
Aggiornamento Mercati: Il 2025 - Cosa aspettarsi nel 2026?
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Esattamente un anno fa, chiudevamo l'anno parlando di uno dei migliori anni di sempre per i listini azionari.
Ma andiamo con calma, e vediamo prima di quello che potremmo aspettarci in questo nuovo anno, quello che è successo in questo 2025, che è stato ancora una volta un'ottima annata, sia per l'azionario, che per le altre asset class.


L'anno scorso (2024) chiudevamo l'anno con Bitcoin come miglior asset class, con un guadagno del 121%. Quest'anno invece, lo vediamo come peggior asset class, l'unica con rendimento negativo.
In verde tutte le maggiori asset class, con l'oro in testa (ricordiamoci come questi dati sono in dollari, non in euro!), seguito dall'azionario internazionale e dall'azionario emergente.
Molto bene quest'anno - dopo anni e anni di difficoltà - l'Europa, che svetta nei rendimenti (ricordo ancora una volta che questi dati sono in dollari, per cui bisognerà poi togliere l'effetto dollaro dai dati). L'Italia ha registrato un aumento record del 30% circa nel 2025 (e non del 55.7% come si legge li, proprio perche quei valori sono espressi in dollari, per investitori Statunitensi).
Bene anche gli USA anche quest'anno nonostante le forti incertezze di Aprile, anche se l'indebolimento del dollaro ha pesato molto sul rendimento per noi europei.
Nel complesso, l'indice globale, il MSCI World, ha chiuso l'anno con un notevole +22.4% (da sottrarre l'effetto dollaro anche qui), spinto soprattutto dalle performance dall'Europa. L'indice MSCI Emerging Market ha anch'esso finito l'anno in positivo, con una performance del 32.6% (da sottrarre anche qui l'effetto dollaro).
Ma riviviamo l'anno, così da riuscire ad analizzarlo meglio:

Le analisi erano dunque "abbastanza" prudenti, nonostante degli utili in continua crescita. Il target medio era di 6.622, mentre l'anno è stato chiuso a 6.846 punti, sopra quasi tutte le aspettative.
Che va bene leggere le informazioni. Ma state lontani da chiunque affermi di poter predire il futuro. Non ci riescono le più grandi banche di investimento del mondo, non possono farle le persone che lavorano da sole su internet che vendono corsi o portafogli vincenti.
Dare soldi a queste persone vuol dire buttarli.
Nelle prime settimane dell'anno il mercato era salito del 4% circa, senza nessun andamento troppo antalenante. La versione dei mercati che tutti vorremmo.
Ma, effettivamente, niente che potesse farci pensare a qualcosa di anomalo, dato che un -5% sui mercati azionari è qualcosa di perfettamente normale e comune.
Ma qualcosa era pronto, in modo inatteso.
Normalmente è difficle dare una specifica ragione ad un calo dei mercati azionari, essendo un mix di vari fattori, tra i quali economici, politici, geopolitici e simili. Ma in questo caso, il calo è stato dettato da una sola singola operazione, ben definita: Il Liberation Day.
Il 2 Aprile vennero presentate i dazi reciproci per ogni paese del mondo, valori molto, ma molto più alti di quanto atteso da tutti. Il mercato ha reagito subito, in modo fortissimo.
Dopo nemmeno 5 giorni, il mercato aveva perso il 21% del suo valore, registrando il secondo calo più veloce della storia.
Ne parlavo qui, avvisandovi tempestivamente della situazione: https://poggileonardo.com/flash-crash-i-dazi-usa/
E con la seconda parte: https://poggileonardo.com/flash-crash-i-dazi-usa-parte-2/
La volatilità era diventata estrema, e abbiamo visto giornate da simil covid, con mercati che perdevano anche il 6% giornalmente, che è qualcosa di veramente eccezionale. A chiusura dei mercati l'8 Aprile, il mercato stava perdendo il -15.3%, registrando la quarta peggior partenza di sempre per i mercati azionario (solamente dopo il 1932, il 1939, e il 2020, con il Covid appunto).


