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Aprire online un conto Fineco con assegnazione Consulente Finanziario

Da qualche giorno, in Fineco e’ disponibile la nuova modalita’ di apertura conto online con assegnazione Consulente Finanziario diretta.
Avrai quindi la possibilita’ di essere associato fin dall’inizio a un Consulente, in modo da potergli chiedere qualsiasi informazione e consiglio sui vari temi, quali investimenti, fondi pensione, e simili.

Ovviamente, il servizio di assegnazione a un consulente finanziario non ha costi aggiuntivi. Perche’ non approfittarne quindi?

E’ necessario andare sul sito finecobank.com, e cliccare in alto a destra su apri il conto, oppure direttamente su questo link:

Apri il conto Fineco (cliccami)

La procedura rimane la stessa. A differenza di prima, c’e’ solo un nuovo elemento da tenere in considerazione, ovvero proprio quello del Consulente Finanziario.

Nella casella riservata, sara’ necessario inserire il seguente codice:

RW054488

Il sistema verifichera’ il codice e dara’ poi conferma. Dopodiche’ andra’ scelta la modalita’ di verifica del conto, ovvero se tramite webcam o tramite bonifico (qui ricordo che serve un altro iban intestato alla stessa persona).

Per facilita’, allego anche il video con le istruzioni passo passo

Una volta fatto, non dimenticatevi di inviarmi la vostra email per confermare l’apertura del conto.

Trovate i miei contatti qui:

Oppure dalla pagina Contatti sul sito

Che cosa sono le obbligazioni?

La definizione di obbligazione

Le obbligazioni (o, per dirla all’anglosassone, i bonds) sono titoli di debito emessi da società o enti pubblici allo scopo di raccogliere direttamente tra i risparmiatori, quindi a condizioni più vantaggiose rispetto a dei prestiti bancari, capitali da investire. In parole semplici, rappresentano sostanzialmente un “prestito” concesso da un risparmiatore a favore di un emittente per un determinato periodo. L’emittente è tenuto a rimborsare il capitale alla scadenza dell’obbligazione, oltre al pagamento di un tasso d’interesse fisso e/o variabile.

Chi emette obbligazioni?

L’emittente può essere uno Stato, una banca, un’organizzazione internazionale o una società privata. Se vengono emessi da banche o imprese prendono il nome di corporate bond, se vengono emessi da Stati (anche in valuta estera quindi) vengono definiti titoli governativi o sovereign bond (come i nostri BTp, CcT, BoT, ecc…).

L’emittente è tenuto a:

– restituire il capitale (valore nominale) alla scadenza del prestito;

– elargire al creditore una serie di pagamenti periodici (cedole) calcolati in base a un tasso d’interesse prestabilito che può essere fisso o variabile.

Che differenza c’è tra azioni e obbligazioni?

A differenza delle azioni, con cui i proprietari diventano praticamente soci della società emittente, le obbligazioni non attribuiscono poteri decisionali e amministrativi agli acquirenti, ma rappresentano solamente una quota del capitale prestato ad una data società. Per questo motivo, sottoscrivendo obbligazioni non si acquista lo status di socio ma quello di creditore verso la società emittente.

Dal punto di vista dei guadagni, per i titoli azionari la remunerazione è rappresentata dai dividendi distribuiti dalla società emittente, che però sono subordinati alla realizzazione di utili. Nel caso delle obbligazioni, invece, gli investitori hanno diritto a percepire degli interessi definiti sulla somma prestata (cedole periodiche). Nel caso delle obbligazioni zero coupon, gli interessi vengono percepiti contestualmente alla restituzione del capitale investito.

Anche sul fronte dei rischi esistono importanti differenze: le azioni infatti sono più rischiose in quanto il loro andamento risulta strettamente connesso all’andamento del business della società emittente e in caso di fallimento gli azionisti vengono rimborsati solo dopo che tutti i creditori esistenti (tra cui anche gli obbligazionisti) sono stati soddisfatti.

Le diverse tipologie

Esistono moltissime categorie obbligazionarie. Possiamo però iniziare distinguendole in:

  • obbligazioni ordinarie, dette anche “plain vanilla”;
  • obbligazioni strutturate;
  • obbligazioni subordinate.

Le obbligazioni ordinarie a tasso fisso prevedono interessi stabiliti al momento del contratto. Quelle a tasso variabile offrono rendimenti che variano in base ai tassi di mercato (es. il tasso Euribor).

