richiesto da un programma o da una società fino ad oggi.

Vi è poi stata la trimestrale di Nvidia, la società più capitalizzata del mondo, che ha dovuto ancora una volta battere le attese e le previsioni future per riportare in alto un settore che, a vedere dai concorrenti, sembrava dare dubbi sulle effettive capacità di ripagare in breve tempo i massicci investimenti effettuati (vedasi in primis Microsoft, ad oggi ancora a -20% dai massimi, nonostante gli utili sempre più crescenti).


E' partito poi il conflitto.


Un conflitto più complesso di quello iniziato a Giugno dell'anno scorso (potete leggere di più da qui: https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-primo-semestre-del-2025/) che ha preso più Paesi in questione nello scontro.

Un conflitto che spaventa il mondo, in quanto una percentuale importantissimo di petrolio nel mondo passa da qui. Ed una zona in cui avviene una percentuale ancora più importante di produzione.
La paura, una riduzione alla produzione di greggio mondiale, con un incremento dei prezzi di qualsiasi genere. Un ritorno molto pesante dell'inflazione nel tempo.

E nonostante il rimbalzo di ieri, questa paura è tutt'altro che scomparsa. Il Greggio segna comunque un aumento del 40% nell'ultimo mese (anche se ben lontano dal 100% registrato ai massimi di ieri), e le "voci" di un dialogo e di una fine della guerra sono al momento sempre voci, in quanto i missili continuano a viaggiare in Iran, in Libano, in Qatar e nei paesi adiacenti.



C'è però una enorme differenza oggi rispetto al passato sull'importanza di questo stretto.

Gli Stati Uniti non sono più importatori netti come nel passato di combustibili fossili, ma sono esportatori netti da qualche anno. Le riserve strategiche sono sempre maggiori - nei giorni scorsi c'è stata l'idea di liberare proprio parte delle riserve da parte dei Paesi del G7, per combattere l'aumento del prezzo del petrolio, cosi da "calmierarlo" fin dove possibile - e vi è anche l'opzione Venezuela, già in parte dimenticata, che ha oggi accordi molto diversi al periodo pre-cattura di Maduro.
Ricordiamoci infatti come il Venezuela ha riserve per 300 miliardi di barili, in testa a Arabia Saudita (267 miliardi di barili), Canada (171 miliardi di barili) e Iran (158 miliardi di barili).


Ma torniamo a parlare delle guerre, sul loro effetto sui mercati.

Come al solito, ogni evento è un evento a se, impossibile da prevedere con certezza. Ma la statistica ci aiuta anche in questi casi, permettendoci di capire cosa è successo nei conflitti precedenti, in quali condizioni è successo quello che è successo, e perchè è successo.

Come si vede, statisticamente, i conflitti impattano relativamente poco sui mercati. Vi è un piccolo shock iniziale, ma tendenzialmente già a un anno di distanza la situazione è positiva. E la differente posizione degli USA rispetto al petrolio potrebbero oggi far evitare un altro periodo negativo (come il 1973). Il periodo del 2001 è invece arrivato in concomitanza con la bolla tecnologica del Nasdaq.


Da ricordare, sempre poi, che i cali di mercato avvengono periodicamente. Oggi, con la risalita di ieri, non siamo nemmeno più a un -5% dai massimi (siamo in questo momento che sto scrivendo a un -2.95%).


La differenza è che la sensazione è amplificata dallo spettro delle notizie negative - una guerra è sempre più rilevante di un problema finanziario - per cui la percezione è maggiore di quello che realmente è.
Banalmente, ci basterebbe ricordare cosa è successo quasi 12 mesi fa, con l'introduzione dei dazi di Trump - tra l'altro, dichiarati illegali qualche settimana fa - periodo nel quale il mercato ha perso il 21% in poco più di un mese e mezzo.

Quindi?