Ma quando divennero poi effettivamente attive? Mai.
Il 9 Aprile il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto una inversione a 180 gradi, annunciando una pausa di 90 giorni sulle tariffe di tutti i Paesi del mondo ad eccezione della Cina. La conseguenza fu che l'indice guadagnò il 9.5% in una singola sessione, registrandosi come il terzo miglior giorno nella storia. Una lezione reale di come lasciarsi andare all'emotività può causare veramente grandi danni sui portafogli, perdendo occasioni e disinvestendo nei momenti peggiori (e qui, esattamente come ho linkato sopra, si vede la differenza di avere un consulente proattivo, che può aiutare nelle scelte da farsi).
L'andamento dei successivi giorni è stato quello di un recupero a V, con il calo del -21% (dai massimi del 19 Febbraio ai minimi del 7 Aprile) al rialzo del +28% (dai minimi del 7 Aprile ai massimi del 27 Giugno). Poco meno di 3 mesi per recuperare tutto, e far scomparire le preoccupazioni sui Dazi. Le nuove minacce erano infatti sempre meno credibili, e i cali sempre meno importanti. Da li naque il TACO Trade, ovvero "Trump Always Chickens Out", un modo di dire che significa che nulla di ciò era veramente "reale", ma che erano solamente minacce alla ricerca di migliori accordi, ma che non sarebbero mai state effettivamente applicate a quei livelli.
Il secondo recupero più veloce di sempre negli ultimi 75 anni. Qualcosa di molto, ma molto più rapido rispetto alla media storica.

Ma nonostante ciò, tutte le banche centrali del mondo, ad eccezione di Brasile e Giappone, hanno tagliato i tassi, rimanendo fiduciose in un minor impatto dei dazi.
Parlando delle nostre zone, UK e zona Euro hanno visto un taglio di 100 basis point, portandosi al 3 al 2%, mentre gli USA hanno tagliato di 75 basis points, portandosi dal 4.38% al 3.63%.
Dai massimi del 2022-2023, che vedeva i tassi a 525 punti, la FED ha tagliato più volte: 100 punti nel 2024, 75 punti nel 2025, tagli che hanno portato i tassi al nuovo range di 3.50% - 3.75%.
Nonostante le paure del potenziale ritorno dell'inflazione, la FED ha deciso di dare priorità ai dati economici. Difatti, mentre gli Statunitensi (e noi, anche) facciamo i conti con un'inflazione cumulativa, che è stata pesantissima da dopo il 2022, la Banca Centrale ha come focus quello che è successo negli ultimi 12 mesi.
A Novembre è ufficialmente terminato il Quantitative Tightening, con una riduzione del bilancio della FED di 2.430 miliardi di dollari e, senza nemmeno una pausa, a Dicembre è ripartito un nuovo Quantitative Easing per 40 miliardi al mese. Dopo 4 anni di seguito di contrazione, la FED riespanderà il proprio bilancio ancora una volta nel 2026.
Tutto ciò mentre il debito degli USA ha raggiunto e superato i 38.000 miliardi di dollari.
Un debito che continua a crescere, senza sosta. Un debito che è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni. Un debito che dovrà, nel corso del 2027, richiedere nuovamente un aumento del “debt ceiling", ovvero del limite di spesa Statunitense (un qualcosa più di facciata che di altro, che noi in Italia non abbiamo). Sarà quindi molto probabile assistere ad un altro Shutdown nel corso del prossimo anno.

L'opposto di quanto molti si potevano aspettare. Un indebolimento molto forte del dollaro (il peggior anno dal 2017) e azionario internazionale che ha sovraperformato quello USA.
Il tutto nonostante le tariffe globalmente degli USA siano passate da una media del 2% al 14% nel 2025, che avrebbe potuto "danneggiare" le azioni internazionali avendo minori esportazioni in USA, e far crescere il dollaro.
Il 2025 ha visto un cambio di trend dopo 16 anni di sovraperformance degli USA vs il resto del mondo.