Le obbligazioni strutturate sono più complesse poiché sono costituite da una componente obbligazionaria ordinaria, che può prevedere o meno il pagamento di cedole periodiche, e un contratto derivato, dove la remunerazione dell’investitore dipende dall’andamento di uno o più parametri finanziari o reali, come ad esempio indici, tassi di cambio o materie prime.

Le obbligazioni subordinate (dette junior bonds) prevedono generalmente rendimenti maggiori dei bond ordinari, ma anche un livello di rischio più elevato, poiché ad esempio il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale, nel caso di problemi finanziari per l’emittente, avviene successivamente a quello dei creditori ordinari. Come riconoscere le obbligazioni subordinate? Basta leggere il prospetto informativo fornito dall’emittente dove vengono spiegate le caratteristiche del prodotto finanziario che si è acquistato.

Quanto rendono le obbligazioni?

Di solito l’interesse sul prestito viene pagato:

  • sotto forma di cedola periodica (il caso più comune);
  • oppure facendo pagare l’obbligazione ad un prezzo inferiore rispetto al valore di rimborso come accade per gli zero coupon bond (senza cedola) in questo caso il rendimento deriva dal maggior valore di rimborso del titolo.

Le tipologie di cedole più comuni sono:

  • Obbligazioni a cedola fissa: l’importo è predeterminato e costante nella vita dell’obbligazione (es. il 4% all’anno), questo è il caso dei BTP.
  • Obbligazioni indicizzate (o “floater”): le cedole sono variabili, legate ai tassi d’interesse che cambiano ogni giorno (ad esempio i tassi di riferimento sui mercati monetari come Euribor, o anche lo stesso rendimento del BOT, come nel caso dei CCT), o all’inflazione (come nel caso del BTP Italia). Molto spesso a questo tasso viene aggiunto un importo fisso “spread” o margine;
  • Obbligazioni “step-up” o “step-down”: l’importo è predeterminato, ma sale o scende durante la vita dell’obbligazione (es. il 4% il primo anno, il 4,20% il secondo, ecc.). Il nome dipende dal fatto che abbiano una dinamica a salire o una a scendere.

Tali cedole possono essere pagate con diverse periodicità: annuali, semestrali, trimestrali. Quasi sempre quando si parla della cedola di un’obbligazione si fa riferimento all’ammontare annuale. Il che significa che l’importo che verrà incassato con una cedola semestrale sarà la metà, quello con una cedola trimestrale sarà un quarto.

Articolo originale

Iniziativa “Porta un amico in Fineco”

A differenza delle precedenti iniziative MGM, in questa edizione viene messo in risalto, a partire dall’oggetto della mail, il ruolo del consulente finanziario Fineco.

COME FUNZIONA

Ogni cliente (HOST) ha un proprio codice promozione univoco (codice alfanumerico es. AA1846133) che può comunicare ai propri amici. Lo stesso codice può essere utilizzato da uno o più amici (GUEST). Per tutta la durata dell’iniziativa e al fine di aumentarne la visibilità, saranno pubblicati dei banner nell’area riservata e pubblica del sito Fineco.

MECCANICA

Per partecipare all’iniziativa è necessario che il Guest:

Completi la procedura Apriconto nel periodo compreso tra il 7/04/2020 ed il 30/04/2020;
Accrediti in via continuativa lo stipendio o la pensione eseguendo il primo accredito entro il 30/06/2020 oppure versi sul conto Fineco almeno 20.000€ di Nuova Liquidità entro il 29/05/2020 e la mantenga fino al 30/06/2020.

AGGIORNAMENTO: PROROGA PROMOZIONE FINO AL 14 MAGGIO, con accredito entro il 17/07

MODALITÀ OPERATIVE

Ogni correntista Fineco (Host) ha a disposizione un proprio codice promozione univoco (cd. “Codice Amico”) che può comunicare ad amici e parenti per sponsorizzare l’apertura del conto corrente Fineco. Il codice amico è visibile accedendo nell’area riservata del sito Fineco nella sezione dedicata all’iniziativa.