Benchè facciano paura, e mettano ansia, i cali di mercato sono normali. D'altro canto, se salisse e basta, il premio per il rischio non potrebbe essere così alto nel tempo.
Come si può vedere, nel tempo, nonostante le performance eccezionali, ci sono stati annualmente forti oscillazioni, anche molto decise (vedasi il -34% nel 2020 a causa del Covid, con l'anno che ha comunque chiuso a un +16%).
Anche l'anno appena passato, guardando indietro, sembra di aver passato un anno normale, niente di eccezionale. Calo intrayears del -19%, rendimento finale del +16%. Ma ad Aprile, quando i mercati calavano e le prospettive erano molto negative, la paura era generale.
L'importante è rimanere focalizzati sul proprio obiettivo temporale, i propri obiettivi di investimento, e modificare il portafoglio solo quando e se necessario, in base soprattutto a modifiche delle condizioni personali.
Storicamente, i migliori giorni di mercato si sono visti proprio durante le fasi di ribasso. Uscendo in tali fasi, il risultato del portafoglio potrebbe essere molto diverso da quanto aspettato!

L'anno scorso abbiamo imparato anche che la valuta è importante, e che le sole performance degli indici prese nude e crude non riflettono sempre la performance che si ottiene. Come a 5 anni abbiamo guadagnato molto rispetto agli Statunitensi grazie al rafforzamento del dollaro, oggi - a un anno - soffriamo noi europei che abbiamo già investimenti in dollari, proprio perchè il dollaro vale oggi meno rispetto ad un anno fa. Ma le oscillazioni sono normali anche per le valute, per cui preoccuparsi di un anno singolo ha relativamente poco senso.

Conviene allora investire in Euro per evitare questi problemi?

No, nel lungo periodo no. Il costo della copertura valutaria è molto alto, anche se non ci si rende conto instantaneamente. Solamente negli ultimi 5 anni, aver investito negli USA con il cambio coperto avrebbe significato una sottoperformance dell'oltre 20%, nonostante il calo del dollaro di questo inizio anno.

Un eventuale apprezzamento della valuta ci aiuterebbe ad avere performance sul portafoglio.

Come si può vedere, ad un anno la situazione è a favore dello strumento hedgiato (coperto) in euro. Ma allungando il periodo, si nota come questa copertura ha un costo molto importante, che si traduce in un -3% annuo negli ultimi 5 anni, nonostante l'ultimo anno sia stato molto a beneficio della versione coperta.

E un interessante ritorno lo abbiamo visto anche solamente in questi giorni di panico per i conflitti, nel quale il dollaro è tornato ad essere il bene rifugio per eccellenza. Dall'1.20 circa al quale arrivato, il dollaro ha toccato un livello di scambio a 1.15, prendendosi parte di tutto il guadagno in pochissimo giorni di paura.



In ultimo, sempre affidandoci alle statistiche: nel 2026 ci saranno le elezioni di Mid Term negli USA, e statisticamente, sono un anno debole in termini di performance.
La prima parte dell'anno è statisticamente debole, e la corsa parte solamente nella seconda parte dell'anno.

Negli ultimi 90 anni nelle votazioni di Mid Term il partito del Presidente in carica ha perso seggi nel Congresso, grazie a una maggior pressione del partito non in carica sui temi attuali. Maggior pressione che porta maggiore volatilità anche sui mercati, dato che ogni notizia viene amplificata negativamente per cercare di prendere posizione nelle votazioni successive.

Quindi, nessuna sorpresa o nessun "colpaccio". Attenersi al proprio programma, e modificarlo solo se necessario, o se vi sono modifiche nella sfera personale.



Unica cosa che vorrei precisare prima di andare avanti, visto che mi è stata chiesta più volte, riferita alla performance:
Tutti i dati che vediamo a giro, qui, ma anche su investing.com o dove sia, si intendono riservati agli indici, che prendono la performance anno su anno, come se avessero fatto un investimento una tantum il 1 gennaio, e da li non si fossero più mossi. Se si investe tramite PAC, se si fanno aggiuntivi, se si ribilancia il portafoglio, le performance saranno di conseguenza differenti rispetto a quelle degli indici, in positivo o in negativo.
Basti pensare al 2022, come durante il calo di mercato un Piano di Accumulo o aggiuntivi abbiamo fatto beneficiare il portafoglio avendo potuto mediare il prezzo di carico (ovvero il prezzo medio di acquisto), portando il portafoglio nel complessivo ad avere una performance migliore rispetto all'indice di riferimento, nonostante gli strumenti investissero proprio su quell'indice. E stessa cosa accade - in negativo sulla % - quando si accumula su un mercato rialzista, dato che gli acquisti seguenti saranno a un prezzo maggiore, portando il prezzo medio di carico a salire, risultando in una performance diversa rispetto a quello dell'indice (che è rimasta invariata).
Ma, ricordo, che la mediazione è solo una caratteristica del piano di accumulo o degli aggiuntivi. L'obiettivo principale è quello di accumulare capitale, e di ottenere performance su un capitale sempre maggiore.
D'altro canto, meglio avere il +10% su 100.000 euro costruito nel tempo che il +30% su 10.000 euro (non più accumulato per non rovinare la performance positiva), non trovate?
Se si volesse l'esatta performance degli indici bisognerebbe investire tutto una tantum e non toccare più il portafoglio nel tempo. Non la scelta migliore, e nemmeno la più plausibile.