In primis, l'importanza della diversificazione. Per quanto un singolo anno non possa fare storia, più anni di seguito potrebbero essere importanti a livello di performance. Tener conto di una sola asset class per gli investimenti, sulla base del passato, può essere un grave errore, che può farci rimanere indietro rispetto alle performance del mondo. Meglio diversificare, così da essere al "sicuro" su eventuali cambi di paradigmi.
- L'indice S&P500 ha sovraperformato l'indice S&P500 Equal Weight del 34% negli ultimi 3 anni. Un esempio di come le valutazioni possono essere al limite, ma ciò non giustifica spostarsi su investimenti meno corretti (ricordiamoci che nel lungo periodo l'azionario segue gli utili).
- L'azionario Growth ha sovraperformato gli ultimi 8 anni su 9 l'azionario Value. Un picco superiore a quello della bolla degli anni 2000.
- Il settore tech pesa sempre di più nell'indice S&P500, superando il picco della bolla del 2000.
- Il peso delle Magnifiche 7 sull'indice totale ha raggiunto il 35%, il livello più alto mai registrato.
- Il peso delle prime 10 società ha superato il 39%, il livello più alto mai registrato.



Ma il 2025 è stato differente dal 2023-2024, quando tutte le Magnifiche 7 hanno avuto rendimenti stellari.
In questo anno, 5 di queste 7 società hanno sottoperformato l'S&P500, e solamente Google e Nvidia hanno dato rendimenti notevoli (+66%, +38.9%).
Ma cosa dire dell'asset vincente del 2025?

Questo super balzo è stato finalmente abbastanza per spostare il valore del metallo giallo a nuovi massimi reali, ovvero aggiustati per l'inflazione, che non si vedevano dal 1980.
Il motivo di questo super rialzo?
Le incertezze nel mondo - dazi, guerre, ecc. -, lo shutdown più lungo della storia, l'indebolimento del dollaro, l'incremento del debito nazionale, l'apparente non necessario QE da parte della FED, e dai massicci acquisti delle Banche Centrali, specialmente quella Cinese.
Dall'altro lato invece, Bitcoin, l'asset class con il miglior rendimento della recente storia, ha chiuso l'anno in negativo del 6% dopo una correzione del 36% iniziata ad Ottobre. Un sano rientro dopo le performance a tripla cifra del 2023 e 2024, o l'inizio di una correzione di numeri molto più importanti, come Bitcoin ci ha insegnato essere possibile nella sua storia?



Bene anche i bond in quest'anno, che hanno beneficiato del calo dei tassi, tornando finalmente a "brillare", dopo l'anno orribile visto nel 2022.
Non benissimo invece le obbligazioni a lunghissima scadenza, con durata 20 o 30ennali.
Il portafoglio 60/40, che in molti dichiaravano come "morto" nel 2022 quando sia le azioni che le obbligazioni calavano, è salito del 18% nel 2023 e del 15.5% nel 2024. Non male per essere "morto". Anche quest'anno, lo vediamo in positivo: +13.6%
Ancora una volta, vediamo come le statistiche e i numeri sono l'unica cosa che contano. Attenzione a chi vi vende paura, cercando poi di darvi la soluzione (a pagamento ovviamente).

Benchè facciano paura, e mettano ansia, i cali di mercato sono normali. D'altro canto, se salisse e basta, il premio per il rischio non potrebbe essere così alto nel tempo.
Come si può vedere, nel tempo, nonostante le performance eccezionali, ci sono stati annualmente forti oscillazioni, anche molto decise (vedasi il -34% nel 2020 a causa del Covid, con l'anno che ha comunque chiuso a un +16%).
Anche quest'anno, guardando indietro, sempre di aver passato un anno normale, niente di eccezionale. Calo intrayears del -19%, rendimento finale del +16%. Ma ad Aprile, quando i mercati calavano e le prospettive erano molto negative, la paura era generale.
L'importante è rimanere focalizzati sul proprio obiettivo temporale, i propri obiettivi di investimento, e modificare il portafoglio solo quando e se necessario, in base soprattutto a modifiche delle condizioni personali.
Storicamente, i migliori giorni di mercato si sono visti proprio durante le fasi di ribasso. Uscendo in tali fasi, il risultato del portafoglio potrebbe essere molto diverso da quanto aspettato!