Il conto corrente del Guest potrà essere aperto:

  • Direttamente dal Guest in autonomia con la procedura di Apriconto online presente sul sito Fineco. All’inizio della compilazione del contratto accessibile dal sito Fineco, l’amico invitato dovrà inserire nell’apposito spazio il codice promozione ricevuto dall’amico, già correntista Fineco e procedere con la compilazione online del contratto. Una volta aperto, si puo’ procedere con la assegnazione al consulente finanziario, tramite la procedura agevolata per l’emergenza. Il consulente deve inviare al Guest l’informativa e la sua dichiarazione abilitativa all’email di registrazione del Guest, e il Guest dovra’ rispondere di aver letto l’informativa e di accettare la reassignazione.

(in questo caso, l’email a cui scrivere, la mia, e’ la seguente: leonardo.poggi@pfafineco.it )

BONUS APERTURA E SCELTA PREMIO

Se il Guest e l’Host rispetteranno tutti i requisiti indicati nel paragrafo “Meccanica” entrambi potranno scegliere uno dei seguenti bonus:

Bonus di 50€ in conto corrente
Il bonus sarà versato direttamente sul conto del cliente, con un doppio movimento di accredito del bonus lordo e addebito delle imposte (il bonus netto corrisponde a 50€) entro 8 giorni lavorativi dall'accettazione dell'integrazione contrattuale di seguito illustrata

Bonus di 100 ordini trading gratuiti
Rientrano nei 100 ordini gratuiti tutte le operazioni effettuate su:
- Azioni, obbligazioni ed ETF trattati sui mercati azionari italiani (MTA, MOT, EuroMOT, Hi-MTF);
- Azioni trattate sui mercati azionari americani (AMEX, NASDAQ, NYSE);
- Azioni trattate sui mercati tedeschi (Equiduct e XETRA).
Sono escluse:
le operazioni effettuate su strumenti diversi da quelli indicati. A titolo esemplificativo e non esaustivo sono escluse dalla presente iniziativa le operazioni su Fondi, SICAV PAC, Futures, Opzioni e Covered Warrants, CFD. Sono altresì escluse le operazioni su ETF e obbligazioni tranne quelli trattati sull'MTA, MOT, EuroMOT, Hi-MTF.

La gratuità si riferisce alle commissioni di negoziazione e pertanto restano a carico dei cliente eventuali tasse fisse e/o diritti fissi e/o oneri applicati in caso di acquisto e/o vendita degli strumenti oggetto della presente promozione.

L’Host e il Guest potranno iniziare ad usufruire degli ordini gratuiti decorsi 4 giorni dalla sottoscrizione dell’integrazione contrattuale di seguito illustrata ed entro 3 mesi dalla sottoscrizione e conferma della stessa.
Decorsi tali termini e/o al raggiungimento della soglia dei 100 eseguiti, si applicheranno le condizioni, i piani e le regole standard di Fineco, di cui ai fogli informativi della Banca.

Scelta del bonus (Integrazione contrattuale)

La scelta del bonus potrà essere effettuata dagli aventi diritto esclusivamente online, accedendo all’area riservata del sito con i propri codici di accesso.

La scelta e dunque l’effettiva erogazione del bonus, sia al Guest che all’Host, è subordinata alla conclusione di un’apposita integrazione contrattuale che sarà messa a disposizione agli aventi diritto a partire dal 23/07/2020 nell’area riservata del sito Fineco.

Tale integrazione contrattuale dovrà essere sottoscritta entro il 25/08/2020. Scaduto tale termine si perderà il diritto al bonus.

Link al regolamento

L’esperto deve aiutare a gestire l’ansia da perdite

L’ansia da perdite è uno dei problemi più grossi che impediscono agli investitori di guadagnare. Il supporto di un esperto è fondamentale per gestire questa ansia al meglio, e per rimanere nelle decisioni di lungo periodo programmate.

PORTA TITOLI, FONDI E NUOVA LIQUIDITÀ DA INVESTIRE IN FINECO

IN BREVE

Il 20 gennaio è partita la nuova iniziativa “Porta Titoli, Fondi e nuova Liquidità da investire in Fineco” che premia fino al 20 aprile il trasferimento di titoli, fondi e nuova liquidita’ investita con un bonus in conto corrente e commissioni trading gratuite.