Di seguito qualche grafico interessante, da tenere sempre a mente:

Su un qualsiasi giorno di mercato, la probabilità di avere un rendimento positivo a un giorno sull'indice azionario statunitense S&P500 è del 53%, poco più del lancio di una moneta. Per questo parlo sempre di scommessa a breve termine. Ma aumentando l'orizzonte temporale anche ad un solo anno, questa probabilità aumenta al 75%. Molto meglio, ma non ancora sufficiente per essere sicuri di un ritorno positivo nel tempo. Considerando invece un periodo di 20 anni, il mercato USA non ha MAI avuto un rendimento negativo.
Questo è quello che intendo quando dico che il tempo ci è amico, e diminuisce il rischio.

Se invece di avere un 100% azionario avessimo invece un portafoglio bilanciato, già a 5 anni avremmo un rendimento positivo.

Il tempo è nostro amico.
Più si allunga l'orizzonte temporale, più statisticamente è probabile di ricevere rendimenti positivi nel tempo.
Dal 1950 ad oggi, un portafoglio a 20 anni non ha mai avuto rendimenti negativi, nonostante la volatilità che abbiamo visto nei grafici sopra (quindi anche periodi negativi nel breve termine). Dal 1950 ad oggi significa anche durante la crisi del 1987, la bolla tecnologica del 2000, la bolla immobiliare del 2008, la crisi del Covid del 2020, e l'inflazione del 2022.
Un portafoglio non 100% azionario invece, statisticamente ha bisogno di meno tempo per avere rendimenti positivi, grazie alla componente obbligazionaria.

Siamo ai massimi, conviene però investire adesso?
Statisticamente si. Investire ai massimi è statisticamente più conveniente di aspettare un qualsiasi altro giorno. Anche se può sembrare contro intuitivo. Solamente nel breve periodo ci può essere differenza. Ma se si investe per il breve periodo, perchè si utilizza l'azionario?

Il tempo è l'unica cosa che spendiamo (o meglio, facciamo passare, perdendolo) senza sapere quanto realmente ne abbiamo. 

Se siamo fortunati infatti, vivremo per circa 80 estati. Solo 80 estati. E far passare il tempo senza pensare al futuro, potrebbe essere un grave errore. Passa veloce

.Il tempo è l'unica cosa che spendiamo - o sprechiamo - senza sapere quanto ne abbiamo a disposizione. Usiamolo saggiamente.

Ma quando è allora che dovremmo vendere?

Quando cambiano gli obiettivi finanziari personali.
O quando un mercato o uno strumento sul quale si investe, per un motivo o per un altro, perde di efficienza e bisogna cambiarlo per spostarsi su altri.

In tutti gli altri casi, non vi è una vera convenienza, a meno che non siamo eventualmente proprio agli inizi dell'investimento, quando ancora non vi è un certo margine di sicurezza, un cuscinetto di rendimento.

Infatti, più si va avanti nel tempo, disinvestire per poi rientrare in periodi più convenienti - sempre appurato che si riesca a beccare il momento perfetto, cosa alquanto improbabile - diventa sempre meno conveniente. 
Più il rendimento è alto, e maggiori saranno le imposte che si pagheranno, che di daranno uno svantaggio in caso di esci-rientra sui mercati.

In tal caso, l'opzione migliore è chiaramente non quella di vendere e ricomprare successivamente, ma eventualmente di adottare altre strategie, in primis quella del Credit Lombard.

Un reminder, ancora ad oggi valido:

La liquidità.