E abbiamo imparato anche che la valuta è importante, e che le sole performance degli indici prese nude e crude non riflettono sempre la performance che si ottiene. Come a 5 anni abbiamo guadagnato molto rispetto agli Statunitensi grazie al rafforzamento del dollaro, oggi - a un anno - soffriamo noi europei che abbiamo già investimenti in dollari, proprio perchè il dollaro vale oggi meno rispetto ad un anno fa. Ma le oscillazioni sono normali anche per le valute, per cui preoccuparsi di un anno singolo ha relativamente poco senso.

No, nel lungo periodo no. Il costo della copertura valutaria è molto alto, anche se non ci si rende conto instantaneamente. Solamente negli ultimi 5 anni, aver investito negli USA con il cambio coperto avrebbe significato una sottoperformance dell'oltre 20%, nonostante il calo del dollaro di questo inizio anno.
Un eventuale apprezzamento della valuta ci aiuterebbe ad avere performance sul portafoglio.

Come si può vedere, ad un anno la situazione è a favore dello strumento hedgiato (coperto) in euro. Ma allungando il periodo, si nota come questa copertura ha un costo molto importante, che si traduce in un -3% annuo negli ultimi 5 anni, nonostante l'ultimo anno sia stato molto a beneficio della versione coperta.
Ma cosa dovremo aspettarci in questo 2026?


Il 3 Gennaio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato gli attacchi contro obiettivi all'interno del Venezuela, tra cui installazioni militari, dopo settimane di scontri verbali con il Presidente venezuelano Maduro e di scontri fisici con le petroliere venezuelane.
Sarà lo stesso Trump ad annunciare sul suo social di aver catturato poche ore dopo Maduro, e di averlo scortato negli USA.
Un evento estremamente importante, di rilevanza sia economica che politica, in quanto il Venezuela è il paese con più petrolio al mondo, e poichè l'arresto è stato effettuato in paese estero.
Ufficialmente, la motivazione dell'intervento è la lotta al narcotraffico, anche se la guerra geopolitica sembra essere più probabile. La Cina infatti, tramite prestiti miliardari è diventata sempre più presente sul territorio sud americano, prestando forti preoccupazioni al predominio USA. Ovviamente, la Cina è intervenuta criticando pesantemente l'intervento, ma sarà - probabilmente - il rispetto o meno dei contratti precedentemente firmati a fare la differenza.
Pechino si trova infatti a misurare il suo peso diplomatico e a tentare di difendere la “partnership cooperativa per tutte le stagioni” firmata nel 2023 con Caracas, a 50 anni circa di rapporti diplomatici, dopo l'affermazione del presidente americano Donald Trump secondo cui gli Usa puntano a supervisionare in via temporanea il governo del Venezuela. Il Dragone ha rappresentato per il Venezuela un'ancora di salvezza economica da quando gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno intensificato le sanzioni nel 2017, acquistando beni per un valore di circa 1,6 miliardi di dollari nel 2024, secondo i dati annuali più recenti disponibili: quasi la metà degli acquisti mandarini riguarda il petrolio, secondo i dati doganali.

JD Vance: Caracas espropriò le proprietà petrolifere Usa
"Vedo molte critiche sul petrolio. Circa 20 anni fa, il Venezuela ha espropriato le proprietà petrolifere americane e le ha usate fino a poco fa per arricchirsi e finanziare le attività relative al narcotraffico. capisco l'ansia per l'uso della forza militare, ma dovremmo consentire a un comunista di rubare le nostre cose nel nostre emisfero senza fare nulla? Le grandi potenze non lo fanno". Lo afferma il vicepresidente JD Vance replicando, su X, anche alle critiche di chi sostiene che l'operazione in Venezuela non ha nulla a vedere con la droga perché il fentanyl arriva da altrove. Il fentanyl "non è l'unica droga al mondo, e c'è fentanyl che arriva dal Venezuela. La cocaina è la droga principale che viene trafficata" dal paese, ha messo in evidenza Vance.
Cuba già oggi - apparentemente - sopravvive grazie al petrolio venezuelano. I rapporti Cuba/Venezuela sono molto importanti per la sopravvivenza dell'isola, e un allineamento del Venezuela alla politica USA significherebbe un aggraviamento delle condizioni già estreme della popolazione cubana. La strategia, parrebbe, per l'isola, è quella di vederla "cadere" di sua spontanea volontà, senza il bisogno di un intervento militare.
La Groenlandia invece è un vecchio pallino per gli USA, per l'importanza strategia dell'Artico.
Oltre a essere infatti ricca di materie prime - fondamentali per la crescita economica mondiale -, la Groenlandia ha anche una zona geografica fondamentale per il futuro, quando le nuove rotte saranno disponibili a causa degli inesorabili scioglimenti dei ghiacci. Questa riduzione dei ghiacci potrebbe rappresentare un passo cruciale verso la possibilità che il Mar Glaciale Artico diventi navigabile, e di conseguenza strategico dal punto di vista commerciale. Si ritiene infatti che la riduzione dei ghiacci possa rendere sempre più facile il passaggio del traffico delle navi portacontainer, con rotte più brevi fino al 40% rispetto al passaggio dal canale di Suez. Lo scioglimento dei ghiacci potrebbe portare, ancora più concretamente, alla creazione di un passaggio a Nord-Ovest
per il commercio internazionale, riaccendendo la competizione americana con Russia, Cina e altri Paesi per l'accesso alle risorse minerarie della regione.