PROROGA FINO AL 23 GIUGNO 2020

MECCANICA DELL’INIZIATIVA E REGOLAMENTO

L’iniziativa prevede la possibilità di ricevere un bonus in commissioni trading gratuite e un bonus in conto corrente (come ulteriore provento del conto stesso), da un minimo di euro 250 a un massimo di euro 15.000, per i correntisti Fineco che, al termine dell’iniziativa, abbiano un “Incremento del Controvalore di Portafoglio” di  almeno 100.000 euro di:  

  • Titoli“e “Fondi” trasferiti da altri istituti
    e/o
  • Nuovi Investimenti” effettuati con nuova “Liquidità Premiabile

Il valore del bonus sarà calcolato in funzione dell'”Incremento del Controvalore di Portafoglio” secondo quanto indicato nella seguente tabella:

Se hai titoli e/o investimenti, e’ il momento di passare a Fineco.

Contattami.

Virus cinese e mercati: così è andata con Ebola, Sars e Zika

Coronavirus, Ebola, Swine flu (influenza suina), Sars. Nomi che incutono timore. In particolare, alle persone per i tragici effetti che hanno sulla nostra salute. Ma anche sui mercati finanziari. I quali, sull’onda stessa dell’irrazionalità, possono essere impattati dal rischio pandemia.

A fronte di ciò si domanda: cosa può accadere ai listini mondiali a causa del coronavirus? Per rispondere alla domanda è utile dare uno sguardo al passato. Certo: ogni epidemia, purtroppo, ha una storia a sé e si inserisce in un suo particolare contesto. Ciò detto analizzare quello che è stato serve a comprendere il futuro.

I casi storici

JP Morgan ha analizzato le reazioni delle Borse allo scoppio di diverse crisi sanitarie. In tal senso, con riferimento all’influenza suina (2009), gli esperti della banca statunitense ricordano che dal suo inizio al massimo della crisi l’Msci Mexico (considerato quale migliore riferimento per valutare l’impatto borsistico) ha perso circa il 4%.

Poi, nei 3 mesi successivi al picco influenzale, l’indice è rimbalzato del 25,7%. Lo stesso andamento (vedere il grafico pubblicato) è replicato negli altri casi presi in considerazione. Sia con Ebola (2013) che con Zika (2015).

E anche rispetto alla Sars (2003), che un po’ tutti valutano quale situazione maggiormente simile all’attuale, la dinamica rispecchia quella descritta. Dal momento della deflagrazione della crisi sanitaria l’Msci China index è scivolato (tra marzo e aprile) dell’8,6%.

Nel successivo trimestre il benchmark dell’Impero di Mezzo è rimbalzato del 31%. Più in particolare, durante l’epidemia di Sars, la capitalizzazione della Borsa di Hong Kong, sottolinea sempre JP Morgan, ha perso almeno un quinto della sua capitalizzazione. E i mercati cinesi continentali sono diminuiti intorno al 15%.

La domanda e’ quindi la seguente. Conviene lasciarsi prendere dal panico o e’ meglio attenersi alla propria strategia e pianificazione di lungo periodo?

Educazione Finanziaria: l’Italia non si interessa perche’ non si fida

Puntalmente vengono pubblicati sui giornali delle statistiche su come l’Italia sia uno dei Paesi meno educati finanziariamente tra i paesi sviluppati.

Una buona base di educazione anche in ambito finanziario e’ fondamentale pero’ anche per la vita di tutti i giorni. Infatti aiuterebbe meglio a pianificare il proprio futuro sul breve e sul lungo periodo, avendo una propensione al risparmio e al basso indebitamento li dove non necessario. Inoltre permetterebbe di gestire e di evitare autononamente i rischi e le frodi che purtroppo sono a giro giornalmente nel nostro paese.

Con un punteggio di 37 su 100, ci troviamo nello scalino piu’ basso dell’Europa, seguiti solo da Portogallo e Cipro. Diversa e’ la storia per i paesi europei nordici, che raggiungono un punteggio di 71, ovvero quasi il doppio di noi.

E allora ci sarebbe da chiedersi: perche’ gli italiani non sono educati finanziariamente?
Una risposta generale e’ quella dell’ignoranza. Sono ignoranti.

Io invece preferisco pensarla in un altro modo. Non hanno fiducia. Sono sfiduciosi.

E come dar loro torto quando nel nostro paese ci sono problemi con banche che falliscono da un giorno all’altro, quando fino al giorno prima consigliavano prodotti di “casa” come i migliori in circolazione? E come non dimenticare i Pir, che hanno avuto modifiche e che hanno cambiato la positivita’ sulla quale avevano puntato al lancio?

E’ quindi ovvio che gli italiani non sono ignoranti, non sono stupidi, ma semplicemente non hanno fiducia in un sistema che non garantisce stabilita’.