Oggi più che mai, tenere la liquidità ferma sul conto ha un costo opportunità enorme.
Esistono strumenti monetari che replicano l'andamento dei tassi delle banche centrali, attualmente, come visto, molto alti.
A differenza dei conti deposito non hanno vincoli, la tassazione è inferiore, e vi è possibilità di inserire qualunque cifra, senza minimi o multipli (richiesti da molti conti deposito).
Con i tassi attuali, si riesce ad ottenere un circa 2.00% lordo, senza sostanziali oscillazioni. Se i tassi dovessero poi diminuire, questi strumenti andrebbero ad ottenere un tasso di rendimento inferiore, al 1.75, 1.50%, o quanto sia a seconda del tasso di riferimento. Non si vedrà negativo fino a quando i tassi non torneranno in negativo.
Tenere dunque la liquidità ferma oggi non ha senso, quando si può ottenere un rendimento - anche ad accumulazione (o a distribuzione se si preferisce) - alto senza scadenza.

Se avete dunque liquidità a disposizione che non usate e che non volete investire a più lungo termine sui mercati finanziari, questa è la soluzione ideale.

Ci sono novità anche a livello previdenziale (pensionistiche) nel 2026. Qui trovate l'articolo con tutte le modifiche, che saranno attive dal 1 Luglio 2026 (Cliccami).

In sintesi, le più importanti:
- Dal 1° luglio 2026 il meccanismo del silenzio-assenso scatterà dopo 60 giorni dall’assunzione. In assenza di una scelta esplicita del lavoratore: partirà la contribuzione piena dalla data di assunzione, e il TFR verrà conferito nel comparto coerente con l’orizzonte temporale dell’aderente.
- l limite di deducibilità fiscale dei contributi alla previdenza complementare viene arrotondato a 5.300 euro annui.
Viene introdotta una maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione della prestazione finale. La quota erogabile in capitale sale dal 50% al 60% del montante.
Viene modificato l’articolo 14, comma 6, eliminando il riferimento ai limiti imposti dalla contrattazione collettiva sulla spettanza del contributo datoriale futuro in caso di trasferimento verso un fondo aperto o un PIP. In pratica:

  • viene meno il potere esclusivo dei contratti collettivi
  • aumenta la portabilità del contributo datoriale
  • si rafforza la libertà di scelta dell’aderente

È un passaggio importante che potrebbe aumentare la concorrenza tra forme pensionistiche e migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
Posso ricevere il contributo del datore anche su un fondo aperto/PIP?
In linea di principio sì, ma con 3 precisazioni cruciali: Non è “da oggi”: questa modifica rientra nel pacchetto del comma 201 e decorre dal 1° luglio 2026. Non “crea” un contributo datoriale dove non esiste: lo rende portabile se tu hai diritto al contributo datoriale in base agli accordi applicati (tipicamente CCNL) e alle condizioni previste (spesso: anche il tuo contributo). Quello che cambia è che non dovrebbe più essere la contrattazione a poter dire “solo se resti nel negoziale” con la clausola che è stata eliminata. Serve vedere l’attuazione pratica: COVIP deve adeguare istruzioni e nella realtà ci saranno procedure payroll e moduli da allineare (ma la direzione normativa è quella).


Elemento importantissimo, spesso purtroppo tante, troppe volte dimenticato. 


70 italiani su 100 credono che la pensione pubblica sarà sufficiente per il proprio futuro, al termine della propria carriera.
La realtà è però, tutt'altro che cosi rosea. Solamente in tre paesi, ad oggi, le pensioni saranno sufficienti per le spese correnti dell'anzianità.
In tutti gli altri paesi Europei, quanto si prenderà tramite assegno pensionistico non sarà sufficiente nemmeno a coprire le spese correnti, senza considerare tutte le eventuali spese straordinarie.

Cosa fare allora oggi?

Per chi ha un PAC a lungo termine, la risposta è sempre la stessa. Guardare i mercati per informazioni, per divertimento, ma non per lasciarsi influenzare sulle scelte di investimento, a meno che non siano cambiate le situazioni personali. Se investo per 10/15 anni, avrà tempo di vedere rialzi e cali ancora parecchie volte. Anche se oggi nella maggior parte dei casi non si mediano più i prezzi come successo per tutto il 2022 e per buona parte del 2023, bisogna ricordarsi come la mediazione non è la funzione principale di un piano di accumulo. Si investe tramite Piano di Accumulo per appunto accumulare il capitale, per farlo crescere piano piano nel tempo, investendo periodicamente liquidità senza farsi influenzare dalle condizioni di mercato. La mediazione è una caratteristica in più che, ben venga se aiuta a abbassare il prezzo di carico, ma che funziona anche al contrario. Con un mercato in salita, si comprerà a prezzi superiori nel tempo, mediando al rialzo.