Ma non solo: non solo materie prime critiche e rotte marittime. La Groenlandia ospita anche la base aerea americana di Pituffik/Thule, cruciale per il sistema di difesa missilistica e di sorveglianza nello scacchiere artico. Ed è tanto più strategica considerando che anche la Russia di Vladimir Putin ha intensificato la presenza militare nell'Artico, rafforzando basi e rompighiaccio, e rivendicando porzioni crescenti di piattaforma continentale. Parrebbe che gli Stati Uniti stiano lavorando a un accordo di associazione con la Groenlandia che escluda la Danimarca, che invece rivendica l’integrità territoriale del Regno dalle mire americane e annuncia l'intenzione di "rafforzare la presenza militare", fa sapere il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen, parlando anche di "una presenza Nato più ampia, con più esercitazioni".
Insomma, il 2026 inizia alla grande, con gli USA che stanno cercando con la forza di ripristinare il loro controllo imperiale che, a volte ci dimentichiamo per nostra comodità, ma sempre di impero stiamo parlando. Ed è una posizione che non sono disposti a mollare, nonostante faccia gola a tanti, Cina in primis.
Un accordo storico potrebbe dunque cambiare gli equilibri mondiali, che vede ad oggi la Cina quasi monopolista di varie terre rare nel mondo, che può limitare a proprio piacere (vedasi le restrinzioni sull'Argento in vigore dal 1 Gennaio 2026). Un accordo che, seppur difficile, non è proprio proibitivo. Ricordiamoci come gli USA hanno comprato l'Alaska nel 1867 dalla Russia, le Isole Vergini Americane nel 1917 proprio dalla Danimarca.
Nel momento in cui sto scrivendo sta poi scoppiando una rivolta anche in Iran, diversa e più forte di quelle passate. Stavolta è partita dai bazar, per motivi economici, e anche i commercianti stanno prendendo azione, cosa non vista in passato. Anche qui, gli USA si dichiarano pronti a un eventuale intervento, economicamente, o anche militarmente, come successo l'anno scorso. Stessa cosa per Israele, che sta monitorando la situazione da molto vicino.
Nel mentre, c'è da tenere in considerazione anche la situazione del Giappone, che sta continuando a vedere i propri tassi di interesse aumentare a livelli record. Per evitare un "crollo" del carry trade - lo spiegavo due anni fa nell'aggiornamento di mercato, quando ad Agosto vi fu un flash crash sulla paura proprio di questo - gli USA stanno continuando a tenere i tassi alti, anche se stabili. E' chiaro che, se dovesse esserci un aumento dei tassi reali, ovvero al netto dell'inflazione attesa in calo, questo dovrebbe andare a impattare la crescita economica statunitense.
Da ricordarsi però come ancora ad oggi gli utili ci sono. Ci sono tantissime società di qualità, e non ci troviamo in un momento in cui i prezzi salgono solo sulle aspettative future. Il dollaro non dovrebbe - genericamente parlando - continuare a perdere di valore, per un fattore molto semplice: è oggi la valuta di riserva globale, e una valuta di riserva, se vuole mantenere il suo status, non può perdere in modo significatamente il suo valore. Perchè dovrei infatti acquistare Treasuries se la valuta mi fa perdere il 5 o il 10% l'anno di valore?
Nel mentre, i metalli preziosi potrebbero continuare a beneficiare di questa situazione, finchè non sarà "sistemata".
In ultimo, affidandoci alle statistiche: nel 2026 ci saranno le elezioni di Mid Term negli USA, e statisticamente, sono un anno debole in termini di performance.
La prima parte dell'anno è statisticamente debole, e la corsa parte solamente nella seconda parte dell'anno.
Negli ultimi 90 anni nelle votazioni di Mid Term il partito del Presidente in carica ha perso seggi nel Congresso, grazie a una maggior pressione del partito non in carica sui temi attuali. Maggior pressione che porta maggiore volatilità anche sui mercati, dato che ogni notizia viene amplificata negativamente per cercare di prendere posizione nelle votazioni successive.
Quindi, nessuna sorpresa o nessun "colpaccio". Attenersi al proprio programma, e modificarlo solo se necessario, o se vi sono modifiche nella sfera personale.