Ed e’ per questo che ho pensato che nelle prossime settimane iniziero’ a creare qualcosa per aiutare le persone a conoscere delle basi finanziarie, in modo che possano valutare anche minimamente quello che stanno facendo, o quello che viene a loro offerto.

Probabilmente iniziero’ con una serie di mini video, ognuno su un diverso argomento, classificati in base alla difficolta’: ovvero fondamentali di base, come definizioni o spiegazioni, che mi sembrano la cosa da cui partire, per arrivare a qualcosa di piu’ specifico come potrebbe essere il funzionamento di un piano previdenziale o di un piano di risparmi con il vantaggio dell’interesse composto.

Quindi continuate a seguire il sito, a breve ci saranno novita’!

Leonardo

Fineco si compra il marchio

La banca-rete guidata da Foti paga 22,5 mln il brand a Unicredit. E vara importanti modifiche di governance: il cda può presentare una propria lista, 3 consiglieri alle minoranze.

FinecoBank ha annunciato che il cda ha deliberato di esercitare il diritto di opzione per l’acquisto, al prezzo di 22,5 milioni di euro (+ Iva), del marchio “Fineco” di proprietà di Unicredit. La banca guidata da Alessandro Foti ha anche comunicato che il consiglio di amministrazione ha approvato alcune proposte di revisione della propria corporate governance al fine di adeguarla al nuovo assetto azionario della banca dopo l’uscita dal gruppo Unicredit.

In particolare, oltre ad un ulteriore rafforzamento dei requisiti degli esponenti aziendali in linea con la normativa e la prassi vigente, è prevista l’introduzione della facoltà per il cda di presentare una propria lista di candidati alla carica di amministratore in sede di rinnovo del consiglio stesso. Tale modifica, oltre ad essere conforme alle previsioni del Codice di autodisciplina, è in linea con la migliore prassi internazionale. In tale contesto, è previsto l’ampliamento della partecipazione e rappresentatività degli azionisti di minoranza. Nello specifico, alla lista risultata seconda per numero di voti saranno assegnati due amministratori, mentre alla lista risultata terza per numero di voti sarà assegnato un consigliere purché abbia ottenuto almeno il 2% dei voti espressi in assemblea.

Le proposte di modifica dello statuto, soggette al provvedimento di accertamento da parte delle Autorità di Vigilanza, saranno sottoposte ad un’assemblea straordinaria che sarà convocata in tempo utile per il rinnovo degli organi sociali previsto nel prossimo esercizio

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FinecoBank, Invesco oltre al 3%

Dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti emerge che dallo scorso 9 agosto Invesco è titolare di una quota del 3,365% del capitale di FinecoBank. La partecipazione è categorizzata come “indiretta gestione non discrezionale del risparmio”. In precedenza Invesco non era soggetta ad obblighi informativi (in altre parole non era accreditata di una quota rilevante in FinecoBank).

Deutsche Bank, la ristrutturazione pesa sui conti

Deutsche Bank ha comunicato i dati relativi al secondo trimestre 2019. La società ha registrato nel periodo in esame una perdita netta di 3,19 miliardi di euro , leggermente superiore alle sue previsioni all’inizio di luglio quando aveva annunciato il grande piano di ristrutturazione.

Escludendo oneri eccezionali per 3,4 miliardi di euro, il gruppo di Francoforte ha registrato un utile netto di 231 milioni di euro, in calo del 43% su base annua.

“Abbiamo gia’ adottato misure significative per attuare la nostra strategia e trasformare Deutsche Bank, e questo si riflette anche nei nostri risultati” ha affermato il ceo Christian Sewing. Il gruppo ha realizzato ricavi per 6,2 miliardi nel trimestre, in calo del 6% e il calo e’ piu’ marcato (-18%, a 2,9 miliardi) nella banca d’investimento, ex divisione di punta del gruppo e dove effettuera’ i tagli principali nel contesto del piano di ristrutturazione

Deutsche Bank vuole ridurre i suoi costi di 6 miliardi di euro nel tempo e tornare alla redditivita’. L’anno scorso aveva gia’ tagliato 6.000 posti di lavoro. Per l’intero anno, Deutsche Bank prevede un calo dei ricavi complessivi e un utile in rosso dopo il piccolo profitto nel 2018, dopo tre anni consecutivi di perdita.

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