Per chi ha invece un portafoglio già ben strutturato e definitivo, ci sentiamo per gli eventuali bilanciamenti e/o le modifiche necessarie, quando necessario a livello di mercato (ricordo che se avete modifiche a livello personale, dovete avvisarmi voi che io non posso saperle. In base ai cambiamenti vediamo poi se cambiare o meno anche la parte di investimenti.)
Ricordo poi, per chi ha un PAC manuale, che gli inserimenti arriveranno ad inizio mese per tutti (intorno al 5/7 del mese). Ci saranno 20gg per accettare la proposta, in qualsiasi momento, dato che è fortunatamente caduto il vincolo di doverlo accettare a mercato aperto.

Per sentirci per eventuali aggiornamenti del portafoglio/situazione personali, vi ricordo la possibilità di fissare un appuntamento quando più volete (oltre alle classiche chiamate/email) dal link calendly, che trovate qui o nella mia firma per email: https://calendly.com/poggileonardo_finanza/appuntamento/

Ricordo poi che se vi fossero situazioni familiari/amici che necessitano aiuto per i propri investimenti per migliorare la loro condizione finanziaria/investimenti in essere non efficienti, sono disponibile a sentirli e vedere se possiamo aiutarli. Ogni referenza è infatti ben apprezzata!

Ricordo inoltre che sono da ora ufficialmente attivi tutti i simulatori sul sito: https://poggileonardo.com/strumenti-e-simulatori-finanziari/

Potrete trovare:
– Calcolatore Interesse Composto
– Calcolatore Rendimento Obbligazioni, Titoli di Stato e BTP
– Calcolatore Pensione e Risparmio Fiscale
– Calcolatore Inflazione
– Calcolatore Interesse Semplice e Composto
– Calcolatore Mutuo
– Calcolatore Costo del Ritardo degli Investimenti
– Calcolatore Fondo Pensione vs ETF

E’ inoltre disponibile anche di recente il Manuale del fondo pensione, per una scelta consapevole in base alla situazione personale e lavorativa: https://poggileonardo.com/fondo-pensione-il-manuale/
Stiamo poi lavorando ad altri simulatori e manuali, per dare sempre maggiori informazioni e poter scegliere al meglio, su dati oggettivi, come destinare i propri capitali, così da diminuire il più possibile errori.


Se non l'avessi già fatto poi, mi chiedevo se fosse possibile lasciarmi una recensione sul lavoro che stiamo facendo (anche solo sulla disponibilità), che sembra sia molto importante per chi mi trova online 🙂
Lascio qui il link, ci vuole meno di un minuto.

https://g.page/r/CXH2qlEOhGn_EAg/review
Meglio se loggato su google cosi si vede che sono persone reali, Grazie mille!

Come sempre, se doveste avere qualsiasi dubbio, avete i miei contatti.

Un saluto,
Leonardo

Se non l'aveste già fatto, vi inviterei anche a aggiornare il proprio profilo personale da qui, in modo da tenere il CRM aggiornato (Domanda su Google Form): https://forms.gle/yQycxTNZV5q74R147


Ah, quasi dimenticato.
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Qui gli aggiornamenti precedenti:

https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-2025-cosa-aspettarsi-nel-2026/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-novembre-2025/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-settembre-2025/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-primo-semestre-del-2025/
https://poggileonardo.com/calcolatore-pensione-e-risparmio-fiscale/
https://poggileonardo.com/flash-crash-i-dazi-usa-parte-2/
https://poggileonardo.com/flash-crash-i-dazi-usa/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-marzo-2025/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-2024-cosa-aspettarsi-nel-2025/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-nuovo-presidente-usa/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-settembre-2024-ok/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-il-primo-semestre-del-2024/
https://poggileonardo.com/aggiornamento-mercati-aprile-2024/
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