Unica cosa che vorrei precisare prima di andare avanti, visto che mi è stata chiesta più volte, riferita alla performance:
Tutti i dati che vediamo a giro, qui, ma anche su investing.com o dove sia, si intendono riservati agli indici, che prendono la performance anno su anno, come se avessero fatto un investimento una tantum il 1 gennaio, e da li non si fossero più mossi. Se si investe tramite PAC, se si fanno aggiuntivi, se si ribilancia il portafoglio, le performance saranno di conseguenza differenti rispetto a quelle degli indici, in positivo o in negativo.
Basti pensare al 2022, come durante il calo di mercato un Piano di Accumulo o aggiuntivi abbiamo fatto beneficiare il portafoglio avendo potuto mediare il prezzo di carico (ovvero il prezzo medio di acquisto), portando il portafoglio nel complessivo ad avere una performance migliore rispetto all'indice di riferimento, nonostante gli strumenti investissero proprio su quell'indice. E stessa cosa accade - in negativo sulla % - quando si accumula su un mercato rialzista, dato che gli acquisti seguenti saranno a un prezzo maggiore, portando il prezzo medio di carico a salire, risultando in una performance diversa rispetto a quello dell'indice (che è rimasta invariata).
Ma, ricordo, che la mediazione è solo una caratteristica del piano di accumulo o degli aggiuntivi. L'obiettivo principale è quello di accumulare capitale, e di ottenere performance su un capitale sempre maggiore.
D'altro canto, meglio avere il +10% su 100.000 euro costruito nel tempo che il +30% su 10.000 euro (non più accumulato per non rovinare la performance positiva), non trovate?
Se si volesse l'esatta performance degli indici bisognerebbe investire tutto una tantum e non toccare più il portafoglio nel tempo. Non la scelta migliore, e nemmeno la più plausibile.

Su un qualsiasi giorno di mercato, la probabilità di avere un rendimento positivo a un giorno sull'indice azionario statunitense S&P500 è del 53%, poco più del lancio di una moneta. Per questo parlo sempre di scommessa a breve termine. Ma aumentando l'orizzonte temporale anche ad un solo anno, questa probabilità aumenta al 75%. Molto meglio, ma non ancora sufficiente per essere sicuri di un ritorno positivo nel tempo. Considerando invece un periodo di 20 anni, il mercato USA non ha MAI avuto un rendimento negativo.
Questo è quello che intendo quando dico che il tempo ci è amico, e diminuisce il rischio.
Se invece di avere un 100% azionario avessimo invece un portafoglio bilanciato, già a 5 anni avremmo un rendimento positivo.


Il tempo è nostro amico.
Più si allunga l'orizzonte temporale, più statisticamente è probabile di ricevere rendimenti positivi nel tempo.
Dal 1950 ad oggi, un portafoglio a 20 anni non ha mai avuto rendimenti negativi, nonostante la volatilità che abbiamo visto nei grafici sopra (quindi anche periodi negativi nel breve termine). Dal 1950 ad oggi significa anche durante la crisi del 1987, la bolla tecnologica del 2000, la bolla immobiliare del 2008, la crisi del Covid del 2020, e l'inflazione del 2022.
Un portafoglio non 100% azionario invece, statisticamente ha bisogno di meno tempo per avere rendimenti positivi, grazie alla componente obbligazionaria.
Siamo ai massimi, conviene però investire adesso?
Statisticamente si. Investire ai massimi è statisticamente più conveniente di aspettare un qualsiasi altro giorno. Anche se può sembrare contro intuitivo. Solamente nel breve periodo ci può essere differenza. Ma se si investe per il breve periodo, perchè si utilizza l'azionario?

Se siamo fortunati infatti, vivremo per circa 80 estati. Solo 80 estati. E far passare il tempo senza pensare al futuro, potrebbe essere un grave errore. Passa veloce.Il tempo è l'unica cosa che spendiamo - o sprechiamo - senza sapere quanto ne abbiamo a disposizione. Usiamolo saggiamente.
Un reminder, ancora ad oggi valido:
Oggi più che mai, tenere la liquidità ferma sul conto ha un costo opportunità enorme.
Esistono strumenti monetari che replicano l'andamento dei tassi delle banche centrali, attualmente, come visto, molto alti.
A differenza dei conti deposito non hanno vincoli, la tassazione è inferiore, e vi è possibilità di inserire qualunque cifra, senza minimi o multipli (richiesti da molti conti deposito).
Con i tassi attuali, si riesce ad ottenere un circa 2.00% lordo, senza sostanziali oscillazioni. Se i tassi dovessero poi diminuire, questi strumenti andrebbero ad ottenere un tasso di rendimento inferiore, al 1.75, 1.50%, o quanto sia a seconda del tasso di riferimento. Non si vedrà negativo fino a quando i tassi non torneranno in negativo.
Tenere dunque la liquidità ferma oggi non ha senso, quando si può ottenere un rendimento - anche ad accumulazione (o a distribuzione se si preferisce) - alto senza scadenza.
Se avete dunque liquidità a disposizione che non usate e che non volete investire a più lungo termine sui mercati finanziari, questa è la soluzione ideale.


Ci sono novità anche a livello previdenziale (pensionistiche) nel 2026. Qui trovate l'articolo con tutte le modifiche, che saranno attive dal 1 Luglio 2026 (Cliccami).
In sintesi, le più importanti:
- Dal 1° luglio 2026 il meccanismo del silenzio-assenso scatterà dopo 60 giorni dall’assunzione. In assenza di una scelta esplicita del lavoratore: partirà la contribuzione piena dalla data di assunzione, e il TFR verrà conferito nel comparto coerente con l’orizzonte temporale dell’aderente.
- l limite di deducibilità fiscale dei contributi alla previdenza complementare viene arrotondato a 5.300 euro annui.
- Viene introdotta una maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione della prestazione finale. La quota erogabile in capitale sale dal 50% al 60% del montante.
- Viene modificato l’articolo 14, comma 6, eliminando il riferimento ai limiti imposti dalla contrattazione collettiva sulla spettanza del contributo datoriale futuro in caso di trasferimento verso un fondo aperto o un PIP. In pratica:
- viene meno il potere esclusivo dei contratti collettivi
- aumenta la portabilità del contributo datoriale
- si rafforza la libertà di scelta dell’aderente
È un passaggio importante che potrebbe aumentare la concorrenza tra forme pensionistiche e migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
Posso ricevere il contributo del datore anche su un fondo aperto/PIP?
In linea di principio sì, ma con 3 precisazioni cruciali: Non è “da oggi”: questa modifica rientra nel pacchetto del comma 201 e decorre dal 1° luglio 2026. Non “crea” un contributo datoriale dove non esiste: lo rende portabile se tu hai diritto al contributo datoriale in base agli accordi applicati (tipicamente CCNL) e alle condizioni previste (spesso: anche il tuo contributo). Quello che cambia è che non dovrebbe più essere la contrattazione a poter dire “solo se resti nel negoziale” con la clausola che è stata eliminata. Serve vedere l’attuazione pratica: COVIP deve adeguare istruzioni e nella realtà ci saranno procedure payroll e moduli da allineare (ma la direzione normativa è quella).
Cosa fare allora oggi?
Per chi ha un PAC a lungo termine, la risposta è sempre la stessa. Guardare i mercati per informazioni, per divertimento, ma non per lasciarsi influenzare sulle scelte di investimento, a meno che non siano cambiate le situazioni personali. Se investo per 10/15 anni, avrà tempo di vedere rialzi e cali ancora parecchie volte. Anche se oggi nella maggior parte dei casi non si mediano più i prezzi come successo per tutto il 2022 e per buona parte del 2023, bisogna ricordarsi come la mediazione non è la funzione principale di un piano di accumulo. Si investe tramite Piano di Accumulo per appunto accumulare il capitale, per farlo crescere piano piano nel tempo, investendo periodicamente liquidità senza farsi influenzare dalle condizioni di mercato. La mediazione è una caratteristica in più che, ben venga se aiuta a abbassare il prezzo di carico, ma che funziona anche al contrario. Con un mercato in salita, si comprerà a prezzi superiori nel tempo, mediando al rialzo.
Per chi ha invece un portafoglio già ben strutturato e definitivo, ci sentiamo per gli eventuali bilanciamenti e/o le modifiche necessarie. A breve arriveranno i report personali per tutti.
Ricordo poi, per chi ha un PAC manuale, che gli inserimenti arriveranno ad inizio mese per tutti (intorno al 5/7 del mese). Ci saranno 20gg per accettare la proposta, in qualsiasi momento, dato che è fortunatamente caduto il vincolo di doverlo accettare a mercato aperto.
Per sentirci per eventuali aggiornamenti del portafoglio/situazione personali, vi ricordo la possibilità di fissare un appuntamento quando più volete (oltre alle classiche chiamate/email) dal link calendly, che trovate qui o nella mia firma per email: https://calendly.com/poggileonardo_finanza/appuntamento/
Ricordo poi che se vi fossero situazioni familiari/amici che necessitano aiuto per i propri investimenti per migliorare la loro condizione finanziaria/investimenti in essere non efficienti, sono disponibile a sentirli e vedere se possiamo aiutarli. Ogni referenza è infatti ben apprezzata!
Ricordo inoltre che sono da ora ufficialmente attivi tutti i simulatori sul sito: https://poggileonardo.com/strumenti-e-simulatori-finanziari/
Potrete trovare:
– Calcolatore Interesse Composto
– Calcolatore Rendimento Obbligazioni, Titoli di Stato e BTP
– Calcolatore Pensione e Risparmio Fiscale
– Calcolatore Inflazione
– Calcolatore Interesse Semplice e Composto
– Calcolatore Mutuo
– Calcolatore Costo del Ritardo degli Investimenti
– Calcolatore Fondo Pensione vs ETF
E’ inoltre disponibile anche di recente il Manuale del fondo pensione, per una scelta consapevole in base alla situazione personale e lavorativa: https://poggileonardo.com/fondo-pensione-il-manuale/
Stiamo poi lavorando ad altri simulatori e manuali, per dare sempre maggiori informazioni e poter scegliere al meglio, su dati oggettivi, come destinare i propri capitali, così da diminuire il più possibile errori.
Se non l'avessi già fatto poi, mi chiedevo se fosse possibile lasciarmi una recensione sul lavoro che stiamo facendo (anche solo sulla disponibilità), che sembra sia molto importante per chi mi trova online 🙂
Lascio qui il link, ci vuole meno di un minuto.
https://g.page/r/CXH2qlEOhGn_EAg/review
Meglio se loggato su google cosi si vede che sono persone reali, Grazie mille!
Come sempre, se doveste avere qualsiasi dubbio, avete i miei contatti.
Un saluto,
Leonardo
Se non l'aveste già fatto, vi inviterei anche a aggiornare il proprio profilo personale da qui, in modo da tenere il CRM aggiornato (Domanda su Google Form): https://forms.gle/yQycxTNZV5q74R147

Ah, quasi dimenticato.
Se ancora non mi seguite perchè mi avete trovato da altre parti - Google, o per referenza - seguitemi anche su Instagram, dove giornalmente mettiamo aggiornamenti e info utili e interessanti.
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